Regime forfetario per gli enti del terzo settore


Per il non profit è previsto un regime contabile e fiscale semplificato per le attività i cui ricavi non superino i 130 mila euro
Regime forfetario per gli enti del terzo settore
Le attività esercitate da Organizzazioni di volontariato (ODV) e Associazioni di promozione sociale (APS) potranno fruire delle semplificazioni fiscali previste dall’art. 86 del Codice del Terzo Settore (CTS). Tali enti potranno applicare, in relazione alle attività commerciali svolte, il regime forfetario purché nel periodo d’imposta precedente abbiano percepito ricavi non superiori a 130.000 euro.

Il regime e le imposte sui redditi
Le ODV che optano per il regime forfetario determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi percepiti, nei limiti dei 130.000 euro, ragguagliati al periodo d’imposta, un coefficiente di redditività pari all’1%, che invece è del 3% per le APS.
Gli enti che applicheranno il regime forfetario non saranno tenuti a operare le ritenute alla fonte di cui al DPR 600/1973; tuttavia, nell’apposito Modello Unico, tali soggetti dovranno indicare il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi.
Per le APS il regime si pone in sostanziale sostituzione con il regime forfetario di cui alla Legge 398/1991 (Disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche), che per effetto di quanto previsto dalla lett. c), comma 1, dell’art. 89 del CTS, non risulterà applicabile agli Enti del Terzo Settore (ETS). Al contrario, per le ODV l’applicazione del regime forfettario di determinazione del reddito e dell’Iva rappresenta una novità, non rientrando tali soggetti tra quelli che in passato potevano applicare il citato regime forfettario ex Legge 398/1991.
Le ODV e le APS che applicheranno il regime forfetario saranno escluse dall’applicazione degli studi di settore di cui all’art. 62-bis del d.l. 331/1993, convertito, con modificazioni, dalla legge 427/1993, dei parametri di cui all'art. 3, comma 184, della legge 549/1995, nonché degli indici sistematici di affidabilità di cui all’art. 7-bis del d.l. 193/2016, convertito, con modificazioni dalla legge 225/ 2016.
L’efficacia delle disposizioni di cui all’art. 86 è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.
Le ODV e le APS possono avvalersi del regime forfetario comunicando nella dichiarazione annuale, o nella dichiarazione di inizio di attività (ex art. 35 del DPR 633/1972), di presumere la sussistenza dei predetti requisiti. L'opzione, valida per almeno un triennio, deve essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

Il regime e l’Iva
A differenza del regime forfettario di cui al citato art. 80 del CTS, il regime riservato alle ODV e alle APS iscritte nel RUNTS presenta alcune semplificazioni ed agevolazioni sotto il profilo dell’Iva.
Ai fini Iva, il regime forfetario riservato alle ODV e alle APS presenta le seguenti caratteristiche:
- assenza di rivalsa per le operazioni nazionali;
- divieto di esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva assolta, dovuta o addebitata su tutti gli acquisti, nazionali ed esteri;
- applicazione dell’art. 41 comma 2-bis, d.l. 331/1993 per cessioni intracomunitarie di beni;
- applicazione dell’art. 38, comma 5, lett. c), d.l. 331/1993 per acquisti intracomunitari di beni;
- applicazione dell’art. 7-ter e seguenti del DPR 633/1972 per prestazioni rese e ricevute da non residenti;
- applicazione delle ordinarie disposizioni Iva per importazioni, esportazioni e operazioni assimilate con impossibilità di avvalersi delle lettere di intento.

Le operazioni a credito e a debito di Iva
Le ODV e le APS che applicano il regime forfettario non hanno diritto alla detrazione dell'Iva dovuta o addebitata sugli acquisti ai sensi degli articoli 19 e seguenti del Dpr 633/1972. A parte il caso in cui questi enti effettuino operazioni per cui risultino debitori dell'imposta, tali soggetti sono esonerati dal versamento dell'Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal DPR 633/1972, ad eccezione:
- dell’obbligo di numerazione e conservazione fatture acquisto e bollette doganali;
- dell’obbligo di certificazione corrispettivi, salvo esoneri art. 2, Dpr 696/1996;
- dell’obbligo di applicazione del reverse charge e relativi adempimenti, sia contabili che di versamento;
- dell’obbligo di rettifica detrazione nei passaggi da regime ordinario a forfettario e viceversa.

Articolo del:


di Pagamici Bruno

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse