Quando il pedone è responsabile del sinistro


L'attraversamento improvviso ed imprevedibile quale causa del sinistro. L'omicidio colposo prodotto dal pedone. Recenti orientamenti giurisprudenziali
Quando il pedone è responsabile del sinistro
La recentissima sentenza della IV Sezione Penale della Corte Suprema (Presidente dott. D’Isa, rel. dr.ssa Maria Pia Gaetana Savino), pubblicata il 04.07.2017, conferma un orientamento già tracciato nella giurisprudenza dei giudici territoriali e della Suprema Corte, che esclude o comunque attenua la responsabilità del conducenti quando vi sia un attraversamento improvviso ed imprevedibile di un pedone, che, con la sua condotta incauta, si è reso responsabile esclusivo o comunque prevalente del sinistro stradale. Infatti l'art. 41 CdS, per esempio, disciplina gli attraversamenti pedonali semaforizzati e impone ai pedoni di non effettuare l'attraversamento nè di impegnare la carreggiata quando vi sia il segnale rosso. Nel caso esaminato dalla Corte Suprema, nella sentenza richiamata, un pedone, sbucando improvvisamente dal retro di un autobus dal quale era disceso, mentre era ancora vigente il segnale rosso per i pedoni, andava a collidere con un motociclo che proveniva all'interno della sua carreggiata, così provocando la caduta e la morte del motociclista. La Corte di Appello di Milano aveva riconosciuto la prevalente colpa del pedone nella misura del 75% e tale definizione di responsabilità è stata confermata dalla Suprema Corte, la quale ha osservato in primo luogo che il pedone non avrebbe potuto attraversare in presenza del segnale di rosso che gli faceva divieto di attraversamento, che in ogni caso il motociclo proveniva all'interno della propria carreggiata, sia pure nei pressi della linea mediana, e che la condotta del pedone era assolutamente imprevedibile in quanto il motociclista non avrebbe potuto immaginare che il pedone attraversasse con il segnale rosso ed infine che l'impatto era inevitabile, in quanto il pedone è sbucato improvvisamente dal retro dell'autobus, per cui a quel punto il motociclista non ha potuto tentare nemmeno di effettuare una frenata. La sentenza in oggetto, pur esaminando un caso particolare, riafferma in sostanza principi già presenti nella giurisprudenza, quando e se il conducente non possa logicamente prevedere la collisione come "rischio tipico e prevedibile". Si consideri che poco prima con sentenza 27513/17, depositata il 01.06.2017, la Corte Suprema aveva invece affermato che l'attraversamento fuori dalle strisce costituisce un rischio tipico e prevedibile, per cui il conducente potrebbe in tal caso evitare l'impatto, essendone di conseguenza responsabile.
Si tratta quindi di esaminare, caso per caso, se si sia in presenza o meno di un rischio tipico e prevedibile, dovendosi escludere la responsabilità o comunque ridurla di gran lunga solo quando la condotta del pedone si presenti come totalmente atipica ed imprevedibile o largamente imprevedibile.

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di Alfredo Guarino

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