Moneta complementare


E' come il baratto?
Moneta complementare
La moneta serve a facilitare gli scambi in alternativa al baratto.
Essa permette di risparmiare tempo, in quanto rispetto al baratto presenta minori difficoltà, laddove non vi è incontro di interessi tra domanda ed offerta di beni e servizi.
Detto ciò in maniera assai semplicistica diciamo invece cosa è la moneta complementare.
La moneta complementare può essere qualunque strumento, sia cartaceo sia elettronico, che dia vita allo scambio di beni e servizi in assenza di moneta reale.
Possiamo quindi affermare che tale sistema diventa utile in momenti di crisi monetaria e finanziaria in quanto, pur in assenza di liquidità, permette lo scambio di beni e servizi.
Con tale sistema si favorisce la territorialità della spesa in quanto lo scambio avviene nel territorio in cui la moneta è scambiata attraverso i prodotti e i servizi del posto con positive ricadute nel mercato interno senza ricorrere ad importazioni.
Altra motivazione da tenere in conto è quella che questo sistema può contrastare positivamente la disoccupazione per via della ripresa di mercati che la moneta complementare stimola.
Riepilogando quindi: cosa è la moneta complementare?
E' uno strumento con il quale possiamo scambiare beni e servizi affiancandolo alla moneta reale.
La moneta complementare non ha corso legale e viene accettata volontariamente nell'ambito di una comunità che si è dichiarata disposta ad accettarla creando e facilitando sulla base di "accordi" lo scambio di beni e servizi creando una vera e propria rete in cui gli operatori economici si muovono con sicurezza e fiducia.
Partiamo da un esempio semplice. Cosa sono i punti che cumuliamo acquistando al supermercato, i buoni pasto o altri tipi di coupon che si trovano in punti vendita diversi?
Sono proprio tipi di valute complementari attraverso le quali possiamo acquistare beni e servizi.
Detto ciò, lo scenario di scambi a cui la moneta complementare, in assenza di liquidità sui mercati può dare luogo, è enorme. Sembra quasi strano a pensarci ma questo tipo di sistema dà luogo a volumi di scambi impensabili che tradotti in numeri sono rilevantissimi.
Ma ci chiediamo: è legale questo tipo di moneta? La legge non pone divieti all'utilizzo di moneta diversa da quella vigente nel paese di appartenenza. E' ovvio però che tale moneta deve essere accettata dalla controparte.
Ciò quindi significa creare un sistema di aggregazioni in cui favorire la moneta complementare, che come già detto, ha lo scopo di aiutare l'economia in territori più o meno grandi soprattutto in tempi di crisi economico-finanziarie.
Le valute esistenti sono tante e sono presenti a livello mondiale.
Vi sono valute, come il Barter (baratto) che consistono nello scambio di merci in compensazione: ciò vuol dire che chi aderisce al circuito acquista beni e servizi creando un debito che pagherà con la vendita di propri beni e servizi.
Altro tipo di valuta complementare si poggia su una gestione di carte prepagate ricaricabili con le quali si acquista presso gli aderenti al circuito.
Altri tipi ancora di valute complementari funzionano con il sistema del credito reciproco senza generare interessi (Lets).
In Svizzera c'è il WIR che ha poi dato vita ad una vera e propria Banca chiamata Wir Bank dove fanno capo più di 60.000 imprese svizzere che scambiano tra di loro beni e servizi.
A questo punto possiamo ben dire che il sistema della "moneta complementare" è un sistema che funziona e rappresenta sicuramente una opportunità con numerosi benefici per tutto il sistema economico.

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di Alessandra Felline

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