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Non ho più voglia di lavorare!


La mancanza di motivazione sul lavoro: cause e soluzioni dal punto di vista del coach
Non ho più voglia di lavorare!

 

Una delle problematiche che spesso viene posta ad un Coach è la mancanza di motivazione in ambito lavorativo. Innanzitutto, è normale attraversare dei periodi in cui si preferirebbe restare a casa, il problema si pone quando questa situazione si protrae per lungo tempo, fino a generare una sorta di malessere generale.
In tali casi, è necessario individuare le cause del disagio per provare poi a risolverle. Esse sono rintracciabili in ambito lavorativo ed anche nel privato della persona.

 

Una brutta esperienza vissuta a livello personale, come un lutto o la fine di una relazione, possono, ad esempio, fare subentrare in un forte stato di dolore che influenza il resto della vita e dal quale non si è in grado di uscire. Il dolore è un’emozione che può bloccare una persona, addirittura, a distanza di tempo, può capitare di evitare una determinata situazione per paura di riprovare quella medesima sofferenza. Il Coach, quando percepisce lo stato di dolore, aiuta il cliente a lavorare e sviluppare l’intelligenza emotiva che è la capacità di riconoscere ed accettare le proprie emozioni riuscendo al contempo a controllarle e dominarle.


Un altro ostacolo alla motivazione è la scarsa autostima, la quale è direttamente proporzionale al numero ed intensità di insuccessi realmente conseguiti, o percepiti come tali dalla nostra mente, in abito privato o lavorativo. La ripetizione degli insuccessi, in particolare, porta ad uno stato di scarsa considerazione di sé.  Per abbattere questa sorta di giudizio negativo, il Coach aiuta prima ad individuare le cause specifiche degli eventuali fallimenti - per evitargli di generalizzare l’insuccesso - e poi insegna a sviluppare la consapevolezza del proprio valore attraverso il ricordo dei successi conseguiti e di tutte le emozioni e sensazioni vissute in tali circostanze.


In ambito lavorativo va posta invece molta attenzione al contesto all’interno del quale si lavora. Spesso la scarsa motivazione è dovuta a responsabili troppo presenti e direttivi. Se una persona, infatti, è dotata di grandi capacità e tanta volontà è corretto renderla autonoma, altrimenti, se troppo guidata, rischierà di demotivarsi. Al contrario, quando si delega totalmente un’attività a una persona che non possiede i requisiti necessari, sicuramente oltre al mancato raggiungimento dell’obiettivo, si andrà incontro a una fase di demotivazione dovuta al calo dell’autostima descritto precedentemente. In questi casi è necessario lavorare sulle capacità del cliente di saper comunicare con il proprio responsabile. Comprendere l’altro e farsi comprendere, sono doti fondamentali per stare bene ed anche per emergere all’interno di un contesto lavorativo.


Un’ultima causa di demotivazione può derivare da obiettivi/compiti poco sfidanti. Le attività più soddisfacenti hanno sempre due caratteristiche: innanzitutto ci consentono di sfruttare le nostre potenzialità ed i nostri talenti ed, in secondo luogo, sono anche particolarmente complesse da permetterci di mettere alla prova i nostri limiti. Compiti poco calzanti sulle nostre attitudini, oppure eccessivamente ripetitivi o semplici portano frequentemente ad uno stato di apatia lavorativa.


Quando ci si rende conto che ruolo od obiettivi sono poco adeguati è necessario individuare le possibili soluzioni da perseguire. Esse possono essere molteplici a seconda del lavoro e del grado di autonomia del soggetto. Con un imprenditore o un manager si può ipotizzare la costruzione di nuovi obiettivi o la rielaborazione degli esistenti in un’ottica più stimolante; con un dipendente si può, invece, pensare ad un colloquio con il proprio responsabile, lavorando sempre sul tema della comunicazione, oppure alla richiesta di trasferimento ad altra area o progetto, fino al passaggio ad altra azienda.


Infine, quando il Cliente è determinato a cambiare radicalmente lavoro perché si è reso conto che ciò che sta facendo non è allineato con le proprie inclinazioni e potenzialità, il Coach può risultare molto utile. Aiuterà il Cliente prima nella verifica dell’esistenza del perché, e quindi della motivazione profonda che lo ha portato a questa scelta drastica, poi una volta appurato il perché, nella costruzione della goal map, prevedendo insieme a lui le azioni ed i possibili ostacoli ed, infine, lo accompagnerà lungo il percorso, cercando di aiutarlo di volta in volta ad individuare eventuali alleati e facilitatori, in modo da giungere con successo e nei tempi stabiliti  al conseguimento del risultato finale.

 

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