Quanto vale il mio buono postale?


Per anni il risparmio postale ha rappresentato la gallina dalle uova d’oro per gli italiani. Sono molti i buoni in circolazione, occhio alla loro prescrizione
Quanto vale il mio buono postale?

Sono titoli nominativi emessi da Cassa Depositi e Prestiti e che prevedono garanzia statale, che prevedono la corresponsione di interessi annuali predeterminati e la possibilità di richiedere il rimborso del capitale investito in qualsiasi momento.

In realtà ai buoni ordinari, che permettono di investire fino a 20 anni e sono rimborsabili in qualsiasi momento… nel tempo si sono sviluppate altre tipologie di buoni come ad esempio di Buoni 3 X 2, che prevedono la possibilità di richiedere il rimborso dopo 3 anni, o dopo 6 e che prevedono la corresponsione di interessi crescenti predeterminati.
Sono investimenti che non prevedono spese di sottoscrizione, rimborso e gestione.

 

Durata dei buoni fruttiferi postali: 20 o 30 anni?

I buoni fruttiferi postali ordinari emessi fino al 27/12/2000 (serie Z) hanno una durata trentennale. Quelli emessi successivamente a tale data (serie A1) hanno una durata ventennale.

I buoni a 30 anni maturano interessi in regime di capitalizzazione composta nei primi 20 anni, e in regime di capitalizzazione semplice nei dieci anni successivi.

Nei buoni a 20 anni il regime di capitalizzazione è sempre composta per tutta la durata.

 

Buono postale cartaceo o dematerializzato

I Bfp possono essere emessi sia in forma cartacea che dematerializzata. Nel caso della forma cartacea, il possessore è responsabile della custodia del titolo in suo possesso e dovrà poi recarsi in ufficio postale per richiedere l’incasso della somma.

Nel caso del buono dematerializzato invece, questo viene accreditato su un conto di regolamento tramite una scrittura contabile, e alla scadenza viene accreditato sul conto direttamente il controvalore maturato.

 

Quanto vale il tuo buono postale?

Per la risposta a questa domanda invito alla visualizzazione del seguente video dove illustro punto per punto i passaggi da seguire per ottenere il controvalore ad oggi del tuo titolo:
https://www.youtube.com/watch?v=dppVwKMEavY

 

Vantaggi fiscali

Come i titoli di Stato anche i Bfp prevedono un aliquota del 12,5% sui rendimenti maturati. Inoltre i capitali investiti non sono assoggettati all’imposta di successione.

 

Prescrizione buoni fruttiferi

Un elemento di attenzione che riguarda i buoni fruttiferi postali è costituito dalla prescrizioni degli stessi, decorsi 10 anni dalla data di scadenza.

L’articolo 176 del Codice Postale, poi modificato dall’articolo 8 del D.M. 19 dicembre 2000 prevede espressamente che
“I diritti dei titolari dei buoni fruttiferi postali si prescrivono a favore dell'emittente trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo per quanto riguarda il capitale e gli interessi”.

Per chi detiene buoni fruttiferi è quindi fondamentale prestare attenzione dalla data naturale di scadenza, in quanto passati 10 anni dalla stessa non sarà possibile recuperare il valore del proprio investimento.

 

Cosa succede alla scadenza di un bene fruttifero?

I buoni fruttiferi smettono di produrre interessi dal giorno successivo alla scadenza naturale. Fatto eccezione i Bfp emessi fino al 27/12/2000 che restano fruttiferi sono al trentesimo anno solare successivo all’emissione.

 

Btp o Buoni Postali?

Per tanti anni gran parte degli italiani, ignorando investimenti finanziari ben più propizi, hanno valutato come opzioni di investimento quella del mattone oppure scegliere tra Btp e Bfp.

Difficile far un confronto preciso perché sono diverse le tipologie di buoni postali sul mercato. Però, in linea generale è possibile dire che i Btp prevedono l’erogazione di cedole semestrali periodiche a differenza del buoni postali che capitalizzano il rendimento ed inoltre il Btp è soggetto a oscillazioni di mercato consentendo nei contesti favorevoli di poter realizzare rendimenti interessanti in tempi brevi liquidando prima della scadenza l’investimento.

Da un punto di vista fiscale la tassazione è la stessa, pari al 12,5%, ma i possessori di Btp sono soggetti ad applicazione del bollo pari allo 0,20% del capitale investito.

Infine i buoni postali non hanno alcuna commissione, sia di negoziazione che relativa a tenuta deposito titoli.

 

Link utili:
https://www.cdp.it/sitointernet/it/calcolo_dei_rendimenti.page
https://www.poste.it/files/1476487318426/avviso-buoni-prescritti.pdf

Articolo del:


di Gianrocco Mecca

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