Scelta tra scuola pubblica e scuola privata


La preferenza dei tribunali nei confronti della scuola pubblica e l'eccezione per la scuola privata
Scelta tra scuola pubblica e scuola privata
La scelta della scuola e del genere d’istruzione da impartire ai propri figli è una decisione affidata ai genitori nell’esercizio della loro responsabilità genitoriale.
L’accordo dei genitori sulla preferenza della scuola sarebbe opportuno venisse sempre raggiunto nell’interesse del minore, al di là dei conflitti spesso provocati dal rancore e dall’incapacità di distinguere il rapporto coniugale dalle relazioni genitoriali.
Tuttavia, qualora sorga tra i genitori separati una controversia in merito alla scelta tra scuola pubblica e privata, ove iscrivere il proprio figlio, la decisione potrà essere rimessa al Tribunale.
Lo stesso giudice deve cercare d’individuare dei parametri il più possibile oggettivi per trovare un compromesso ragionevole e condiviso da entrambi i genitori, che possa soprattutto favorire la formazione del minore.
Tale scelta richiede, dunque, una valutazione accurata da parte dell’organo giudicante che deve considerare il supremo interesse del minore, esaminando tutti i parametri del caso, quali le spese a cui i genitori devono far fronte, gli aspetti prettamente pratici (ad esempio la distanza tra casa e scuola) e quelli legati all’orientamento culturale ed educativo del minore.
Secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, il Tribunale, chiamato a dirimere la controversia, si pronuncia a favore dell’alternativa considerata più neutra ed imparziale, prediligendo così l’istruzione pubblica.
Il principio generale della prevalenza della scuola pubblica rispetto a quella privata è giustificato dal fatto che la prima si debba considerare espressione diretta del sistema d’istruzione nazionale e principale manifestazione del diritto d’imparzialità e d’uguaglianza.
A tal proposito, pur essendo comprensibile la ricerca da parte dei giudici di un parametro oggettivo d’applicare alla generalità dei casi, è opportuno che questa delicata scelta sia effettuata facendo riferimento allo sviluppo ed allo stato individuale del minore.
Se, dunque, la preferenza della scuola pubblica si presenta per la giurisprudenza maggioritaria l’opzione migliore per la risoluzione dei conflitti tra genitori, il Tribunale può anche pronunciarsi a favore della scuola privata quando vi siano elementi precisi e peculiari che rendano necessaria ed opportuna questa scelta.
Vi sono state pronunce in favore d’istituti privati per minori fragili, il cui disagio psicologico ha richiesto un supporto maggiore rispetto a quello che la scuola pubblica potesse offrire.
In altre circostanze, per un minore particolarmente aggressivo è stata ritenuta più adeguata alla sua formazione la scuola privata, ritenendo che questa, più della scuola pubblica, potesse avere gli strumenti adatti ad affiancarlo e a contenerne i comportamenti particolarmente irruenti.
Anche nei casi in cui il minore ha già frequentato una scuola privata, il Tribunale, sostenendo la prosecuzione degli studi già intrapresi, si è pronunciato a favore della struttura privata.
In tali circostanze, il Tribunale, effettuando nel caso concreto un’analisi sulla volontà e sulle reali necessità del figlio, talvolta anche attraverso l’audizione dello stesso, può pronunciarsi a favore della scuola privata, in presenza di evidenti e concrete controindicazioni per il minore nel frequentare una scuola pubblica.

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di Cinzia Comerio

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