Patti chiari, amicizia lunga


Patti chiari, amicizia lunga
Se avete deciso di intraprendere un percorso di Coaching, o magari la vostra azienda ve lo ha proposto, sappiate che non esiste percorso di Coaching che possa dirsi tale se, prima di iniziare, tutte le condizioni contrattuali non siano note, riviste, integrate, pattuite e siano conformi al vostro volere, o a quello proposto dalla vostra azienda nel caso sia essa il committente.
Un percorso di Coaching presuppone un accordo tra il Coach e il Coachee (cliente) basato sugli obiettivi del percorso, sulle modalità con le quali verrà svolto e sulle condizioni economiche: la massima chiarezza contrattuale non può che essere la base di questo accordo. Nel caso in cui sia l’azienda il committente del percorso, il rapporto prevede tre o più parti con ognuna delle quali sarà necessario stipulare patti chiari e regole comunicate ed accettate. Il Coachee potrà infatti prendere una decisione sull’ intraprendere o meno un percorso che sia per lui sostenibile, e non solo in termini economici, se e soltanto se il patto esiste (quindi è nato dall’incontro contrattuale delle parti) ed è condiviso. Vorrei, con questo articolo, sottolineare che il Coaching è libertà ed implica una serie di libertà, per ognuna delle quali si possono pattuire le condizioni di esercizio. Non accettate quindi passivamente ciò che vi viene proposto, ma siate parte attiva nel generare delle condizioni che stabiliscano un ottimo punto di partenza in un rapporto di partnership che, per funzionare, deve avere delle caratteristiche di trasparenza, fiducia e di etica. Ma di quali libertà parliamo? Siete liberi di fare cosa?

Liberi di chiedere e ricevere tutte le informazioni sul professionista che avete di fronte: in realtà, se trattasi di un professionista che può dirsi tale sarà lui, o lei, a fornirvi tutte le informazioni sulla sua formazione, sul suo livello di esperienza, sulle certificazioni possedute e sugli enti o associazioni che le rilasciano. Nonostante le informazioni ricevute, avete tutto il diritto ed anzi vi consiglio vivamente di farlo, di verificare e approfondire questi aspetti prima di iniziare un percorso di Coaching. Capisco che questo porti via del tempo ma...trattasi di voi! Del bene più prezioso che avete: voi stessi! Quindi prima di iniziare un percorso con un Coach professionista, avete tutto il diritto di capire quale è stato il suo iter formativo e quale la sua esperienza. Navigando sul web è abbastanza semplice e veloce ottenere informazioni. Last but not least un percorso di coaching ha un costo, quindi prima di affidarvi dovete essere ragionevolmente certi di avere in mano sufficienti elementi che possano guidare la vostra decisione. Se invece è l’azienda ad aver contattato un Coach, generalmente sarà l’azienda stessa a condividere le informazioni acquisite, ad inviarvi il suo CV o il suo profilo professionale, ad informarvi sul Codice Etico che regola il suo rapporto.

Liberi di iniziare o non iniziare: Un percorso di Coaching presuppone che il Coachee sia interessato a viaggiare verso un obiettivo accompagnato da un Coach. Se non lo siete, se non avvertite nemmeno la curiosità di provare una prima sessione e poi magari decidere se proseguire, non lo fate! Non fatelo nemmeno se è proposto dalla vostra azienda e voi non siete interessati: siate chiari e diretti e condividete con la azienda la vostra volontà. Quindi prendetevi del tempo sufficiente per capire cosa vi viene proposto, chiedete di incontrare il Coach che vi seguirà, fate tutte le domande che vi sono necessarie per decidere: seguire un percorso di Coaching senza alcuna convinzione, ma solo perché qualcun altro lo propone, non funziona. Un Coach professionista stipula degli accordi preliminari con le aziende committenti, che includono, tra l’altro, la libertà di iniziare da parte del coachee, ed anche la libertà di interrompere il percorso strada facendo. Gli accordi pattuiti con l’azienda vengono condivisi con il Coachee prima che il percorso inizi. Se la vostra azienda non l’ha ancora fatto, chiedete quali sono state le condizioni pattuite, ed in particolare quali regole riguardano il Coach e voi. Il Coach in ogni caso vi informerà non solo sulle libertà che avete, ma anche sulle regole: ad esempio sulla riservatezza che protegge ogni conversazione tra Coach e Coachee e che impedisce la condivisione dei contenuti con l’azienda committente.

Liberi di interrompere: sia che stiate decidendo di iniziare un percorso di Coaching in azienda che privatamente per vostro conto, sappiate che potete interromperlo. In azienda, come detto, generalmente questa possibilità viene pattuita e i Coachee ne sono informati. Se trattasi invece di un rapporto di Coaching privato e vi viene negata questa possibilità, questo dal mio punto di vista non è etico, non rispetta la volontà individuale e la persona, generando un contraddittorio paradossale poiché il Coaching è a totale servizio della persona, quindi al vostro servizio. Fuggite quindi da contratti capestro che vi obbligano anche ad un esborso economico nel momento in cui vogliate risolvere un rapporto di Coaching che non avete intenzione di proseguire, a meno che non l’abbiate pattuito voi stessi sin dall’inizio ! Consiglio: in caso l’azienda sia il committente, verificate che questa possibilità sia stata pattuita e a quali condizioni; in caso i committenti siate voi stessi, verificate e pattuite ogni possibilità ed anche l’onere economico che ne deriva.

Liberi di scegliere il proprio coach: una delle prime cose che dico ai miei Coachee in azienda è: "se il vostro Coach (cioè io) , non vi piace...chiedete all’azienda di proporvi un altro Coach. Che si tratti di motivi che vi sono chiari o soltanto di un feeling che non si sta creando, comunicatelo serenamente alla vostra azienda, che troverà una soluzione diversa". Il rapporto di fiducia tra Coach e Coachee è imprescindibile per un buon successo del percorso, quindi non abbiate timore di esprimere le vostre perplessità: se il vostro Coach non va bene per voi, ha un approccio che non gradite, lo saprete sin dal primo incontro preliminare di conoscenza o non più tardi della prima sessione di Coaching.

Vi è utile ciò che scrivo? Da un lato me lo auguro, vorrebbe dire che ho scritto qualcosa che si rivelerà davvero utile per qualcuno di voi, e che in parte potrà in qualche modo tutelarlo. Dall’ altro spero di no, il che vorrebbe dire che l’etica e la chiarezza governano tutti i rapporti con i professionisti che avete incontrato lungo la vostra strada.

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L'autore è esperto in Coaching
Fabrizia Ingenito
Via Paolo Di Dono 145
00142 - Roma (RM), Lazio

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