Mutuo casa: tasso fisso o variabile?


Tasso fisso o variabile per il mio mutuo? Cosa conviene di più?
Mutuo casa: tasso fisso o variabile?
Ci troviamo in un periodo storico particolare, caratterizzato da un costo del denaro molto basso. Certo è una condizione mai definitiva, in continua evoluzione e molto dipenderà dalle decisioni future della Banca Centrale Europea, ma la prospettiva di un forte rialzo dei tassi è remota e soprattutto, quando rialzo sarà, avverrà in modo graduale nel tempo.
La particolare congiuntura economica, rende quindi questo momento storico molto interessante per chi ha deciso di acquistare un immobile e voglia farlo stipulando un mutuo.
Cerchiamo allora di capire le differenze tra mutuo a tasso fisso e a tasso variabile, per comprendere meglio quale sia la scelta più opportuna per noi.

Cosa si intende per mutuo a tasso fisso?

Come dice il termine stesso, il mutuo a tasso fisso presenta un tasso costante che non cambia nel tempo, anche se dovessero cambiare i tassi sul mercato.
Il tasso fisso è infatti agganciato ad un parametro, il tasso EURIRS, al quale la banca aggiunge una differenza (spread) e al momento della stipula del mutuo viene individuato il tasso che accompagnerà il mutuatario per tutta la durata del finanziamento. Di conseguenza, la rata che si dovrà pagare resterà sempre dello stesso importo.
Per avere un parametro di riferimento, se volessi sottoscrivere un mutuo a 25 anni dovrei considerare che oggi l’Eurirs a tale scadenza è circa 1.50%, mentre nel 2008 il valore arrivò quasi al 5%.

Cosa si intende per mutuo a tasso variabile?
Al contrario del mutuo a tasso fisso, quello a tasso variabile è legato ad un parametro di indicizzazione, il tasso EURIBOR solitamente con scadenza uno o tre mesi, al quale la banca aggiunge uno spread.
La differenza sostanziale con il mutuo a tasso fisso è che la rata può variare nel corso degli anni in funzione del parametro di indicizzazione.
Sempre perché una corretta valutazione non può prescindere da un parametro di riferimento, è opportuno sapere che oggi l’Euribor a tre mesi è addirittura negativo (-0,33%), mentre nel 2008 il valore arrivò a superare il 5%.

Meglio il tasso fisso o il tasso variabile?
La scelta tra tasso fisso e tasso variabile sembra poter essere un po’ più chiara adesso, perché il tasso variabile, in questo 2018, è certamente più basso di quello fisso.
É quindi preferibile? In realtà non è tutto così semplice e scontato.

Cosa convenga di più, infatti, dipende da diversi fattori.

La scelta del tasso fisso comporta certamente una spesa leggermente maggiore rispetto ad un mutuo a tasso variabile, ma è preferibile per chi voglia avere certezza della rata e abbia necessità di non avere sorprese in futuro, in modo da programmare con maggiore tranquillità il bilancio familiare.

Il tasso variabile, invece, è certamente più basso, ma per sua natura muta e nel lungo periodo potrebbe determinare un aumento della rata del mutuo. Può essere quindi una soluzione ottimale per chi ha necessità di risparmiare il più possibile in una prima fase, contando magari in un miglioramento delle proprie condizioni economiche in futuro, o per chi stipula un mutuo dalla durata non troppo lunga, dal momento che gli analisti non ritengono probabile un rapido rialzo dei tassi e quindi degli interessi da pagare.

Certamente esiste in molti casi la possibilità di rinegoziare il mutuo modificando la tipologia di tasso, ma bisogna sempre ricordarsi che c’è il rischio di trovare mutate le condizioni dei tassi e degli interessi applicati rispetto alla nostra valutazione iniziale.

Articolo del:


di Dott. Francesco Rosato

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse