Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Responsabilità solidale da fatto illecito


Trattasi di responsabilità relativa diversamente regolata in sede civile ed amministrativa
Responsabilità solidale da fatto illecito

L’art. 2055 c.c recita: “Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze che ne sono derivate. Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali”.

In tema di responsabilità da fatto illecito la responsabilità è, dunque, solidale solo se il fatto dannoso sia imputabile alle persone chiamate a rispondere.

Ad una lettura superficiale potrebbe sembrare che la norma stabilisca qui la responsabilità solidale per tutti su di un unico titolo: la commissione del medesimo illecito e che, per il resto, il problema riguardi unicamente la gradualità delle colpe (nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze che ne sono derivate).

Tuttavia l'unicità del fatto dannoso, richiesta dall'art. 2055 c.c. non va intesa tal senso, giacché deve essere inteso non in senso assoluto, bensì relativo.

 

Su di un piano prettamente civilistico Cass. 20192/2014, in fattispecie concreta in cui le colpe dei danneggianti erano differenziate non solo per gravità ma anche per la diversità degli illeciti compiuti, ha precisato: “in tema di responsabilità extracontrattuale, a differenza di quanto previsto all'art. 2043 cod. civ., che fa sorgere l'obbligo del risarcimento dalla commissione di un "fatto" doloso o colposo, il successivo art. 2055 c.c. considera, ai fini della solidarietà nel risarcimento stesso, il "fatto dannoso"; ne consegue che mentre la prima norma si riferisce all'azione del soggetto che cagiona l'evento, la seconda riguarda la posizione di quello che subisce il danno ed in cui favore è stabilita la solidarietà”.

Ci troviamo quindi di fronte ad una differenziazione normativa tra l’obbligo generale di risarcire (2043 c.c.) e la solidarietà nell’obbligo (2055 c.c.).

L'unicità del fatto dannoso è quindi dal 2055 c.c. considerata in modo relativo, con funzione di rafforzamento della garanzia del danneggiato, “pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni o omissioni, dolose o colpose, costituenti fatti illeciti distinti, ed anche diversi, sempre che le singole azioni od omissioni abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione del danno (Cass. n. 17397 del 2007; Cass. a 6041 del 2010)”.

Nel merito era accaduto che in un istituto scolastico era stata affissa in bacheca un falso avviso di una studentessa che offriva prestazioni sessuali a pagamento. La vittima aveva denunciato il fatto ed aveva poi subito minacce e molestie da una parte degli autori dell’illecito, fino a decidere di cambiare istituto. Gli autori dell’illecito erano stati: uno studente (che aveva battuto a computer l’avviso) e due studentesse che l’avevano composto. Il primo si era immediatamente scusato e si era poi astenuto dalle ulteriori azioni dannose, compiute dalle altre due. La vicenda processuale era stata assai travagliata e si era conclusa, nel merito, con la condanna in solido eguale per tutti gli autori degli illeciti, che, come s’è visto, erano stati diversi. La decisione, severa in egual modo per tutti gli autori dell’illecito, era stata decisa dal giudice d’appello in ragione appunto del rafforzamento della garanzia per la vittima.

Tuttavia la Corte di Legittimità ha, nel caso, posto un limite a tale rafforzamento precisando che “anche in caso di illecito plurisoggettivo, ciascuno può essere chiamato a rispondere solo dei danni che ha provocato o concorso a provocare, ovvero del danno rispetto al quale la sua condotta attiva o omissiva opera come causa efficiente, cioè dell’evento del danno in relazione al quale il suo comportamento si pone come antecedente causale necessario”.

 

Sul piano amministrativo la L. n. 689/1981, con l’art. 5, prevede sanzione amministrativa solo a carico degli autori in concorso nella violazione (con difetto quindi della solidarietà passiva degli altri). Tuttavia l’art. 28, a proposito della riscossione delle somme per le violazioni dovute all’Amministrazione, rinvia per l’interruzione della prescrizione alle norme del codice civile e, con l’art. 6, prevede la solidarietà passiva tra l’autore della violazione e il titolare di diritto reale (proprietario, usufruttuario ecc.e di quanti altri, dotati di autorità su quest’ultimo, sia esso persona fisica o giuridica) sulla cosa, usata o destinata alla violazione.

Ci sono quindi due previsioni normative in materia di illeciti e di sanzioni amministrative: una regolata dall’art. 5 e l’altra dall’art. 6 della l. n. 689/81.

