Richiami giurisprudenziali della Consulta


La semplice immissione di una disposizione nel corpo di un decreto legge non vale a trasmettere alla stessa il carattere di urgenza
Richiami giurisprudenziali della Consulta
Le indicazioni e i richiami compiuti dalla Corte Costituzionale nel corso delgi anni e di recente concretizzatisi con sentenza della Consulta numero 22 del 2012, hanno definitivamente sancito l'illegittimità della prassi già oggetto di censura da parte dei Presidenti della Repubblica Ciampi nel 2002 e Napolitano nel 2011. Sulla scorta di quanto detto, la Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionali determinate disposizioni poichè evidentemente estranee, essendo state queste aggiunte al testo del decreto legge durante la fase parlamentare della conversione in legge dello stesso. In effetti la Corte Costituzionale ha così definitivamente sancito il divieto di assalto alla diligenza in sede di conversione di decreti legge e in particolare dei decreti mille proproghe, laddove con sentenza numero 22 del 2012, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale ex articolo 77 della Costituzione dei decreti legge che contengono anche per effetto di emendamenti introdotti in sede di conversione delle norme che esulano del tutto o in parte dalla materia trattata ed in particolare delle norme di decreti legge mille proroghe che finiscono per dettare una disciplina a regime di materie o settori. In particolare la Corte Costituzionale con la sua giurisprudenza ha affermato un principio chiaro, determinato ed inequivocabile collegando il riconoscimento dell'esistenza dei presupposti fattuali ex articolo 77 della Costituzione secondo comma ad una intrinseca coerenza di norme contenuta in un decreto legge, o dal punto di vista oggettivo e materiale o da un punto di vista funzionale e finalistico. L'urgente necessità da parte del Parlamento e del Governo di voler provvedere a determinate esigenze dello Stato può riguardare una pluralità di norme accomunate dalla natura unitaria delle fattispecie disciplinate, ovvero anche dall'intento di fronteggiare situazioni straordinarie complesse e variegate, che richiedono interventi oggettivamente eterogenei, riguardanti quindi materie diverse ma indirizzati all'unica finalità che è quella di approntare rimedi urgenti e necessari a situazioni straordinarie venutesi a determinare nel corso del tempo. Orbene da quanto detto emerge e si trae la conclusione, affermata dalla Corte Costituzionale, attraverso la sua giurisprudenza, che la semplice immissione di una disposizione nel corpo di un decreto legge non vale a trasmettere alla stessa il carattere di urgenza, proprio delle altre disposizioni, legate tra loro dalla comunanza di oggetto o di finalità: ai sensi dell'articolo 77 comma 2 della Costituzione, i presupposti per l'esercizio senza delega della potestà legislativa da parte del Governo, riguardano il decreto legge nella sua interezza, inteso come insieme di disposizioni omogenee per una determinata materia o un determinato scopo.

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di Studio legale Tomassi

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