Multato chi impedisce la visita ai figli


La Cassazione ha confermato la legittimità di sanzioni pecuniarie al genitore separato che ostacola il diritto di visita dell'altro coniuge
Multato chi impedisce la visita ai figli
I figli non sono oggetti di proprietà di cui disporre materialmente e a piacimento, nè armi da usare per sfogare il proprio rancore o per farsi giustizia autonoma nei confronti dell'ex coniuge.
Quello che a prima lettura sembra un'affermazione ovvia, molto spesso non lo è nelle situazioni di separazione tra coniugi con un elevato grado di conflittualità, e ben lo sanno gli operatori del diritto. Ciò causa più volte un irrigidimento dei rapporti che sfocia in un comportamento ostativo od ostruzionista da parte del coniuge presso il quale i figli hanno la dimora prevalente (dato che ormai non si puo' parlare di affido, data l'automaticita' dell'affidamento congiunto).

Ma che ciò sia illegittimo lo ha confermato con un'importante recentissima pronuncia la Corte di Cassazione; più precisamente la sentenza n. 3810 del 25/02/2015 la quale confermava una sanzione di € 1.000,00 comminata dalla Corte di Appello di Messina ad una madre che aveva ostacolato il rapporto del padre con le figlie minori domiciliate presso di lei.
La Corte territoriale infatti aveva verificato, tramite le testimonianze assunte, che le bambine non avevano mai pernottato dal padre, nè il padre per 3 - 4 mesi le aveva mai trovate a scuola il giorno nel quale era stabilito che spettava a lui andarle a prendere.

Il Tribunale di Messina in primo grado aveva ammonito ai sensi dell'art. 709 ter c.p.c. entrambe le parti ad agevolare il rapporto delle bambine con l'altro genitore, scongiurando atteggiamenti che potessero ostacolare il corretto svolgimento delle modalità del loro affidamento o che potessero pregiudicare la loro serenità ed evitando che certe discussioni avvenissero alla presenza dei minori.
La norma prevede infatti che in caso di gravi inadempienze il Giudice possa 1) ammonire il genitore 2) disporre il risarcimento nei confronti del minore 3) disporre il risarcimento nei confronti dell'altro genitore 4) condannare l'inadempiente al pagamento di una sanzione fino a 5.000 Euro nei confronti della Cassa delle Ammende.

E mentre il Giudice di prime cure aveva applicato il rimedio più blando di cui al punto (1), stante il comportamento grave di ostruzionismo ed ostacolo con carattere premeditato e sistematico della madre, aveva ritenuto, giustamente secondo la Corte di Cassazione, d'ufficio e nell'interesse dei minori, di disporre la misura più incisiva della sanzione da pagare alla cassa delle ammende, ritenendola maggiormente disincentivante rispetto alla commissione di ulteriori violazioni, un vero e proprio deterrente alla reteirazione di suddetto comportamento.

Nel ripercorrere gli aventi la Suprema Corte riporta tra l'altro un passaggio ove si constata che " l'ostruzionismo della madre al diritto di visita si era accentuato nel corso del Giudizio di Appello, tanto che il Tribunale dei Minorenni aveva dichiarato la decadenza della medesima dalla potestà genitoriale".
Appare interessante poi anche il giudizio di attendibilità operato sulle testimonianze rese " in virtù di una vicinanza duratura tra i testi e la fonte dell'informazione (trattandosi di parenti), vicinanza che aveva consentito ai testimoni medesimi un'acquisizione esaustiva degli aspetti problematici del rapporto tra i coniugi in merito ai rapporti del padre con le figlie"

C'è pertanto la speranza che pronunce come questa, le quali consolidano l'illegittimità dei comportamenti deliberatamente ostruzionistici nell'esercizio del diritto ad essere genitori, siano deterrenti efficaci ed aprano la strada verso una maggiore comprensione della bigenitorialità, di modo che si capisca che la cessazione della qualità di moglie o marito non determina affatto quella della qualità di genitore, anzi addirittura ne aumenta e amplifica l'importanza.

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di Avvocato Stefano Dalle Mura

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