L’art. 5 riguarda il concorso di persone nella violazione amministrativa e dispone, per ognuna di esse, la sanzione specifica ad esse solo riservata: ognuno, cioè deve pagare la sua sanzione specifica.

L’art. 6, invece, ha per destinatari altri soggetti, che non hanno commesso direttamente l’illecito amministrativo, ma che erano titolari di diritti reali sulla cosa usata per la violazione. Questi soggetti sono obbligati in solido con l’autore dell’illecito a pagare la somma da questi dovuta, con diritto però di regresso per l’intero nei loro confronti.

E’ una solidarietà basata su di una presumptio iuris tantum: quella che la cosa non sia stata usata contro la loro volontà: possono sfuggire a tale solidarietà solo fornendo prova che la cosa, oggetto del loro diritto, sia stata usata contro la loro volontà.

L’art. 28 della stessa legge prevede la prescrizione al termine di cinque anni e la sua interruzione ai sensi del codice civile.

Cass. Ord. n. 1550/2018 in un caso del genere, seguendo un indirizzo giurisprudenziale costante, pur se un po’ vecchiotto (Sez. 3, Sentenza n. 2088 del 24/02/2000; Sez. 1, Sentenza n. 18365 del 23/08/2006) ha stabilito il seguente principio:In tema di sanzioni amministrative, l'atto interruttivo della prescrizione nei confronti di uno dei coobbligati in solido, nelle ipotesi previste dall'art. 6 della legge n. 689 del 1981, produce effetti anche nei confronti dei coobbligati, ai sensi dell'art. 1310 cod. civ., stante il richiamo contenuto nell'art. 28 della citata legge alla disciplina del codice civile per quanto riguarda l'interruzione della prescrizione. A tali fini non assume importanza se il soggetto nei cui confronti è stata interrotta la prescrizione è quello che ha materialmente commesso la violazione o colui al quale la legge estende la corresponsabilità nel pagamento della relativa sanzione, non potendosi distinguere, ai fini di cui all'art. 1310 cod. civ., fra coobbligati solidali. L'estensione degli effetti degli atti interruttivi della prescrizione non si verifica, invece, nella diversa ipotesi del concorso di più persone nella commissione della violazione, prevista dall'art. 5 della legge n. 689 del 1981, poiché in tal caso difetta il vincolo della solidarietà fra i coobbligati, ciascuno dei quali è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa per intero".

Viene così creata, per legge, una solidarietà tra chi ha certamente commesso l’illecito e chi, pur non avendolo commesso, lo ha favorito, non opponendovisi, ma gli viene riconosciuto il diritto di regresso per intero. Questa solidarietà è però negata dalla giurisprudenza in caso che l’illecito sia stato commesso da un concorso di persone.

Si tratta indubbiamente di norme e di indirizzo giurisprudenziale singolari e meritevoli di approfondimento ulteriore.

 

Articolo del:



Non è presente nessuna recensione!


Aggiungi ai tuoi preferiti e visualizza in seguito

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Il valore giudiziale del CAI o CID

Il contenuto del CAI vale solo tra i sottoscrittori. Il giudice lo apprezza liberamente, ma deve tenerne conto in mancanza di contrari indizi o prove.

Continua

Valenza probatoria del modello CAI o CID

Libera interpretazione da parte del giudice, ma divieto di ignorare il CAI nei confronti del confitente in mancanza di indizi e prove contrarie

Continua

La responsabilità dell'avvocato: il danno

L'inadempimento deve esser causa esclusiva dell'esito negativo della causa. La prova è a carico del cliente, l'avvocato deve provare la sua diligenza

Continua

La responsabilità dell'avvocato (parte II)

Diligenza oltre mandato, quantificazione danno ed esame ex officio del giudice

Continua

L'insegnante di scuola privata

Quando l'insegnante di scuola privata può esser considerato lavoratore autonomo e quando lavoratore subordinato?

Continua

Protesta e diffamazione di Pubblico Ufficiale

Fino a che punto è lecito nella protesta eccedere senza incorrere nel reato di diffamazione o calunnia di pubblico ufficiale?

Continua

Cessione ramo d'azienda e opposizione dipendenti

Se la cessione di ramo d'azienda è illegittima i lavoratori non reintegrati hanno diritto alla retribuzione? No

Continua

Domanda e potere del Giudice

Domanda relativa ad un titolo accolta in ragione di titolo diverso

Continua

Eccezioni di prescrizione e di interruzione

La prescrizione è un'eccezione in senso stretto e non può esser rilevata d'ufficio. Non così l'eccezione di interruzione della prescrizione

Continua

Riproposizione delle eccezioni in appello

Pronuncia del giudice di primo grado su eccezione in senso lato o stretto; appello incidentale o riproposizione? Mancata pronuncia del primo giudice

Continua

Il Modello C.A.I.

