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Quanto ti insegna un Sogno


Estratto dal libro "Sogni - i viaggi dell'anima"
Quanto ti insegna un Sogno
Durante il percorso psicoterapeutico, i sogni possono essere preziosi alleati! In effetti, sappiamo che i nostri antenati attribuivano ai sogni grandi poteri: guarire il corpo, trasmettere insegnamenti, dare forza a guerrieri e cacciatori. Per gli antichi egizi, attraverso il sonno e il sogno, era possibile svegliarsi in un’altra dimensione, da cui ricevere rivelazioni e presagi. Per questo il sogno veniva indicato col termine "rswt", che significa, appunto, risveglio. Secondo gli aborigeni (Australia) la realtà quotidiana e quella del sogno si completano e si motivano reciprocamente, così come l’uomo e la donna, la vita e la morte, l’uomo e l’ambiente. Anche i nativi irochesi (Nord America) considerano la dimensione reale e quella onirica, strettamente interconnesse. In particolare sostengono che l’anima può avere desideri nascosti, di cui non siamo coscienti. Li esprime attraverso i sogni, che devono essere considerati con molta attenzione... perché se questi desideri nascosti non vengono mai soddisfatti, l’anima va in collera. E può anche vendicarsi, trascurando di trasmettere al corpo l’energia necessaria per stare bene (l’anima è ciò che ci anima!). Notevole come questa idea sia vicina agli insegnamenti della medicina psicosomatica. Per esempio, l’apatia (non voglio niente, non mi interessa niente, lasciatemi stare) è un sintomo che caratterizza la depressione. Il depresso appare privo di energia e, spesso, guarisce proprio cambiando la sua vita e dando spazio ai suoi desideri più dimenticati e più mortificati!
Credo che ognuno di noi conservi nella memoria, almeno un grande sogno: un sogno potente, che ha suggerito soluzioni, che ci ha aperto gli occhi e che ha lasciato il segno.
Tempo fa, su "Terra nuova", ho letto un articolo che era dedicato a un sogno, breve quanto illuminante. La sognatrice lo racconta così: "Davanti a me c’era una donna dalle sembianze di bambina, di nome Nema. Tutto qui. Dopo il sogno mi sono svegliata con un immenso senso di benessere che è durato per giorni e giorni".
In prima battuta non comprende, ma poi riesce a dipanare la matassa. Riflette sul fatto che, nel periodo in cui si è manifestato il sogno, lei era in difficoltà per la malattia di un familiare: doveva pianificare il suo tempo e fare molte rinunce. Al dolore per la malattia della persona cara, si aggiungeva la rabbia e, per complicare ancora di più la situazione, anche un grande senso di colpa per l’insofferenza che provava.
Le viene in mente il capitano Nemo, esploratore degli abissi. Forse Nema è emersa da chissà quali profondità per comunicarle qualcosa. Ma cosa? Nel sogno, non dice nulla. Finalmente arriva un lampo di intuizione: NEMA, letto alla rovescia, diventa AMEN! Ecco spiegato il motivo di quel profondo senso di pace provato al risveglio. Dalla sua saggezza inconscia è arrivato un insegnamento prezioso: impara ad accettare gli eventi... perché opporsi a situazioni che non è possibile cambiare, crea quell’inutile attrito che si chiama sofferenza!
I sogni insegnano... e qualche volta ci guariscono!

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