Matrimonio o convivenza?


Una breve guida prima del grande viaggio
Matrimonio o convivenza?
Nel nostro Paese, oltre al matrimonio ora vengono risonosciute e disciplinate anche la convivenza di fatto ed introdotte le unioni civili.
Ma se per il diritto di famiglia oramai le prime due figure vengono tendenzialmente equiparate, altrettanto non può dirsi per il fisco ed il lavoro.
E così i conviventi di fatto dichiarati all'anagrafe potranno essere etero o omosessuali, avranno l'obbligo di contribuire ai bisogni familiari, l'obbligo di assistenza reciproca, il diritto di visita in caso di malattia ed il diritto al risarcimento del danno; potranno scegliere il regime di comunione o separazione dei beni, non avranno diritto all'eredità, ma a succedere nei contratti di locazione e a vivere nella casa familiare del defunto a determinate condizioni.
Rimane, tuttavia, la mancanza dell'obbligo di fedeltà dei partners, l'impossibilità di ricorrere all'adozione - salvo casi eccezionali, l'assenza del diritto all'assegno di mantenimento, anche se viene riconosciuto quello alimentare, ma solo se parametrato al periodo di convivenza.
Le differenze, come già accennato, permangono di fronte al fisco, dove, due conviventi - anche se dichiarati tali all'anagrafe - non potranno ottenere detrazioni per il partner a carico, detrazioni per spese mediche del partner a carico, la reversibilità, gli assegni familiari.
Ma è nel mondo del lavoro che la convivenza non trova alcun riconoscimento, se non per il diritto di partecipare agli utili dell'impresa familiare.
Le coppie di fatto non avranno, quindi, diritto al congedo matrimoniale, all'assegno per il nucleo familiare, il diritto ad una quota di tfr in caso di divorzio, i permessi per lutto e per gravi motivi familiari, i congedi per chi ha un partner disabile, la pensione di reversibilità, il permesso dei 3 giorni mensili per assistere il proprio partner disabile e il diritto a vedersi riconoscere il tfr e l'indennità di preavviso in caso di morte del compagno.
Dall'attenta lettura della legge, si evince chiaramente come le coppie di fatto siano ancora ora quelle meno tutelate in Italia.
Ma per fortuna, un modo valido ed efficace per ovviare a tutte le questioni patrimoniali della coppia è stato introdotto sotto forma di CONTRATTO DI CONVIVENZA.
Questi contratti altro non sono che accordi stipulati e sottoscritti davanti ad avvocati o notai tra i partners, con i quali vengono regolate tutte le vicende dell'unione di fatto.

Potranno quindi trovare regolamentazione le modalità di partecipazione alle spese comuni, l'attribuzione e la distrubuzione dei beni acquistati durante la convivenza, nonchè la definizione di tutti i rapporti patrimoniali al momento della eventuale cessazione del rapporto.
La presenza di un professionista, naturalmente, assicura la sottoscrizione di un atto redatto seriamente, aderente ai bisogni ed alle necessità della coppia, che tutela e protegge entrambi i partners.

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di Avv. Camilla Bulgarini

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