Marchio di impresa: quanto costa l'identità?


Dall'elaborazione grafica alla registrazione presso gli uffici competenti: quanto costa all'azienda puntare sulla propria immagine
Marchio di impresa: quanto costa l'identità?
Dicono che per sopravvivere sul mercato ci si debba distinguere dagli altri, dicono anche che le immagini valgono più di mille parole. Per comunicare la propria identità, un’azienda deve poter tenere in considerazione questi due aspetti, perché è proprio sul campo della comunicazione visiva che si disputerà il suo successo del proprio business.

Registrare il marchio di impresa è il "lascia passare" per entrare a far parte, con genuinità, in un mercato ultra-competitivo e spietato, è un biglietto da visita, è un riassunto visivo dell’essenza delle proprie ambizioni. La qualità di quanto offerto dipende da come si decide di promuove l'azienda. Comunicazione e marketing in questo nuovo e veloce contesto hanno subito un’accelerata indiscutibile.

Distinguersi significa, in altre parole comunicare agli altri la propria identità, fare marketing (assieme al business) implica dunque partecipare attivamente al processo di brand identity. I consumatori, in questo modo potranno davvero scegliere Voi tra tutti, solo se vi conoscono, se sanno come identificavi tra gli altri.
Scegliere il logo-marchio che caratterizzerà la vostra attività non è cosa semplice. E dunque badate bene al risparmio, non sono spese, non sono perdite, sono investimenti per una crescita di lungo periodo.

Prima cosa da fare: CONTATTARE UN GRAFICO. Egli tradurrà in un unico disegno: chi siete, cosa fate, a cosa puntate e quello in cui credete.
Deve essere un soggetto che gode di una certa reputazione professionale, uno con un’esperienza comprovata e dalle competenze adatte per il vostro caso. Uno che capisca al volo quello che nemmeno voi credevate di sapere sulla vostra attività.
Ci sono loghi gratis (ed è bene non aggiungere alcun commento a questa categoria), loghi economici (quelli fatti dagli amici degli amici) e loghi fatti bene.
Loghi che costano poco e rendono molto, loghi che costano molto e rendono poco e loghi che con una cifra ammissibile porteranno alla luce l’immagine che voi volete dare all’impresa e al prodotto che promuovete.
Basta farsi un giro sul web per comprendere e accettare le pretese di un grafico pubblicitario, egli conosce il mercato di riferimento, il pubblico da colpire, le tendenze adeguate al vostro impianto, si è fatto un’idea ben precisa della vostra identità e traduce tutto in immagini. E nonostante tutto riesce a venire a compromessi (la maggior parte di loro, almeno) consegnandovi nella mani la creatura più preziosa, a 500/600 euro.

Per dare il lustro che merita alla Vostra attività commerciale il marchio di impresa deve esser studiato in relazione ad una chiara strategia di comunicazione, una programmazione dell’utilizzo degli strumenti più adatti (web e tradizionali media) e una tutela legale adeguata alle vostre esigenze.
Per tutelare il marchio di impresa poi entra in gioco il legislatore e tutto l’impianto burocratico che ha edificato. Basta affidarsi a professionisti del settore e la trafila per la registrazione sarà una passeggiata.
Gli organi competenti sono Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e la Camera di Commercio, i requisiti sono semplici ma puntuali, se manca solo uno di questi tutto il percorso potrebbe non andare a buon fine, ed è per questo che affidarsi sempre ai migliori del settore non deve essere considerato come uno spreco del proprio denaro.
Per registrare un marchio, in Italia, non ci vuole poi molto. Non è dispendioso come si può pensare:
Marca da Bollo 16,00 euro +
Tassa di registrazione in una classe di mercato 101,00 euro (per ogni classe in più 34,00 euro) +
Diritti di segreteria 40,00 euro (più 3,00 euro per richiedere copia conforme)
TOTALE 157 euro

Chiaro è che ci sono altre voci, altre spese delle eccezioni e per una maggiore chiarezza si rimanda al sito ufficiale dell’UIBM.
I costi aumentano in relazioni alle classi in cui si decide di iscrivere il proprio marchio e anche se decidiamo di fargli fare ingresso nel mercato europeo o in quello internazionale. Ma questo dipende dalle potenzialità e dalle ambizioni dell’impresa.
Non importa come, ma fatelo. Per distinguervi. Per la vostra identità e per comunicare la vostra specificità

Articolo del:


di Studio Rubino

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