“Memoria e attività fisica”


Gli incredibili risultati di alcune ricerche
“Memoria e attività fisica”
Fare 3 minuti di attività fisica dopo aver studiato un argomento per 20 minuti aumenta mediamente del 60% la quantità di elementi ricordati. Inoltre i ricordi risultano più duraturi nel tempo. Questo fenomeno si spiega studiando la biochimica della memoria, che è legata a ormoni che l’attività fisica riporta a valori ottimali. Viceversa lo studio e l’immobilità prolungati alterano i livelli di questi ormoni rendendoli meno efficaci nella loro funzione a servizio della memoria. La cosa interessante è che i 3 minuti possono essere sia di attività intensa (fare le flessioni) ma anche moderata (camminare a ritmo sostenuto o comprimere una pallina di gomma).

A tal proposito risulta interessante un esperimento durato tre mesi effettuato su un gruppo di 80 studenti universitari, che proponeva loro di alternare 17 minuti di studio e 3 minuti di attività fisica, con una pausa di mezz’ora ogni due ore. Un altro gruppo di controllo equivalente manteneva l’abitudine di studiare per 3-4 ore consecutive.

L’esperimento è durato 3 mesi, al termine dei quali il gruppo sperimentale aveva migliorato la media dei voti scolastici, ridotto i tempi di studio e incrementato la percezione di benessere (rilevata anche con prelievi sul cortisolo salivare). Il gruppo di controllo aveva mantenuto tutte le caratteristiche nella media, ma peggiorato, seppur mantenendo valori normali, i livelli di cortisolo.

Il giorno prima di un esame, chiaramente se si è ben studiato, è consigliabile allentare e fare attività piacevoli, preferibilmente all’aria aperta. Ed evitare, altresì, di tormentare libri e appunti nell’anticamera dell’aula d’esame.

Quand’ero studente e non conoscevo queste ricerche, obiettivamente sostenni i miei esami più brillanti quando rispettavo queste regole, seppure inconsapevolmente.

La ricerca cui ho accennato dimostra quanto il corpo svolga un ruolo fondamentale anche per il nostro pensiero. Ci sono tantissimi altri ambiti in cui questo legame è dimostrato e può essere utilizzato in modo efficace: nella regolazione delle emozioni, per aiutare adulti e bambini a mantenere la concentrazione, per aiutarsi a superare gli eventi traumatici e molte altre.

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di Dr.ssa Daniela Benvenuti

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