Rinnovo CCNL Turismo


Sottoscritto il rinnovo del CCNL applicabile ai lavoratori del settore Turismo - Principali Novità
Rinnovo CCNL Turismo
Contratto a Termine - Limiti Quantitativi
Come noto il DL n. 34/2014, ha previsto un contingentamento legale alla possibilità di instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato; il numero di contratti a termine stipulabili da ciascun datore di lavoro non può eccedere il limite del 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione.
 Comunque, alla contrattazione collettiva nazionale è sempre consentita l’individuazione, anche in misura non uniforme, di limiti quantitativi diversi per l’utilizzo del contratto a tempo determinato. 

A seguito del rinnovo del CCNL, il limite quantitativo nel settore Turismo è fissato nelle seguenti misure:


Base Computo n. Lavoratori a tempo determinato impiegabili 

da 0 a 4 lavoratori 4 lavoratori

da 5 a 9 lavoratori 6 lavoratori

da 10 a 25 lavoratori 7 lavoratori

da 26 a 35 lavoratori 9 lavoratori

oltre 50 lavoratori 20% di lavoratori


La base di computo è costituita dai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato, che risultino iscritti nel libro unico del lavoro all’atto dell’attivazione dei singoli rapporti.
I suddetti limiti quantitativi non trovano applicazione rispetto ai contratti a termine stipulati:

- dalle aziende di stagione;
- nell’ipotesi di nuove attività, sostituzione e affiancamento, stagionalità, intensificazione dell’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno.

Diritto di Precedenza

In tema di diritto di precedenza viene confermato, a favore dei lavoratori a tempo determinato che hanno svolto la propria prestazione nei casi di stagionalità e di intensificazione dell’attività, il diritto di precedenza nella riassunzione presso la stessa unità produttiva e con la medesima qualifica.

L’estinzione di tale diritto si verifica entro un anno dalla data di cessazione del rapporto lavorativo ed il suo esercizio presuppone la manifestazione di volontà da parte del lavoratore al datore di lavor, entro 3 mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso. Si ricorda, altresì, che il diritto di precedenza non è riconosciuto ai lavoratori in possesso dei requisiti pensionistici di vecchiaia, a quelli licenziati dalla stessa azienda per giusta causa, nonché negli ulteriori casi definiti dalla contrattazione integrativa.

Con riferimento alla precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato saranno considerate in via prioritaria le richieste dei lavoratori che hanno prestato servizio per ragioni di stagionalità e di intensificazione dell’attività, allo scopo di stabilizzare i lavoratori stagionali e salvaguardare il patrimonio di professionalità.

Successione dei contratti 

In caso di riassunzione (successione di due contratti a termine tra le stesse parti), la relativa disciplina normativa, che prevede il rispetto degli intervalli temporali (10 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero 20 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi), non trova applicazione:

- nei confronti dei contratti conclusi per ragioni di stagionalità in senso ampio e d’intensificazione dell’attività;

- nei casi in cui il datore conferisca al lavoratore la facoltà di esercitare il diritto di precedenza, pur non essendo tale facoltà prevista da disposizioni di legge o contrattuali;

- nell’ipotesi in cui il secondo contratto sia stipulato per ragioni sostitutive;

- per i contratti instaurati con percettori di forme di sostegno/integrazione al reddito (ASpI, CIGO, CIGS, mobilità, etc.), con disoccupati con più di 45 anni di età e con persone iscritte negli elenchi di collocamento dei disabili (Legge n. 68/1999);
Pertanto, in tali ipotesi è ammessa la stipula di contratti a tempo determinato in successione, cogliendo le opportunità offerte dal mercato turistico caratterizzato dall’andamento irregolare della domanda e offrendo ai soggetti svantaggiati maggiori opportunità d’inserimento lavorativo.

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di Marco Milan - Consulente del Lavoro

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