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Modifica dell’assegno di mantenimento post emergenza COVID-19


Cause, condizioni e modalità di modifica dell'assegno di mantenimento dovute al mutamento delle condizioni economico-patrimoniali dei coniugi, ad esempio per COVID-19
Modifica dell’assegno di mantenimento post emergenza COVID-19

 

È possibile avere la modifica o l’eliminazione dell’assegno di mantenimento in caso di perdita del lavoro o non percepimento di reddito nel recente periodo di emergenza sanitaria?

Com’è a tutti noto in seguito alla separazione personale dei coniugi (artt. 150 ss. cod. civ.), consensuale o giudiziale, può sorgere a carico di uno di essi l’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento, in favore dell’altro coniuge quando quest’ultimo non abbia adeguati redditi propri (e degli eventuali figli).

L’obbligo di assistenza materiale nascente dal matrimonio permane, infatti, nonostante vi sia stata la separazione, poiché si conservano i doveri di solidarietà familiare tra i coniugi.

In seguito alla pronuncia del provvedimento di separazione, tuttavia, possono cambiare le condizioni economiche di uno o di entrambi i coniugi.

Il mutamento può dipendere dalle circostanze di fatto nuove che vanno a mutare il precedente assetto economico-patrimoniale scelto dai (o imposto ai) coniugi, ovvero da nuove esigenze dei figli, dall’insorgenza o aggravamento di patologie mediche, dall’acquisizione dello status di pensionamento, dalla convivenza more uxorio etc.

Specialmente in periodi di emergenza e criticità, come quello in corso, è assai frequente che il coniuge tenuto al versamento dell’assegno di mantenimento subisca un peggioramento delle proprie condizioni economiche poiché si trova in una situazione di precarietà lavorativa (si pensi alla perdita di lavoro, alla scelta delle imprese di optare per la cassa integrazione).

A tal proposito ci si chiede quali conseguenze giuridiche derivino per il coniuge gravato dall’onere del mantenimento.

L’Ordinamento giuridico italiano riconosce alla parte interessata il diritto di chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento (art. 156 c.c.) a causa del sopravvenire di elementi nuovi, ovvero “giustificati motivi oggettivi”, che determinano un mutamento della situazione di fatto e/o diritto esistente al momento della pronuncia o dell’accordo di separazione.

Tuttavia occorre precisare che la revisione dell'assegno di mantenimento non avviene automaticamente. Di fatto la richiamata modifica può avvenire attraverso l’introduzione di un ricorso da parte del coniuge interessato innanzi al Tribunale (art. 710 c.p.c.), il quale giudice dopo aver sentito le parti e acquisito le prove, si pronuncia mediante decreto (disponendo l’aumento, la conferma o la diminuzione dell’assegno di mantenimento).

Ricordiamo che spetta al coniuge ricorrente dimostrare di aver subito delle modifiche economiche e patrimoniali rispetto alla situazione precedente che ne hanno eroso la sua capacità economica.

É, inoltre, possibile pervenire alla modifica delle condizioni mediante accordo stragiudiziale o ricorso giudiziale congiunto che deve comunque essere sottoposto alla supervisione del Tribunale, a conferma dell’ex art. 710 c.p.c.

Deve precisarsi che questo rimedio può essere utilizzato anche a fronte delle modifiche di fatto e di diritto patite da un coniuge separato in virtù della recente emergenza sanitaria.

Tuttavia, allorché il giudice decida di disporre la riduzione dell’assegno di mantenimento, non deriva in capo al coniuge richiedente alcun diritto alla restituzione delle somme versate in precedenza, ma solo un’esenzione dall’obbligo relativo per le future.

 

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