Millenials e risparmio


I Millenials: che rapporto hanno con i soldi?
Millenials e  risparmio
Il Time Magazine li definisce "Overeducated, underemployed, wildly optimistic", vale a dire sovra-istruiti, sottoccupati, selvaggiamente ottimisti. Sono più aperti, esigenti, tecnologicamente evoluti ed informati della generazione che li ha preceduti. Hanno un approccio alla vita adulta unico, sono molto legati ai valori failiari, al rapporto con gli amici e alla comunità intesa in senso ampio. I Millennials, o Generazione Y, sono i ragazzi nati tra gli anni ‘80 e fine anni ‘90 nel mondo occidentale.
I Millennials rappresenteranno nel 2025 circa il 75% della popolazione attiva e molti di loro saranno i leader del futuro.
Sono 1,7 miliardi i Millennials nel mondo, costituendo il 24% della popolazione globale, mentre in Italia attualmente rappresentano circa un terzo dell’intera popolazione.
L’alta numerosità e il crescente potere d’acquisto li rendono capaci di influenzare i media, i consumi, il mercato immobiliare, persino la ristorazione.
Hanno un atteggiamento diverso dal consumo compulsivo che ha caratterizzato la generazione che li ha preceduti.
Cresciuti in mezzo alla crisi economica, sono consapevoli del valore della comunità, della famiglia e della rete sociale nell’affrontare problematiche comuni: fanno leva sulla rete superando così i vincoli economici.
l Millennials sono consumatori che hanno un ruolo attivo nel processo di acquisto e si confrontano con le aziende produttrici, attraverso i canali digitali a disposizione.
Sono consumatori severi: desiderano essere informati sulle aziende, su ciò che producono o sui servizi che offrono, sulle politiche aziendali adottate.
Un terzo dei Millennials del mondo (34%) risparmia ed è sicuro di sé riguardo al proprio futuro finanziario, 1 giovane su 2 (48%) non è certo delle strategie attuate, mentre il 18% non risparmia affatto.
Eppure, mutatis mutandis, resta la generazione che dichiara di risparmiare di più.
In Italia i Millenials non rappresentano un target interessante per le società di gestione del risparmio, che in questo momento si rivolgono soprattutto al loro cliente tipo di età compresa tra i 40 e i 50 anni.
Perché?
I Millenials non hanno un lavoro stabile, non dispongono di interessanti disponibilità finanziarie e molto probabilmente non godranno di una pensione. A loro l’industria finanziaria si limita ad offrire conti correnti, prestiti e mutui.
I Millenials non sono particolarmente interessati alla previdenza integrativa, mentre invece utilizzano gli strumenti di pagamento digitali con estrema naturalezza. Sono poco inclini all’indebitamento, se non per comprarsi lo smartphone.
Non solo.
La filiera commerciale delle banche spesso mette a loro disposizione consulenti, di altre generazioni, che non sono in grado di sostenere la loro preparazione, frutto di una pianificata consultazione in rete sull’argomento. Non dimentichiamo che i giovani, in rete, cercano tutto.
Il risultato è che il 70% degli under 35 detiene un solo fondo italiano, mentre il 25% dichiara di averne due o più.
Ma si rivolgono sempre di più al Fintech e questo li rende attrattivi per i nuovi player del mercato come Apple, Facebook, Amazon. Ovvio aspettarsi uno scatto d’orgoglio da parte dei tradizionali operatori del risparmio. Vedremo cosa accadrà nell’immediato futuro

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di Linda Caroli

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