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Responsabilità medico-sanitaria, natura e onere probatorio


Il “doppio binario” della responsabilità medico-sanitaria
Responsabilità medico-sanitaria, natura e onere probatorio

Responsabilità di natura contrattuale

All'esito di una causa patrocinata dal mio studio legale, il Giudice adito, accogliendo integralmente la domanda risarcitoria dei miei assistiti, ha acclarato rilevanti principi di diritto in materia.

La responsabilità dell'ente ospedaliero nei confronti del paziente ha natura contrattuale e può conseguire, ai sensi dell'art. 1218 c.c., oltre che dall'inadempimento dello obbligazioni direttamente a suo carico, anche, ai sensi dell'art. 1228 c.c., dall'inadempimento della prestazione medico-professionale svolta direttamente dal sanitario, quale suo ausiliario necessario.

Tale principio di diritto è stato sancito dalla Suprema Corte di Cassazione, le cui numerose pronunce hanno acclarato che “…in tema di responsabilità civile nell’attività medico-chirurgica l’ente ospedaliero risponde a titolo contrattuale per i danni subiti da un privato a causa della non diligente esecuzione della prestazione medica da parte di un medico proprio dipendente ed anche l’obbligazione di quest’ultimo nei confronti del paziente ancorché non fondata sul contratto, ma sul contatto sociale, ha natura contrattuale…” (cfr. Cass. Civile, Sez. III, 19.04.2006, Sent. n. 9085).
    
Sulla qualificazione giuridica del rapporto medici e paziente in termini di “contatto sociale” si sono pronunciate anche le Sezioni Unite civili nella sentenza n. 26972 del 11 novembre 2008.  
    
Ed ancora, sul medesimo argomento, la Corte di Cassazione ha ulteriormente chiarito che “…il ricovero di un paziente in una struttura (pubblica o privata) deputata a fornire assistenza sanitaria avviene sulla base di un contratto tra il paziente stesso ed il soggetto gestore della struttura…con la conseguenza che  detto gestore risponde dei danni derivati al paziente da trattamenti sanitari praticatigli con colpa alla stregua delle norma di cui agli artt. 1176 e 2236 c.c.. Il positivo accertamento della responsabilità dell’Istituto postula pur sempre la colpa del medico esecutore dell’attività che si assume illecita non potendo detta responsabilità affermarsi in assenza di tale colpa poiché sia l’art. 1228 che il successivo art. 2049 c.c. presuppongono comunque un illecito colpevole dell’autore immediato del danno…” (cfr. Cass. Civile, Sez. III, 24.05.2006, Sent. n. 12362).


    
Onere probatorio

Dalle suesposte considerazioni sulla natura contrattuale della responsabilità civile nell'ambito dell'attività medico-sanitaria, deriva un'importantissima conseguenza sul piano processuale.
    
In tema di onere della prova, nelle controversie di responsabilità professionale, invero, il paziente che agisca in giudizio deducendo l'inesatto adempimento dell'obbligazione sanitaria deve provare esclusivamente il contratto o il “contatto sociale” ed allegare l'inadempimento del professionista, consistente nell'aggravamento della situazione patologica del paziente o nell'insorgenza di nuove patologie per effetto dell'intervento.
    
Resta, invece, a carico dell'obbligato - sia esso il sanitario o la struttura – la dimostrazione dell'assenza di colpa, ossia la prova del fatto che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto ed imprevedibile.


    
L. 8 marzo 2017 n. 24 (c. d. “Legge Gelli”)   

Per completezza espositiva va soggiunto che la recente disciplina di riforma della responsabilità professionale del personale sanitario, introdotta dalla L. n. 24 dell’8 marzo 2017 (cd. “Legge Gelli”), ha introdotto la distinzione tra la natura contrattuale della responsabilità civile delle strutture sanitarie e quella prettamente extracontrattuale prevista per il sanitario (non libero professionista), il quale presta la sua attività in rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale o presso strutture sanitarie.
    
In estrema sintesi, la novella legislativa ha introdotto un “doppio binario” in relazione alla responsabilità civile della struttura sanitaria, da un lato, e dell'esercente la professione sanitaria, dall'altro lato, con inevitabili conseguenze in ordine all'onere probatorio e al termine prescrizionale della domanda risarcitoria.

Il mio studio si rende disponibile a fornire ulteriori informazioni al riguardo e ad offrire consulenza legale.

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