Responsabilità omissiva dell'infermiere


Cassazione Penale sez. 4^ - n. 5 del 2018 - Posizione autonoma di garanzia dell'infermiere nei confronti del paziente
Responsabilità omissiva dell'infermiere
La sentenza penale Cassazione sez. 4^ - n. 5 del 2018 affronta il tema della responsabilità medica con particolare riguardo alla condotta di tipo omissivo dell’infermiere.

Il caso riguarda il decesso di un paziente per il quale il Tribunale aveva accertato la responsabilità dell’infermiere nel ‘non aver allertato il medico di guardia in presenza di una crisi ipotensiva’, sentenza poi riformata dalla Corte di appello per estinzione per intervenuta prescrizione.

L’aspetto che preme in questa sede evidenziare è che il Supremo Consesso ha confermato nuovamente l’indirizzo giurisprudenziale secondo cui "in capo all'infermiere sussistono delle responsabilità di tipo omissivo riconducibili ad una specifica posizione di garanzia nei confronti del paziente del tutto autonoma rispetto a quella del medico (Cass Sez. 4, n. 9638 del 02/03/2000; più di recente Cass pen Sez. 4, n. 2541 del 03/12/2015; Cass pen Sez. 4 n. 573 del 13/5/2011); ha ravvisato il fondamento di tale posizione di garanzia proprio nell'autonoma professionalità dell'infermiere quale soggetto che svolge un compito cautelare essenziale nella salvaguardia della salute dei paziente, essendo onerato di vigilare sul decorso post-operatorio, proprio ai fini di consentire, nel caso, l'intervento del medico, che va oggi considerato non più "ausiliario del medico", ma "professionista sanitario".

Per tale ragione la giurisprudenza è pacifica nel ritenere che rientra nel "proprium", non solo del medico, ma anche dell'infermiere, quello di controllare il decorso della convalescenza del paziente ricoverato in reparto, così da poter porre le condizioni, in caso di dubbio, di un tempestivo intervento del medico. L'infermiere svolge, infatti, un compito cautelare essenziale nella salvaguardia della salute del paziente, essendo onerato di vigilare sul decorso post operatorio, proprio ai fini di consentire, nel caso, l'intervento del medico. (Cassazione penale, sez. IV, 13/05/2011, n. 24573)

Quindi, l’infermiere assume una specifica funzione di garanzia nei confronti del paziente del tutto autonoma rispetto a quella del medico, poiché assume un’indipendente posizione di garanzia nei confronti del paziente, che trova fondamento nella autonoma professionalità dell'infermiere stesso, che va oggi considerato non più ausiliario del medico, ma professionista sanitario. (Cassazione penale, sez. IV, 03/12/2015, n. 2541)

E tale impostazione giurisprudenziale non sorprende se si considera che, nel corso del tempo, tale figura ha subito importanti cambiamenti imputabili all’evoluzione normativa che ha consentito il passaggio da attività ausiliaria a professione sanitaria a tutti gli effetti.

Di conseguenza, la configurabilità di un'autonoma posizione di garanzia in capo all'infermiere promana anche nell'individuazione dei doveri del medesimo nel codice deontologico (Cass. pen., Sez. VI, 10 ottobre 2005, n. 36592) di categoria del 2009, (oggi al vaglio con una prima nuova stesura presentata il 26 novembre a Roma) che pure richiama l'infermiere alle responsabilità connaturate alle proprie competenze e funzioni (artt. 3, 13, 18).

Quindi, nel caso di responsabilità medica dovranno essere sottoposte al vaglio tutte le condotte attive ed omissive che abbiano concorso o causato autonomamente il danno al paziente.

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di Avv. Alessia Mazzucchelli

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