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Risparmiatore o Investitore? La nuova evoluzione dei “Bot-People”


Cambiare la forma mentis nell’approccio agli investimenti per non creare danni al proprio patrimonio
Risparmiatore o Investitore? La nuova evoluzione dei “Bot-People”

Non so se ve ne siete accorti, ma il modo finanziario è cambiato e probabilmente in modo irreversibile.

Essere risparmiatori, lasciare i propri risparmi in conto corrente, vincolarli, comprare obbligazioni e titoli di stato senza una giusta strategia di fondo non paga più.

Lo scenario finanziario di tassi di interesse alti e “nessun rischio” investendo in obbligazioni corporate o di emittenti Stato o Enti Sovranazionali, è tramontato per sempre (anche ammettendo che ci fosse mai stato il cosiddetto “free risk” in tali strumenti finanziari...).

I prossimi 3 – 4 anni saranno caratterizzati da incertezza, tassi bassi ma in rialzo sui mercati obbligazionari che creeranno ribassi sui corsi dei titoli stessi.

Beh, potreste decidere di lasciare tutti i vostri risparmi in conto corrente così apparentemente non rischiate e non guadagnate nulla ma “sicuramente” non perdete…

Dimenticando che esiste l’inflazione e i costi bancari e bolli statali che erodono instancabilmente il valore del vostro patrimonio mobiliare.

Esiste anche la possibilità che qualche Istituto Bancario “salti” di quando in quando come purtroppo già successo in tempi recenti.

Questi io li chiamerei rischi e voi?

Quindi che fare? Continuare a farci erodere potere d’acquisto dei nostri risparmi o cambiare un po’ per volta la visione dell’essere risparmiatore?

Il risparmiatore, da definizione, è quella persona che riserva una parte del proprio reddito non alla spesa, ma all’accumulo per poter essere magari speso in futuro per esigenze diverse da quelle attuali o per il famoso “non si sa mai”.

Circa il 60 – 70% dei risparmi italiani sono investiti in obbligazioni. Quindi il 60-70% dei risparmi degli Italiani nei prossimi anni perderà sicuramente potere di acquisto o valore di conto capitale fermo restando quello che abbiamo detto prima.

Siete disposti quasi sicuramente a perdere 3 o 4 punti percentuali all’anno per i prossimi 4 – 5 anni?

Oppure cominciamo ad avere una visione più sana e produttiva sui nostri risparmi.

Cominciamo ad investire non sui debiti dello Stato o delle Società (di cui sono rappresentativi i titoli obbligazionari), ma sulla parte produttiva e attiva dei bilanci societari (cioè le Azioni, quote rappresentative del capitale societario).

Cominciamo a pensare di far crescere l’economia investendo nelle migliori società, che creano benessere per tutti, che investono in settori redditizi e con ottime prospettive, che impiegano un numero sempre più alto di persone, che fanno crescere il valore delle Aziende e della Società, che restituiscono agli INVESTITORI dei dividendi interessanti, che diano la possibilità ai risparmi di crescere oltre l’inflazione, che permettano in ultima analisi di innescare un circolo virtuoso per tutte le componenti sociali.

Non è utopia, bisogna cambiare “solamente” la forma mentis, il nostro approccio all’investimento dei patrimoni. Bisogna innescare una sorta di “rivoluzione copernicana” che ci trasformi da RISPARMIATORI (soggetti passivi) a INVESTITORI (soggetti attivi) del mondo dell’economia e della finanza.

Con una strategia alle spalle che ci permetta di abbassare il più possibile la variabilità dei rendimenti; dandosi del tempo per raggiungere determinati obiettivi di investimento.

Già, il tempo; che non è domani, una settimana, un anno… ma è il tempo dell’investimento necessario a raggiungere un determinato obiettivo deciso all’inizio, in sede di studio di strategia con il Vostro Consulente Finanziario di fiducia.

Ormai do per scontato che ne abbiate uno perché il livello di professionalità di molte Banche generiche e generaliste sta rapidamente inabissandosi tra i problemi di redditività, esuberi, numerosità di sportelli operativi anti-economici da eliminare, malumori del personale dipendente, non solidità patrimoniale, disattenzione al cliente e alle sue esigenze e mi fermo qui.

Non importa se per una settimana, un mese, un anno sui mercati finanziari ci sono più vendite che acquisti, prima o dopo la musica cambia. L’importante è tenere sempre ben presente l’obiettivo finale dei vostri risparmi e i tempo che vi siete dati per raggiungerlo.

La fretta è cattiva consigliera e sembrerà banale ma “la calma è la virtù dei forti” e io aggiungerei anche la “disciplina” nell’investire i propri risparmi è fondamentale per raggiungere le soddisfazioni sperate. E sapete chi è il miglior “guardiano” della vostra disciplina? Naturalmente il vostro Consulente Finanziario /Patrimoniale di fiducia.

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