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Il ruolo storico e l'impegno dell'Unione Consorzi Stabili Italiani


L'UCSI ha l'obiettivo di rappresentare i Consorzi Stabili presso tutti i tavoli istituzionali e di tutelarne al meglio gli interessi
Il ruolo storico e l'impegno dell'Unione Consorzi Stabili Italiani

Quale Past President e co-fondatore di UCSI, è con vero piacere che vi rimetto queste brevi note per illustrarvi il lungo cammino compiuto in questi anni dalla nostra Associazione, combattendo battaglie a tutto campo a tutela dei Consorzi Stabili e delle imprese che ne fanno parte, dagli esiti alterni ma condotte con grande entusiasmo, professionalità e spirito di servizio.

UCSI – (Unione Consorzi Stabili Italiani) è stata costituita con atto pubblico il 12 dicembre 2006 con il precipuo obiettivo di rappresentare i Consorzi Stabili presso tutti i tavoli istituzionali e di tutelarne al meglio gli interessi, talvolta negletti.

Il nostro convincimento è che davvero l’istituto del Consorzio Stabile, se adeguatamente sviluppato e correttamente gestito, possa tutelare nel miglior modo possibile la singola impresa italiana, in quanto strumento atto a sviluppare ed a favorire la competitività di un sistema produttivo caratterizzato da micro, piccole e medie imprese e, come tale, fortemente penalizzato nelle sue potenzialità rispetto ad analoghi sistemi imprenditoriali di altri Paesi.

Tale opportunità è stata recepita dalle aziende che hanno dato luogo a numerosi consorzi stabili, cogliendo le potenzialità offerte da un Istituto che tende a valorizzare le rispettive specializzazioni ed esperienze, pur conservando l’individualità delle singole imprese, ma sviluppando effetti sinergici di sicuro interesse.

Non a caso, i Consorzi Stabili sono in costante aumento e si sono dimostrati nel tempo un efficace strumento al servizio e per la crescita delle imprese, nonostante la legislazione in materia di appalti pubblici tenda a sottovalutare la portata espansiva di questo Istituto.

UCSI negli anni ha tenacemente cercato di tutelare gli interessi dei Consorzi Stabili per mezzo di proposte di Legge, proposte regolamentari e con la sua presenza nei tavoli di concertazione istituzionali, intervenendo più volte per rettificare normative scritte forse velocemente e senza una piena consapevolezza del funzionamento del Consorzio Stabile.

Peraltro, va dato atto che le trasformazioni del mercato, unitamente alla complessa fase di recessione degli ultimi anni, hanno fatto emergere esigenze ed interventi senza i quali talune peculiarità positive dei consorzi stabili rischiano di restare inespresse.

U.C.S.I. da tempo ha tentato di riuscire a far elaborare dal Legislatore e/o da ANAC una disciplina organica per i Consorzi, tale da esaltarne i ruoli, le funzioni e le specifiche prerogative.  

Occorre assumere scelte economiche tese a favorire gli investimenti nei settori strategici a servizio del territorio e delle città, per la protezione ed il risanamento del suolo, per la prevenzione antisismica, per la manutenzione e sviluppo dei servizi, per le energie alternative, per le tematiche ambientali e per l’innovazione. Gli incentivi per l’edilizia privata vanno resi strutturali ed ampliati, gli strumenti alternativi di investimento, quali Project financing e Leasing immobiliare, vanno divulgati e facilitati per l’accessibilità.

La complessa normativa fiscale, quale quella in materia di Split Payment e Reverse Charge, unitamente all’abnorme produzione documentale che l’attuale burocrazia richiede, in tutte le fasi gestionali dei Consorzi Stabili e delle aziende consorziate, non favoriscono la competitività e la crescita delle Imprese, limitandone la liquidità e l’operatività.

La grave crisi economica, ormai decennale, ha inciso profondamente anche nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture, pubbliche e private, anche a causa della riduzione costante degli investimenti pubblici e delle difficoltà crescenti nel ricorso al credito bancario. Nel decennio sono state eliminate dal mercato di settore oltre il 30% degli operatori economici, circa quindicimila aziende ed oltre seicentomila addetti.

I Consorzi Stabili hanno sollecitato fin dall’inizio la revisione della normativa sullo split payment, che danneggia gravemente l’istituto, penalizzato da una “doppia” applicazione dell’iva nei rapporti tra Consorzio e consorziate esecutrici.

Infatti, il Consorzio stabile non è normalmente debitore d’IVA verso l’erario (o comunque lo è per cifre modeste) in quanto all’IVA a debito derivante dalla fattura attiva emessa verso l’Ente contrappone le fatture passive ricevute dai consorziati per le lavorazioni eseguite. Di conseguenza, l’IVA a debito finale che dovrà assolvere il Consorzio è piuttosto esigua. Se invece la stazione appaltante versa direttamente ed integralmente all’erario l’intera IVA addebitatale in fattura (come attualmente previsto) il consorzio stabile sarà cronicamente a credito IVA e soprattutto non avrà la liquidità sufficiente per pagare le fatture alle consorziate (che a loro volta dovranno assolvere l’IVA sulle fatture emesse sul consorzio).

UCSI si è resa fautrice della possibilità di applicare il meccanismo del “reverse charge” nei rapporti tra Consorzio e Consorziata per lenire l’effetto finanziario di questa falcidia, come poi inserito nella Finanziaria per il 2016 ma poi “abbandonato” alle decisioni autorizzative di Bruxelles dal nostro legislatore e mai giunto a regime.

A tutt’oggi la problematica dello split payment in capo ai Consorzi Stabili rimane un punto cruciale da risolvere se vogliamo sviluppare efficacemente questo Istituto!

L’agibilità amministrativa deve concretizzarsi: nella semplificazione delle procedure, nella riduzione degli adempimenti e degli atti documentali, nel restringimento delle tempistiche, nell’agevolazione dei rapporti con le strutture pubbliche.    

Le problematiche relative a tematiche quali Antimafia, Qualificazione degli Operatori economici, Avvalimento, Subappalto, quando non realizzano un effettivo coordinamento legislativo, possono produrre ostacoli e distorsioni al regolare e produttivo funzionamento delle Imprese e dei Consorzi Stabili nei Lavori Pubblici.

UCSI sta insistendo da tempo per evitare che alcuni Istituti possano essere utilizzati in modo distorto, evitandone gli abusi, ma disciplinando e responsabilizzando compiutamente le imprese coinvolte, agevolando d’altro canto l’operatività delle imprese.

UCSI ha inoltre sviluppato negli anni la sua capacità di offrire un’assistenza legislativa e fiscale a favore dei singoli Consorzi Stabili aderenti, grazie al supporto di amici e colleghi (avvocati e commercialisti) che hanno fatto propria la causa dello sviluppo del Consorzio Stabile.

L’auspicio che voglio fare agli amici e colleghi che fattivamente e con tanta abnegazione stanno portando avanti nella gestione quotidiana dell’associazione è proprio quello di riuscire a potenziare il radicamento della presenza di UCSI presso tutte le sedi istituzionali di riferimento e presso il sistema produttivo italiano, onde accrescere gli iscritti e le capacità di rappresentanza dell’associazione, la cui autorevolezza, peraltro, non è mai stata messa in discussione.

Da parte mia, confermo ancora una volta la mia piena e totale disponibilità ad essere di ausilio ad UCSI ogni qual volta ritenga necessario un mio supporto, sia personale che professionale e rinnovare la stima e l’amicizia che mi lega all’attuale Direttivo ed a tutti i membri delle Commissioni.
 

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