Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Riflessioni su identità di genere e pregiudizi


Ancora oggi il pregiudizio filtra lo sguardo sulla realtà di molte persone, soprattutto nell'ambito del dibattito sull'identità di genere
Riflessioni su identità di genere e pregiudizi
Prendo spunto da un episodio cui ho recentemente assistito per interrogarmi su un dibattito ancora molto vivo e aperto, quello inerente l’omofobia e il dibattito sull'identità di genere.
Una bella giornata soleggiata: ne approfitto per una gita fuoriporta, destinazione Piemonte. Nel castello si organizzano visite a gruppi; la guida ci sta illustrando il ritratto di un conte, abbigliato secondo la moda del tempo: culottes aderenti fermate sotto al ginocchio con una fibbia, camicia con jabot in pizzo, parrucca d'ordinanza. Saputo che l'illustre antenato non ha lasciato progenie una signora esclama: "ma ovvio che non ha avuto figli! E’ chiaramente gay!". Di fronte allo sguardo attonito della guida e del resto del gruppo la signora si schernisce, tentando di alleggerire l’atmosfera: "beh, vestito così sembrava proprio gay, ma stavo scherzando". Un episodio banale, una battuta simile a tante altre che sentiamo continuamente ovunque, magari fatte da amici o parenti, senza l'esplicita volontà di ferire ma che dimostra ancora quanta fatica si faccia ad esprimere la propria essenza, il proprio modo di essere, i propri gusti andando oltre la schiavitù dei pregiudizi e dei condizionamenti sociali.
Cosa vuol dire essere diversi? Quanto si paga per l’affermazione della propria diversità, o meglio, della propria unicità come individui?
Chiediamoci allora quanti stereotipi e pregiudizi abitano in noi; lo stereotipo è semplicemente un modo di organizzare le informazioni sul mondo in modo da rendere più veloce la lettura della realtà che ci circonda (es. "gli italiani fanno bene la pizza") quindi di per sé non ha un valore negativo: lo diventa nel momento in cui diventa pre-giudizio. Il pregiudizio preclude la possibilità dell’incontro e, quindi, anche del confronto con l’Altro: solo in questo modo posso crescere e capire e ampliare il mio bagaglio di conoscenze. Nell'episodio narrato all'inizio la signora ha associato un particolare tipo di abbigliamento e di tipologia fisica all’omosessualità: anche nel bellissimo film francese di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte "Cena tra amici - le Prénom" Claude, uno dei protagonisti, è creduto omosessuale dagli amici di sempre perchè è un single di mezza età, è musicista, ha un chiwawa, si veste di arancione, cucina il clafoutis, beve il kir, si fa la manicure, è un fan di Freddie Mercury, usa incenso profumato in casa, ama il giardinaggio e i musical. Insomma, secondo i luoghi comuni, il perfetto mix di gusti e passioni tipiche dell'orientamento omosessuale. Se consideriamo invece le caratteristiche di Claude secondo la prospettiva della teoria di genere le cose non sono così scontate.
La cosiddetta teoria di genere, oggetto spesso di manipolazioni e interpretazioni superficiali, punta invece a destrutturare certi falsi miti e luoghi comuni, figli di una visione binaria del genere per cui in base alle differenze biologiche vengono definite automaticamente una serie di caratteristiche psicologiche, di aspettative e di regole per la divisione dei compiti che spetterebbero "naturalmente" a maschi e femmine.
Studiare il genere non vuol dire negare le differenze tra maschi e femmine né affermare che queste differenze non siano importanti o che andrebbero eliminate, ma significa dare a ciascuno la libertà di esprimere le proprie caratteristiche uniche senza dover per forza seguire le norme culturalmente stabilite che determinano la maniera "giusta" di essere maschi e femmine.
Studiare il genere favorisce quindi un'assunzione dei ruoli maschili e femminili più libera: non giochi da maschio e giochi da femmina ma giochi e basta, non bambine tenere e maschietti vivaci ma bambini con i loro tratti unici di carattere, non rosa e azzurro blindati, rispettivamente, per bambine e bambini ma tutti i colori, e ciascuno scelga il suo preferito. Così il conte piemontese e il musicista Claude potranno vestirsi e comportarsi come vogliono senza essere incasellati in categorie predefinite.
Naturalmente il discorso è molto più articolato e complesso, per chi volesse approfondire rimando al sito dell'Onig- Osservatorio Nazionale sull'identità di genere (www.onig.it) .


Articolo del:



Non è presente nessuna recensione!


Aggiungi ai tuoi preferiti e visualizza in seguito

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse