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Novità 2021 per gli autonomi: cassa integrazione anche per partite Iva


Novità 2021 per gli autonomi: cassa integrazione anche per le partita Iva iscritte alla Gestione Separata INPS  
Novità 2021 per gli autonomi: cassa integrazione anche per partite Iva

 

Breve glossario

  • Ammortizzatore sociale: misura che ha l'obiettivo di offrire sostegno economico ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.CIG Cassa integrazione Guadagni: è un ammortizzatore sociale che prevede il versamento da parte dell'INPS di una somma di denaro in favore di lavoratori che si trovano in precarie condizioni economiche in quanto il loro datore di lavoro ha provveduto ad una riduzione o ad una sospensione della loro attività lavorativa.
  • Gestione Separata INPS: è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati e nasce con la L. 335/95 (art. 2, c. 26) di riforma del sistema pensionistico, anche nota come riforma Dini.La gestione separata INPS ha, lo scopo di assicurare a tutte le tipologie di lavoratori delle prestazioni assistenziali, grazie alla raccolta di tutti i contributi previdenziali dei liberi professionisti – e in generale dei lavoratori autonomi – che non hanno una cassa previdenziali specifica.
  • ISCRO: Indennità Straordinaria di Continuità reddituale e Operativa, è un “bonus” previsto dalla Legge di Bilancio in via sperimentale fino al 2023
  • MEF: Ministero dell’Economia e delle Finanze, è un organo nazionale del governo italiano con sede a Roma

 

Gli iscritti alla Gestione Separata INPS possono accedere alla Cassa integrazione

Con la legge di bilancio 2021 arriva l’ISCRO a salvare le partite Iva iscritte alla Gestione Separata INPS.

La Legge di Bilancio introduce nuove tutele  nel triennio 2021-2023, per i titolari di partita Iva iscritti alla Gestione Separata INPS che dimostrino di aver subito perdite superiori al 50% rispetto all’anno precedente.

E’ stata istituita l’ISCRO, ossia una cassa integrazione  riservata ai lavoratori autonomi  che versano i contributi previdenziali alla Gestione Separata dell’INPS, della durata di sei mesi pro-capite e con un tetto mensile massimo di € 800

In pratica è il corrispettivo della cassa integrazione che ricevono i dipendenti iscritti all’INPS.

Vediamo come funziona e chi ne ha realmente diritto.

 

Gestione separata INPS: contributi e aliquote 2015 - InvestireOggi.it

 

ISCRO: cosa è  e come viene quantificata

ISCRO, è l’acronimo di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è un “bonus” o meglio, uno degli ammortizzatori sociali previsti dalla Legge di Bilancio 2021. E’ in via sperimentale fino al 2023. Riservato ai liberi professionisti con partita Iva, iscritti esclusivamente alla Gestione Separata dell’INPS, se dimostrano di aver subito una riduzione del proprio reddito a causa della pandemia.

Consiste in una indennità esentasse erogata dall’INPS così quantificata:

  • viene calcolata una erogazione pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito dichiarato all’Agenzia delle Entrate nell’Unico delle persone fisiche;
  • la quota mensile erogata non è inferiore a €250;
  • la quota massima mensile erogata non può superare € 800 euro mensili.

I valori verranno annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente. Non è prevista contribuzione figurativa e la prestazione può essere richiesta una sola volta nel triennio. 

 

Chi ne ha diritto e i requisiti per la domanda

I lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che non sono in pensione e che dimostrino un calo consistente del proprio reddito di almeno il 50% nell’anno precedente e rispetto alla media degli ultimi tre anni, possono presentare la domanda di indennità ISCRO.

Per accedere al “bonus” semestrale si devono possedere dei requisiti:

  • occorre essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni, alla data di presentazione della domanda;
  • iscrizione esclusiva in Gestione Separata,
  • calo dei redditi dell’ultimo anno pari almeno al 50% della media degli ultimi tre;
  • nessuna pensione diretta,
  • non si deve essere titolari del reddito di cittadinanza;
  • il reddito non deve essere superiore a 8.145 euro.

Più precisamente, per chi volesse farne richiesta nel 2021, andrà considerato il reddito del 2020 che dovrà essere almeno della metà rispetto alla media di quelli del triennio 2017-2018-2019; 

  • non si può essere contemporaneamente destinatari di altri contributi da lavoro (es. sia subordinati, sia autonomi);
  • si deve essere in regola con la contribuzione previdenziale INPS.

Attenzione! – Ci sono delle regole da seguire:

  • i beneficiari ISCRO dovranno partecipare a percorsi di aggiornamento professionale, ancora da definirsi con apposito decreto del Ministero del Lavoro, emanato di concerto con il Ministero dell’Economia, d’intesa con la Conferenza Stato Regioni, entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021.  Le modalità della partecipazione agli aggiornamenti saranno comunicate tramite apposito decreto ministeriale entro il 2 marzo 2021;
  • l’ISCRO non viene erogata in caso di cessazione della propria attività, ma è inteso solo come ammortizzatore sociale che va a integrare la riduzione del proprio reddito. In caso si interrompa l’attività mentre si riceve l’indennità, questa andrà restituita.

 

ISCRO: come si richiede

La domanda di ISCRO deve essere presentata all’INPS per via telematica entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 (il 31 ottobre 2021 per l’anno in corso, facendo riferimento al calo di reddito subito nel 2020), allegando l’autocertificazione dei redditi prodotti per gli anni di interesse. L’INPS verificherà i dati autodichiarati con l’Agenzia delle Entrate.

A erogare l’indennità è l’INPS, fino ad esaurimento dei fondi. Le risorse stanziate sono pari a:

  • 70,4 milioni di euro per il 2021;
  • 35,1 milioni di euro per il 2022;
  • 19,3 milioni di euro per il 2023;
  • 3,9 milioni di euro per il 2024.

Tali stanziamenti sono decrescenti perché ci si auspica che la crisi economica dovuta al Covid-19, sia diminuisca al diminuire della pandemia.

Documentazione da presentare

Nella norma si parla di autocertificazione dei requisiti reddituali, quindi, per ora, nelle richieste dell’INPS si prevedono solo delle autodichiarazioni da rilasciare in allegato alla domanda telematica.

 

ISCRO: aumento contributi Gestione Separata INPS per la copertura finanziaria

Al fine di assicurare la copertura finanziaria dell’ISCRO, la manovra 2021 ha previsto un aumento dell’aliquota aggiuntiva dovuta alla Gestione separata pari a:

  • + 0,26 punti percentuali nel 2021;
  • + 0,51 punti percentuali per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

E’ da evidenziare che l’aliquota per i professionisti per il 2020 pari al 25%, potrebbe essere incrementata dello 0,72% per il finanziamento dell’indennità di maternità.

 

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