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Origine della merce e logistica integrata: come convivono nelle PMI (parte 2)


Seconda parte del know how riguardo le dinamiche create dall' origine della merce e dalla logistica integrata applicate all'interno delle piccole e medie imprese
Origine della merce e logistica integrata: come convivono nelle PMI (parte 2)

• Nel frattempo cosa succede?

Buon giorno e ben ritrovati. Effettivamente abbiamo analizzato solamente una parte del caso; abbiamo capito, per il momento, cosa dovrebbe fare l’ufficio acquisti ed i reparti collegati, nell’iter di fornitura. In un azienda, però, le dinamiche si riflettono su tutti i reparti con la regola di causa ed effetto. La materia prima, il semilavorato oppure la merce che si sta ordinando, viene richiesta a fronte di un ordine, e questo ordine viene ricevuto e gestito dai commerciali e dal loro back office.


• La richiesta del cliente

Mi scuso innanzitutto con gli operatori del settore per il mio continuo andare a rimarcare determinati concetti, l’obiettivo che mi sono prefissato è di rendere questi articoli fruibili a tutti, senza fare una mera lista di codici ed adempimenti che posso tranquillamente dare a chi dovesse chiedermi approfondimenti a riguardo. Fatta la prefazione, passiamo al reparto commerciale e al "vostro" cliente, il quale dovrebbe avervi inviato una richiesta di offerta. Dopo avere eventualmente sentito il responsabile commerciale, la direzione o chiunque si occupi di organizzare il reparto commerciale per sviluppare l’offerta, interfacciatevi anche con i responsabili del reparto logistica ed acquisti in modo da reperire tutti i dati che vi servono per poter completare l’offerta. E’ buona procedura, infatti, essere, a partire dall’offerta, il più chiari ed esaustivi possibile, specificando, oltre al prezzo della merce, il tipo di pagamento, l’incoterm che proponete per la spedizione (il quale deve essere coerente con il tipo di pagamento che intendete usare) ed una data presunta per la spedizione. Dico presunta in quanto poi saranno gli acquisti e la produzione ad allertarvi in caso di ritardo sulla spedizione della materia prima o di eventuali posticipi della produzione i quali dovranno essere comunicati per tempo, in modo da non creare disagi al cliente ed eventualmente metterlo in condizioni di comunicare anche lui per tempo, il ritardo al suo committente.


• Ma tutto ciò cosa c’entra con il titolo dell’articolo?

Ci stiamo arrivando, ora, fatta l’offerta si possono aprire tre scenari: il cliente accetta la proposta, il cliente non accetta la proposta oppure il cliente vuole negoziare la proposta. Che armi ha il commerciale in caso si verificasse il secondo od il terzo caso? Tante, potrebbe convincere il cliente o portarlo a propendere verso il nostro prodotto, innanzitutto facendo uno sconto extra, dove lecito, oppure facendo il possibile, ove ci siano i margini, per anticipare la consegna (in caso di merce urgente) consultando prima di tutto logistica e produzione; variando l’incoterm di spedizione (e qui il gioco si fa veramente interessante in quanto il trasporto è un ottimo strumento di contrattazione, più avanti vedrete anche la quadratura del cerchio e di conseguenza capirete perché, è un arma che funziona benissimo in questi casi ) e, ultimo ma primo in ordine di importanza, garantendo l’abbattimento daziario, in caso di paese accordista, usando l’origine preferenziale della merce.


• Ma l’origine preferenziale non posso utilizzarla sempre?

Beh, no, altrimenti non avrebbe motivo di esistere. L’origine preferenziale della merce che consente l’abbattimento ed in numerosi casi l’eliminazione dei dazi della merce in importazione dal cliente si può usare in caso si riescano a soddisfare tre criteri che mi appresto ad enunciare : Il paese verso cui si esporta, deve essere un paese accordista, trovate la lista aggiornata dei paesi accordisti sul sito web dell’ Unione Europea; dovete controllare che il codice doganale che avete precedentemente controllato e convalidato, sia uno di quelli segnati nell’ accordo preferenziale di riferimento; dovete poi controllare, con l’ausilio della produzione, che il prodotto oggetto dell’esportazione abbia i requisiti per ottenere l’Origine Preferenziale, come da allegato 22-01 del regolamento delegato 2446 del 2015, anche questo consultabile on line sul sito dell’ UE, in ogni caso se avete dei problemi consultatemi pure. Occorre preliminarmente precisare che, nella fabbricazione di un prodotto, le merci utilizzate sono da considerarsi sempre di origine “non comunitaria”, salvo che siano accompagnate da un documento idoneo a qualificarle come di origine preferenziale comunitaria (long term declaration).


• Se la merce la lavoro o la trasformo?

Il principio è lo stesso bisogna avere tutta la rintracciabilità e la documentazione che garantisce la preferenzialità della merce, oppure, se la merce è stata fatta arrivare da un paese non accordista bisogna avere cura di verificare di fare una lavorazione sufficiente ad ottenere l'origine preferenziale dell'articolo finito o lavorato, altrimenti rimane di origine non preferenziale, in caso di rivendita invece è sufficiente avere da parte del fornitore la Dichiarazione a lungo termine.


• Una volta acquisito l’ordine

Passiamo ora alla parte più delicata forse di tutto l’iter, il contratto di vendita. “Contratto di vendita? Io faccio una semplice conferma d’ordine, cosa mi interessa contrattualizzare ogni volta la vendita!!!” Me lo sarò sentito dire mille e mille volte, ebbene sappiate che una conferma d’ordine è a tutti gli effetti un contratto di vendita, quindi, se volete fare una “semplice conferma d’ordine” per lo meno compilatela come si deve. Indicate sempre prezzi e sconti, anche se il cliente vi chiederà di non farlo, a quello poi penseremo in fase di fatturazione, inserite sempre il codice armonizzato del prodotto, il quantitativo corretto, l’incoterm concordato (per cortesia cercate di eliminare l’EXW dagli incoterm in uso, è dannoso peggio del covid-19) il termine di pagamento concordato, gli estremi dell’offerta per poter avere una immediata rintracciabilità della pratica. Indicate nel corpo o nelle note tutti gli accordi speciali e/o particolari presi tra le parti e non tralasciate, ove possibile, una indicazione del tribunale di competenza, in conformità con l’incoterm utilizzato. Detto tutto questo non conviene stampare un form contrattuale da customizzare poi caso per caso facendolo firmare al titolare/amministratore delegato oppure chi ha potere di firma in queste situazioni? Ah, non dimenticate di farvelo ritornare firmato dal cliente!

Ok, l’ordine è confermato…
….e l’acquisto è stato fatto. Il prossimo step è tutto nelle mani del reparto produttivo, della qualità e del magazzino. Spero di non avervi tediato. Alla prossima signore e signori.

 

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