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Notifica internazionale degli atti civili e commerciali


Sintetica analisi della disciplina delle notifiche di Atti Giudiziari e Stragiudiziali in materia Civile e Commerciale in Paesi Esteri intra UE ed extra UE
Notifica internazionale degli atti civili e commerciali

La disciplina delle notifiche di Atti Giudiziari e Stragiudiziali in materia Civile e Commerciale è una disciplina complessa che non si ricava da un unico testo normativo, bensì dal combinato disposto di più norme internazionali che si sono nel tempo stratificate e completate reciprocamente.  L’analisi della problematica presenta, quindi, una disciplina complessa che necessita di una articolata interpretazione di norme tra loro concatenate. Il presente studio cercherà di sintetizzare la fattispecie giuridica in esame.  Occorre distinguere tra notifiche estere in ambito UE e notifiche estere in ambito extra UE. Va poi distinto se la notifica deve essere fatta a cittadino straniero residente o domiciliato nello Stato estero, o a cittadino italiano residente o domiciliato nello Stato estero.

 

 

Indice:

  • Notifica dell’atto a soggetto straniero intra UE

  • Notifica dell’atto a soggetto straniero extra UE

  • Notifica a soggetti italiani residenti o domiciliati all’estero

  • Casi particolari

 


Notifica dell’atto a soggetto straniero intra UE  

La disciplina qui di seguito descritta riguarda la notifica di atti giudiziari e stragiudiziali verso soggetti (persone fisiche o giuridiche) domiciliate o residenti in Paesi membri dell’Unione Europea. Il riferimento normativo internazionale per questo tipo di notifica è rappresentato dal Regolamento (CE) del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea n. 1393 del 13/11/2007pubblicato in Gazzetta G.U.U.E. L324/79 del 10.12.2007. Il Regolamento si applica in materia civile e commerciale quando un atto deve essere notificato o comunicato a soggetto estero domiciliato o residente all'estero INTRA UE. Vi sono alcuni Stati verso i quali è possibile effettuare la c.d. "notifica diretta" (cioè la notifica in plico inviata direttamente al destinatario tramite gli Ufficiali Giudiziari).

Tali Stati sono: Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Scozia, Gibilterra che accettano tale modalità di notifica senza limiti e la Germania e la Svezia che la accettano dietro il ricorso di determinate condizioni. Quando invece la notifica non è diretta, può avvenire unicamente attraverso gli Organi designati da ciascun Stato membro UE.

L'elenco degli Organi designati è pubblicato sul Portale Europeo della Giustizia. Per l'Italia l'Organo Centrale Ricevente è l'Ufficio Unico degli Ufficiali Giudiziari presso la Corte d'Appello di Roma. Invece, le notifiche verso gli Organi Centrali degli altri Stati possono partire da qualunque U.N.E.P. presso le Corti d'Appello o presso i Tribunali Ordinari dislocati sul Territorio Nazionale. In casi del tutto eccezionali gli atti possono anche essere trasmessi per via diplomatica ad altro Stato membro. Va precisato che l'Italia si oppone alle notifiche effettuate dagli agenti diplomatici o consolari e dirette a persone che sono residenti in altro Stato membro e che non sono cittadini del Paese residente.


Notifica dell’atto a soggetto straniero extra UE

1) Notifiche tra Paesi aderenti alla Convenzione dell'Aja del 1965. Se i Paesi hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aja del 15 Novembre 1965 relativa alla notifica all'Estero degli atti giudiziari ed extra giudiziali (la Convenzione dell'Aja del 15 Novembre 1965 all'art. 22 ha sostituito – per i Paesi che l'hanno ratificata – la precedente Convenzione dell'Aja del 1954 sulla procedura civile) la notifica degli atti giudiziari avviene attraverso le Autorità Centrali designate dalla Stato membro. Il modello della notifica è quello allegato alla Convenzione e non è richiesta legalizzazione dell'atto da notificarsi. Per quanto riguarda gli atti extragiudiziali, ogni Stato membro può attribuire la relativa competenza anche ad altre Autorità ulteriori rispetto a quelle Centrali individuate. In ogni caso il richiedente la notifica ha sempre il diritto di rivolgersi alla Autorità Centrale. La Convenzione dell'Aja non si applica se l'indirizzo del destinatario è sconosciuto.

