R.I.T.A. una way out dal mondo del lavoro


Come ti anticipo la pensione grazie a RITA...
R.I.T.A. una way out dal mondo del lavoro

RITA  (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), è stata introdotta nella Legge di Bilancio 2018, con lo scopo di garantire quella flessibilità legata al mondo lavorativo. Si tratta della possibiltà di poter ottenere una rendita mensile derivante dal capitale maturato nel fondo pensione. 

 

Chi può accedere 

Tutti i lavoratori del comparto privato e ovviamente quelli del settore pubblico, se regolarmente iscritti ai fondi pensioni, in presenza di specifici requisiti:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • conseguimento dell’età anagrafica necessaria per la pensione di vecchiaia, in un tempo massimo di 5 anni susseguenti la cessazione dell’attività lavorativa;
  • all’atto della presentazione dell’istanza di accesso alla Rita è necessario aver maturato almeno 20 anni contributivi al sistema obbligatorio;
  • aver maturato 5 anni di effettiva partecipazione in una dei quadri pensionistici complementari (art. 1 1, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005);

Inoltre, è possibile aderire nei seguenti casi:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • inoccupazione, susseguente alla cessazione dell’attività lavorativa, per un intervallo di tempo superiore a 24 mesi;
  • conseguimento dell’età anagrafica necessaria per l’accesso alla pensione di vecchiaia, in un intervallo di tempo di 10 anni susseguenti ai punti precedenti;
  • aver maturato 5 anni di effettiva partecipazione ai quadri pensionistici complementari (art. 11, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005).

 

Il requisito contributivo

Per accedere alla Rendita Integrativa Temporanea anticipata Rita, è necessario essere in possesso della documentazione ritenuta idonea comprovante il possesso dei requisiti. Si tratta di dimostrare di possedere almeno 20 anni contributivi in regime obbligatorio. Sarà necessario, quindi, richiedere l’estratto conto integrato (ECI) direttamente all’INPS.

In caso di disoccupazione

Ai sensi e per gli effetti dei commi 4 e 4-bis dell’art. 11 che indica i requisiti necessari per l’accesso alla RITA subentra la possibilità di presentare l’istanza in virtù della vicinanza dai 5 oppure 10 anni alla maturazione dell’età anagrafica in relazione alla pensione di vecchiaia. 

Valutato, che il comma 4 e il comma 4-bis stabiliscono che la RITA sia un diritto dei “lavoratori”, da richiedere nel momento in cui l’attività lavorativa sia cessata oppure che si trovino nella condizione di  “inoccupati”,  i lavoratori disoccupati hanno diritto ad accedere alla Rendita.

 

Decesso dell'aderente

Nell’eventualità che subentri il decesso dell’iscritto alla rendita RITA, la parte residua del montante non ancora erogato, può essere regolarmente riscattato.

 

Fiscalità

In caso di iscrizione a RITA, il capitale erogato sottoforma di rendita viene tassato al 15% sulla parte riferita ai contributi (dedotti + TFR eventuale) versati al Fondo Pensione, derogando così le tassazioni relative ai vari momenti di imposta.

 

Resta da rammentare, che la RITA è una forma di prestazione di previdenza complementare, anche se nella forma anticipata, comunque regolarmente sottoposta a specifici requisiti, seppur diversi in confronto alla prestazione ordinaria. Sulle rispettive rate cadono i limiti di cedibilità, di sequestrabilità e di pignorabilità.

 

 

Articolo del:


di Franco Bagliani

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