Reddito di libertà: a chi spetta e come chiederlo


Reddito di libertà: un sostegno economico per le donne vittime di violenza
Reddito di libertà: a chi spetta e come chiederlo

Reddito a sostegno delle donne vittime di violenza

Con il messaggio n. 4132 del 24 novembre 2021 l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) fornisce ulteriori chiarimenti sul reddito di libertà (l’appena citato messaggio è preceduto da: art. 3 del DPCM 17 dicembre 2020, art. 105-bis del D. L. n. 34/2020 convertito con modificazioni dalla legge n. 77/2020, D. L. 146/2021 e Circolare INPS n. 146 dell’8 novembre 2021).

Il ristoro in parola è rivolto alle donne vittime di violenza seguite dai centri antiviolenza, riconosciute dalle Regioni e dai servizi sociali, nella misura di massimo 400 euro mensili pro capite da corrispondersi unica soluzione per massimo 12 mesi.

Il reddito in discorso è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei/delle figli/figlie minori. Inoltre non è incompatibile con altri strumenti di sostegno al reddito come il reddito di cittadinanza o altri sussidi economici anche di altra natura (ad esempio, Rem, NASpI, Cassa integrazione guadagni, ANF, ecc.).

Il contributo in questione è esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPeF) in quanto erogato da un Ente pubblico a titolo assistenziale.

È opportuno sottolineare che al raggiungimento del limite regionale/provinciale non sarà consentito l’accoglimento di nuove domande, fatto salvo l’eventuale incremento del budget con risorse aggiuntive statali o regionali.

Destinatarie del contributo

Destinatarie del contributo sono le donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno. Ai fini del presente beneficio, alle cittadine italiane sono equiparate le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria.

Come chiedere il contributo

La domanda per il reddito di libertà viene presentata dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, per il tramite del Comune competente per residenza, utilizzando il modello allegato alla circolare INPS n. 4132 citato. L’operatore comunale è tenuto a provvedere al contestuale inserimento della domanda, accedendo al servizio online di presentazione della domanda stessa, raggiungibile sul portale https://www.inps.it/ , digitando nel motore di ricerca “Prestazioni sociali dei comuni” e selezionando tra i risultati il servizio “Prestazioni sociali: trasmissione domande, istruzioni e software”.

Ai fini della regolare trasmissione della domanda, si precisa che dovranno essere compilati tutti i campi esposti in procedura, compresi i riferimenti relativi alle dichiarazioni necessarie per l’ammissione al beneficio, ossia l’attestazione della condizione di bisogno ordinario o la condizione di bisogno straordinaria e urgente rilasciata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale, e la dichiarazione che attesta il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso dalla donna, rilasciata dal legale rappresentante del centro antiviolenza.

L’esito dell’istruttoria sarà reso disponibile nella procedura a disposizione dei Comuni, che, all’occorrenza, potranno procedere alla stampa della domanda recante l’esito dell’istruttoria; l’esito verrà altresì comunicato all’interessata utilizzando i dati di contatto indicati in domanda (il numero di cellulare ovvero l’indirizzo e-mail), ai quali, pertanto, occorre prestare particolare attenzione in fase di compilazione della domanda cartacea, nonché al momento dell’inserimento in procedura.

Modalità di pagamento del contributo

Ai fini dell’erogazione della prestazione dovranno essere inserite le modalità di pagamento prescelte, selezionandole dall’apposito menu a tendina in cui è possibile scegliere il pagamento mediante accredito su rapporti di conto dotati di IBAN, area SEPA, intestati alla richiedente e abilitati a ricevere bonifici (conto corrente, libretto di risparmio, carta prepagata). In caso di pagamento su IBAN estero deve essere allegato un documento di identità del beneficiario e il modulo “Identificazione finanziaria Area SEPA”, reperibile sul sito istituzionale dell’INPS, timbrato e firmato da un rappresentante della banca estera oppure corredato di un estratto conto (nel quale siano oscurati i dati contabili) o da una dichiarazione della banca emittente dai quali risultino con evidenza il codice IBAN e i dati identificativi del titolare del conto corrente.

Compatibilità

Infine è opportuno dire il reddito di libertà non è incompatibile con altri strumenti di sostegno al reddito, come il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico, erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli Enti locali, o di altri sussidi economici a sostegno del reddito (Rem, NASpI, ecc.).

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di Dott. Salvatore Freni

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