Mobbing: finalmente è una malattia professionale tabellata


Cass. Sez. Lav. 20774/2018: il mobbing è ora malattia tabellata INAIL
Mobbing: finalmente è una malattia professionale tabellata

Importante novità tra le pronunce di Cassazione Sezione Lavoro.

Il Mobbing diviene ora, a seguito della sentenza 20774/2018 malattia professionale e dunque, con tale status, entra ufficialmente a fare parte delle malattie tabellate INAIL.

La questione, portata all’attenzione dei giudici riguardava il caso di un erede di un pubblico dipendente che aveva agito in giudizio al fine di veder riconosciuta la natura professionale della malattia del de cuius, causata dalla condotta vessatoria posta in essere dall’ente pubblico di cui egli era stato dipendente.

Invero, secondo il risalente e costante orientamento giurisprudenziale della Corte in materia di assicurazione sociale di cui al DPR 1124 del 1965, articolo 1, rilevava non soltanto il rischio specifico proprio della lavorazione, ma anche il c.d “rischio specifico” improprio, ossia non strettamente insito nell’atto materiale della prestazione ma collegato con la prestazione stessa.

In tal senso al Corte si è espressa a Sezioni Unite con la pronuncia 3476/1994 rapportando la tutela assicurativa “al lavoro in sè e per sè considerato e non soltanto a quello reso presso le macchine”, essendo appunto la pericolosità data dall’ambiente di lavoro.

Rileva, dunque e soprattutto, prima ancora che l'esposizione alle macchine, un vero e proprio rischio ambientale, come anche sottolineato da autorevole dottrina (Ferrari).

E’ piacevole, dunque, commentare questa sentenza perchè sono piacevoli ricordi del corso di infortuni sul lavoro tenuto alla specializzazione in diritto del lavoro di Macerata con il professor Mastrangeli, che già, in quella sede, ci accennava al rischio ambientale, prima ancora e parallelamente all’esposizione al lavoro di macchine.

Mi inorgoglisce particolarmente commentare brevemente, sia pure con il mio modesto contributo, questa importante decisione.

In particolare, poi, il ricordo va al corso di infortuni sul lavoro e malattie professionali, tenuto a Macerata, alla scuola di specializzazione in diritto del lavoro, dal Prof.Avv. Mastrangeli, con il quale affrontammo la questione.

Mi limito in particolare a segnalare che emergevano già allora aspetti rilevanti per quella che in concreto è la fattispecie da tutelare.

Nulla quaestio, infatti, per quello che riguarda il possibile danno biologico.

Come in questo caso, e a prescindere per ora dalle questioni di trasmissibilità del diritto al risarcimento, il baricentro andrebbe spostato, infatti, sui profili del danno esistenziale o di quanto è rimasto dello stesso.

Soggettivamente, infatti, tra i lavoratori c’è chi tollera, somatizza in misura maggiore le vessazioni recate sul posto di lavoro e chi invece meno.

Saranno dunque aspetti da tenere in debita considerazione.

Per adesso limitiamoci a riscontrare questo importante arresto giurisprudenziale e a sottolineare l’importante funzione della giurisprudenza a tutela dei lavoratori.

 

Articolo del:


di Avv. Michele Vissani

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse