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Novità in ambito energetico


Dal 1° ottobre 2015 sono avvenuti grandi cambiamenti in materia. Le Regioni hanno due anni di tempo per recepirli
Novità in ambito energetico
In materia energetica, il 1 ottobre 2015, sono avvenuti grandi cambiamenti, con l'entrata in vigore di quanto prescritto dal DM 26 giugno 2015. L'Italia doveva recepire norme europee, ma se il legislatore italiano avesse (per tempo) emanato i decreti attuativi della Legge 10/91, i cambiamenti sarebbero stati meno, e l'Italia sarebbe stata precursore in materia energetica.

I cambiamenti, riguardano anche il calcolo perché alle superfici opache, superfici trasparenti, riscaldamento e fonti rinnovabili, si aggiunge la componente raffrescamento (se richiesto anche illuminazione, non cambia rispetto a prima).

Il certificato prevede il calcolo della classe energetica, secondo quanto immesso in un software di calcolo, e un calcolo secondo i limiti normativi. Questo a mio avviso per dare input, all'utente che riceve questo documento, che se c'è coesione tra progettisti, impiantisti e costruttori, si può andare attraverso piccoli stratagemmi a ridurre i consumi di anidride carbonica nell'atmosfera.

L'attuazione di questo decreto pone cambiamenti pure per quanto riguarda la "relazione L10", ponendo tre diverse tipologie a seconda dell'intervento da effettuare.

Vengono anche ampliate le voci da selezionare sul fine ultimo dell'Attestato di Prestazione Energetica, sono state aggiunte le voci "locazione" e "vendita commerciale". Praticamente è possibile stampare una copia, già pronta per l'Agenzia Immobiliare, se l'immobile oggetto di APE è oggetto di compravendita attraverso agenzia.

Questo decreto pone anche altri obiettivi. Un "mercato libero" di tecnici energetici, che potranno andare a operare in tutta Italia. Le regioni, dall'entrata in vigore del decreto (1 ottobre 2015), possono avere due anni di tempo per recepire quanto prescrive il decreto ministeriale. E non saranno più necessari corsi per ottenere i requisiti, per poter operare in materia di certificazioni energetiche.

A parte la considerazione che, a mio parere, fosse più utile seguire un corso di 40 o 80 ore per poter entrare in questa materia bella, un punto cruciale sono i numeri: se si omette una virgola si rischia di ingigantire il risultato finale! Spero che un giorno si possa ottenere un piano di calcolo certificato e univoco in tutta Italia.

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