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Prorogata la prima rata Inps al 20 agosto 2021


Artigiani, commercianti e autonomi saltano il versamento dei contributi Inps di maggio, ma attenzione, perché ad agosto potrebbero essere costretti a versare due rate
Prorogata la prima rata Inps al 20 agosto 2021

Con messaggio 1911 del 13 maggio 2019, il cui contenuto era già stato anticipato dal Ministero del Lavoro alcuni giorni fa, viene previsto, in via prudenziale, il differimento dei contributi fissi inps per gli artigiani e commercianti e lavoratori autonomi, al prossimo 20 agosto quale versamento previsto della prima rata oggetto di tariffazione 2021, avente scadenza originaria il 17 maggio 2021.

Avevamo già anticipato nel precedente articolo che, a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, il decreto Sostegni aveva accennato in manovra, l’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni autonome speciali dell’INPS e alle casse previdenziali professionali autonome, fino ad un tetto massimo di € 3.000,00 e si era, in quella sede, ribadita, sia la necessità di un decreto attuativo esplicativo, ma anche la consapevolezza che i tempi di realizzazione potessero oltrepassare, cosa che è poi avvenuta, il tempo utile per evitare i versamenti.

Pertanto, il provvedimento di proroga di alcuni giorni fa, è stato deciso per evitare “confusione” in merito all'applicazione del beneficio e in mancanza di regole certe, evitare l'incertezza, sia su chi ne avesse diritto, sia sui requisiti necessari per dare il via alla presentazione delle istanze.

L'esonero peraltro riguarda anche i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata, i Professionisti Ordinistici ancorché non interessati dalla proroga in quanto soggetti a scadenze differenti per via dell'autonomia delle Casse private, i Coltivatori diretti, Coloni e mezzadri, i Soci e Componenti di Studi associati.

Tali soggetti potranno beneficiare di codesto esonero al verificarsi di determinate condizioni :

  • la non titolarità di un rapporto di lavoro subordinato o di una prestazione di pensione diretta, per il periodo in oggetto:

  • il rispetto del limite reddituale pari a 50.000 euro per il 2019;

  • il calo di fatturato pari almeno al 33% tra 2020 e 2019;

  • la regolarità nei versamenti alla contribuzione previdenziale obbligatoria (Durc);

Il decreto attuativo mancante, porterà un chiarimento in merito, anche, al requisito reddituale, poiché è opportuno tenere a mente che mentre il Decreto Sostegni aveva accennato al reddito “professionale” di riferimento, quale linea di demarcazione per l'accesso, la Legge di bilancio si era già espressa precedentemente, guardando invece al reddito “complessivo” quale cartina di tornasole per usufruire dei benefici - ristori 2021.

Anche in questo provvedimento vengono salvaguardate tutte le partite iva che non potranno raffrontare il fatturato con il periodo d'imposta precedente, in quanto presenti soltanto dal 2020 in poi, in analogia alla logica dei Ristori, essendone esonerate dalla comparazione dei volumi.

I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali (artigiani e commercianti) applicheranno l’esonero, al netto di qualsiasi altra agevolazione contributiva, per un totale dato dalla somma dell’importo dei contributi esonerabili per ciascun lavoratore, collaboratore o familiare coadiutore applicando per ciascuno il massimale, riparametrato ai mesi di attività del singolo lavoratore per le sole rate contributive di competenza del 2021, con riferimento alle tre rate di contribuzione minime dovute nelle scadenze di maggio, agosto e novembre, non trovando capienza nei contributi a percentuale, dovuti sulle somme eccedenti il minimale.

Per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata sono “esonerabili” gli acconti del 2021 da saldare entro il 31 dicembre 2021, in corsa ai versamenti delle imposte scaturenti dal modello redditi 2021.

Per i professionisti ordinistici, invece, Il meccanismo di esonero rischia di trasformarsi in un taglio lineare, senza tener conto delle eterogenee regole di quantificazioni dei minimi che ogni cassa previdenza quantifica in base all'anzianità di iscrizione, all'età anagrafica del professionista, ancorché alle agevolazioni a favore dei più giovani o dei neo iscritti.

Il rischio, infatti, in assenza di un regolamento, è che a parità di condizioni reddituali, il provvedimento premi maggiormente i più anziani e che, in caso di pagamento di contributi eccedenti i minimali, i giovani si trovino nelle condizioni di dover pagare di più.

Ne sapremo di più certamente entro luglio, quando scadrà il termine di invio delle istanze telematiche di esonero, dopo l'emanazione del regolamento di attuazione.

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