2) Notifiche tra Paesi che hanno sottoscritto Convenzioni Bilaterali. Se i Paesi non hanno aderito alla Convenzione dell'Aja del 1965, ma hanno sottoscritto Convenzioni Bilaterali, la notifica verrà effettuata secondo quanto stabilito dalla Convenzione sottoscritta. Se per la notifica devono essere utilizzati i canali diplomatico-consolari, l'Ufficiale Giudiziario invierà l'Atto da notificare alla Rappresentanza diplomatica competente. Poiché le Rappresentanze diplomatico-consolari non sono il destinatario della notifica, ma solo il tramite per l’esecuzione della stessa, non ha rilevanza il mezzo di trasmissione della documentazione dall’Ufficiale Giudiziario alla Rappresentanza diplomatica. Va sottolineato che: i) se la notifica avviene tra Paesi che hanno aderito a Convenzioni bilaterali e multilaterali, le prime prevalgono sulle seconde; ii) l'art. 142 c.p.c. indica le Convenzioni bilaterali come via preferenziale di legge per le notifiche, rimanendo la disciplina del 142 c.p.c. citato puramente residuale.

3) Notifiche tra Paesi che non hanno sottoscritto Convenzioni. In questo caso la notifica va effettuata ai sensi dell'art. 142 c.p.c., sempre però che non si possa notificare ai sensi degli art.. 30 e 75 del D.P.R 200/1967 che prevede la notifica per via consolare.


Notifica a soggetti italiani residenti o domiciliati all’estero

Se il soggetto residente o domiciliato all'Estero ha la sola cittadinanza italiana, è prevista la notifica per via consolare ai sensi dell'art. 37 del D.lgs. 71/2011 e non è richiesta la traduzione dell'atto da notificare. Poiché ogni sede estera del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è dotato di indirizzo PEC, ad oggi la norma citata non disciplina ancora questo tipo di notifica quando questa debba essere fatta tramite intermediari (quali appunto il Ministero degli Affari Esteri e le sue Rappresentanze all'Estero), ma la disciplina unicamente quando la notifica debba essere fatta direttamente dal notificante al notificato. La notifica a mezzo PEC è comunque di regola accettata dagli Uffici delle Rappresentanze Estere che la ricevono purché rispetti i requisiti richiesti dalla Legge 53/1994 e successive modifiche. Va, infine, tenuto a mente che ove il soggetto estero non goda solo della cittadinanza italiana, ma goda anche di altra cittadinanza, gli atti da notificare dovranno essere tradotti necessariamente.


Casi particolari

Vi sono casi particolari che vanno poi verificati volta per volta. Tra questi vale la pena di annoverare il Regno Unito per il quale fino alla formalizzazione della uscita dalla Unione Europea, continuerà a valere la disciplina della Normativa Europea di cui al citato Regolamento (CE) del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea n. 1393 del 13/11/2007pubblicato in Gazzetta G.U.U.E. L324/79 del 10.12.2007. Successivamente verrà nuovamente applicata la Convenzione bilaterale siglata con l'Italia il 17/12/1930.

Altri casi particolari riguardano gli USA, il Vietnam, la Repubblica delle Filippine, Cuba, la Lettonia, Macao, gli Emirati Arabi Uniti, Panama, Hong Kong, Taiwan.


Lo Studio dell'Avv. Claudia Blandamura è a disposizione per un maggior approfondimento della disciplina, e per una consulenza in materia.

NOTE: Principali Riferimenti Normativi
- Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea n. 1393 del 13.11.2007, pubblicato sulla G.U.U.E. L324/79 del 10.12.2007;

- Convenzione de L’Aja del 15 novembre 1965 relativa alla notificazione e alla comunicazione all'estero degli atti giudiziari e extragiudiziari in materia civile o commerciale;

- Convenzione de L’Aja del 1° marzo1954 sulla procedura civile;

- Convenzione de l’Aja del 5 ottobre 1961 riguardante l'abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri;    

- Decreto Legislativo n. 71 del 3 febbraio 2011, art. 37 - Legge n. 53 del 21 gennaio 1994 - ART. 142 Codice Procedura Civile - D.P.R.  n. 200 del 5-1-1967.

 

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