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Responsabilità penale del custode


L'ente pubblico o un proprietario privato sono responsabili per le insidie inavvistabili ed imprevedibili dovute ad incuria salvo il caso fortuito
Responsabilità penale del custode
RESPONSABILITA’ PENALE DEL CUSTODE
E GESTIONE DI IMPIANTI
Le cadute causate da buche sull’asfalto o da scarsa manutenzione in luoghi privati, o scivolare su pavimenti bagnati e non segnalati nei negozi o supermercati, o la comparsa di un animale in carreggiata sono le situazioni più comuni di responsabilità di un ente pubblico o di un proprietario privato o gestori, con conseguente condanna al risarcimento del danno alle vittime.
Invero, secondo quanto disposto dall’art. 2015 cc la responsabilità provata dalle insidie inavvistabili e non prevedibili ricade su chi ha il dominio sul bene ovvero l’onere di custodirlo, salvo che provi il caso fortuito. Il tutto tenendo conto anche del comportamento del danneggiato.
Così, vi è un giusto bilanciamento tra l’evento insidioso o la situazione di pericolo imprevedibile ed inevitabile dovuta all’incuria o al ritardo nell’intervenire per rimuoverlo ad opera dell’ente preposto alla sua custodia, e la opportuna e attenta diligenza e prudenza da parte della persona che transita, tale da rendere lo stesso avvertibile per tempo e quindi evitabile.
In tale ottica si colloca la giurisprudenza, che ha ritenuto responsabile l’ANAS per il sinistro causato da una mucca in autostrada, non tempestivamente allontanata - Cass. ordinanza 2477/2018. Ugualmente, la Cassazione ha ritenuto prevalente la condotta di una bambina infortunata a causa della caduta in un burrone rispetto alla responsabilità da custodia del Comune sul presupposto che causa di tale evento fosse stata l’imprudenza del danneggiato - Cass. ordinanza 2483/2018.
Anche per i privati come per gli enti pubblici vi è l’obbligo di custodia al fine di rendere il bene immune da rischi per la collettività.
Presupposto di tale obbligo sociale di custodia è che il soggetto privato abbia un effettivo dominio sul bene e che l’area sotto il suo controllo sia aperta a un numero indistinto di persone che a vario titolo vi possono legittimamente accedere.
Così il condominio è responsabile per gli incidenti che avvengono nelle aree comuni se queste sono lasciate in condizioni di degrado, costituendo così una insidia inavvertibile per i condomini o per altre persone. In tali casi deve comunque esserci una ripartizione dell’onere della prova - come precisato dalla sentenza n. 25483/2016 della Cassazione - che ha riconosciuto la responsabilità del condominio su ricorso dell’avvocato di parte civile per i danni subiti da una donna caduta sul mattonato del viale di accesso allo stabile reso scivoloso da una patina di muschio causata da incuria e omessa manutenzione.
Allo stesso modo, con ordinanza n. 15718/2016 la Cassazione ha affermato la responsabilità dell’evento dannoso in capo al solo danneggiato il quale senza porre la dovuta attenzione nel camminare era inciampato in prossimità del locale piscina su un tappeto bagnato così tenendo un comportamento imprudente e disattento idoneo a rompere il nesso di causalità tra la cosa custodita e il danno.

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