Oscillazione della giurisprudenza - confessione - assicuratore - proprietario che non l'ha sottoscritto - prova contraria - libero apprezzamento

Continua

Salute e idoneità alle mansioni di lavoro

Il Testo Unico su Sicurezza e Salute nel Lavoro. Doveri del Datore di Lavoro. Il Medico Competente. Inidoneità. Licenziamento o Repéchage

Continua

Concorso e lavoro privato

Concorso come offerta pubblica, concorso e requisiti psico-fisici, discriminazione tra uomini e donne, il problema della statura

Continua

Concorso interno e smarrimento della cartella sanitaria

L`onere della prova e il criterio della vicinanza alla prova

Continua

Intervento medico e danni causati dal paziente

Paziente lede la mano dell'infermiera durante un intervento odontoiatrico, sentenza cassata per carenza di prova della colpa

Continua

La Vicinanza della Prova

Criterio generale ex art. 2697 c.c. Prova esageratamente difficile per l'attore. Principio di vicinanza. Limiti

Continua

Magistrati e provvedimenti disciplinari (parte 1)

Decreto legislativo n.109/2006; principio di salvaguardia del prestigio della magistratura; tipizzazione degli illeciti; la scarsa rilevanza del fatto

Continua

Magistrati e provvedimenti disciplinari (parte 2)

Decreto legislativo n.109/2006: principio di salvaguardia del prestigio della magistratura, tipizzazione degli illeciti e la scarsa rilevanza del fatto

Continua

Magistrati e provvedimenti disciplinari (parte 3)

Mancata lettura del dispositivo in causa di lavoro e mancata astensione di un pubblico ministero

Continua

Magistrati e provvedimenti disciplinari (parte 4)

Rapporti personali col giudice, compensi eccessivi, provvedimenti abnormi e ritardo nel provvedere

Continua

Magistrati e provvedimenti disciplinari (parte 5)

Termini carcerazione, qualificazione fatti e rapporto di specialità tra fattispecie illeciti disciplinari

Continua

Anomalia e abnormità nel processo civile

Provvedimento anomalo e provvedimento abnorme. Provvedimento anomalo profili funzionali. Provvedimento abnorme e i rimedi secondo la Cassazione

Continua

L'accoglienza ai migranti: il caso della Can Ap

La nave tedesca Can Ap appartenente ad una Ong salva 37 migranti, ma viene poi sequestrata in Italia ed il comandante processato. Perché?

Continua

Sicurezza e soccorso in mare

Convenzioni internazionali sulla sicurezza, loro aggiornamenti, obblighi dei Comandanti; poteri dei governi nazionali per quanto riguarda l'ingresso

Continua

La Disputa Italia-Malta sulle zone SAR

La normativa sul soccorso in mare ha criteri non coordinati e la zona di competenza di Malta è troppo ampia

Continua

Part Time Full Time e TFH

Il TFH, full time dei turnisti quando prevede orari differenziati fa sorgere questioni diversamente risolte dalle Corti di Appello e dalla Cassazione

Continua

La Cassazione Giudice dei CCNL

Dal 2006 è possibile subito il ricorso in Cassazione anche per violazioni al CCNL

Continua

CCNL e comportamenti concludenti

CCL: forma libera scritta e/o fatti concludenti; diverso regime processuale delle due componenti

Continua

CCNL e Comportamenti Concludenti

Cass. SS.UU. 21691/2016 che rimette al merito i comportamenti concludenti non è esaustiva

Continua

Cassazione ed esame diretto dei CCNL

La sentenza Cass. 5533/2016 ha segnato una svolta nella giurisprudenza del diritto del lavoro

Continua

Cassazione e Violazione di Legge

Non è consentito l'esame diretto del ricorso per violazione di legge, previsto invece per i CCNL

Continua

Condebitori: alcuni limiti alla solidarietà

I condebitori sono obbligati in solido, ma non sempre e non sempre nello stesso modo e misura

Continua

Nullità (o annullabilità) del licenziamento e prescrizione

Chiamati in causa molti anni dopo i fatti anche se tutto pare prescritto? Quando e perché

Continua