Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Quando la condotta dell’avvocato è disciplinarmente sanzionabile?


È legittima la sanzione della sospensione per l’avvocato che fa riferimento ad una proposta transattiva non corrispondente alla realtà
Quando la condotta dell’avvocato è disciplinarmente sanzionabile?

Ancora una volta la Suprema Corte è intervenuta in materia di legittimità delle sanzioni disciplinari comminabili all’avvocato.

Questi i fatti: ad un’avvocatessa veniva contestata la violazione degli artt. 38 R.D.L n. 1578/1933, 2 e 3 della legge n. 247/2012 e 14 del codice deontologico forense, in quanto, in una comparsa conclusionale, aveva fatto riferimento ad una circostanza che poi non era risultata veritiera, ovvero che il proprio assistito aveva offerto, per la definizione bonaria della controversia, la somma di € 18.000 che, tuttavia, non era stata accettata dalla controparte, la quale, invece, aveva chiesto la maggiore somma di € 35.000 per perfezionare la transazione.

Pertanto, il competente Consiglio dell'Ordine degli Avvocati infliggeva alla professionista la sanzione della sospensione per due mesi dall'esercizio dalla professione.

Ella, quindi, ricorreva al Consiglio Nazionale Forense, il quale, in parziale accoglimento del gravame, rideterminava la sanzione, applicando, in sostituzione della sospensione, quella della censura.

Avverso detta decisione, l’avvocatessa proponeva ricorso in Cassazione, lamentando, per quanto qui interessa, la violazione e falsa applicazione degli artt. 112, 113 e 115 c.p.c., in relazione all'art. 360 c. 1 nn. 3, 4 e 5 c.p.c. e totale mancanza di decisione e/o motivazione in relazione alla violazione e/o falsa applicazione delle norme di diritto (art. 3 C.D.F.) e mancata pronuncia su un punto decisivo della controversia.

La Suprema Corte, con sentenza n. 33373 pubblicata in data 17/12/2019, ha respinto il ricorso della professionista.

Gli Ermellini, infatti, hanno rilevato che il predetto motivo – che interessa in questa sede – proponeva una richiesta di riesame del merito della causa e cioè della effettiva proposizione o meno di una proposta transattiva nei termini descritti nell'addebito disciplinare.

Ebbene, i Giudici, riprendendo un principio richiamato anche dalla ricorrente, hanno confermato che le decisioni del Consiglio Nazionale Forense in materia disciplinare, sono impugnabili dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ai sensi dell'art. 56 del r.d.l. n. 1578 del 1933, soltanto per incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge.

Ne consegue, quindi, che l'accertamento del fatto, l'apprezzamento della sua rilevanza rispetto alle imputazioni, la scelta della sanzione opportuna e, in generale, la valutazione delle risultanze processuali non possono essere oggetto del controllo di legittimità, salvo che si traducano in un palese sviamento di potere, ossia nell'uso del potere disciplinare per un fine diverso da quello per il quale è stato conferito.

Pertanto, non è consentito alle Sezioni Unite sindacare, sul piano del merito, le valutazioni del giudice disciplinare, che non possono essere oggetto del controllo di legittimità se non nei limiti di una valutazione di ragionevolezza (Cass. Civ. Sezioni Unite n. 20344 del 31 luglio 2018; cfr. anche Cass. Civ. S.U. n. 24647 del 2 dicembre 2016).

Nella fattispecie concreta, invero, la Cassazione ha ritenuto corretta la motivazione del provvedimento disciplinare impugnato, secondo il quale vi era stata volontarietà da parte dell’avvocatessa a rappresentare una circostanza non veritiera e finalizzata unicamente ad una più favorevole regolazione delle spese processuali.

Se ne trae, quindi, il principio di diritto in virtù del quale integra una condotta sanzionata disciplinarmente la rappresentazione da parte dell’avvocato, in comparsa conclusionale, di una circostanza non veritiera, finalizzata a ottenere una più favorevole regolazione delle spese processuali.

 

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Contagio da HIV: prescrizione del diritto al risarcimento dei danni

La Cassazione interviene in materia di prescrizione del risarcimento dei danni da emotrasfusioni

Continua

Responsabilità del medico: condotta colposa innanzi a sintomi aspecifici

La Cassazione interviene nuovamente in materia di responsabilità del medico

Continua

La Cassazione interviene in materia di risarcimento del danno da morte al convivente more uxorio

Il risarcimento del danno spetta anche nell’ipotesi di morte del convivente more uxorio

Continua

L'Agente della riscossione risponde in solido con l’Ente creditore

In caso di nullità della cartella, l’AdE Riscossione risponde in solido per le spese processuali

Continua

Danni provocati da un bene destinato al culto: chi risarcisce?

La Corte di Cassazione interviene in materia di danni ex art. 2051 c.c. provocati da un bene destinato al culto

Continua

Efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche ex art. 2712 c.c.

La Cassazione ribadisce i principi in materia di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche e delle corrette modalità di disconoscimento delle stesse

Continua

Risarcimento danni da riduzione o perdita della capacità lavorativa

Dovrà essere risarcito per la perdita o riduzione della capacità lavorativa anche colui che non ha un lavoro

Continua

Appalto e vizi dell'opera, gravi difetti anche su elementi secondari e accessori

Sono gravi difetti dell'opera, rilevanti ai fini dell'art. 1669 c.c., anche quelli che riguardino elementi secondari e accessori

Continua

Insussistenza del concorso di colpa per rifiuto di trattamento medico

Ai sensi del comma 2 dell’art. 32 della Costituzione “Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge"

Continua

Risarcimento danni verso Bankitalia e Consob, competenza del giudice ordinario

Le controversie relative al risarcimento danni promosse dagli investitori nei confronti di Bankitalia e Consob sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario

Continua