Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Scuola: perfezione uguale limite


Sebbene il termine “limite” sia caratterizzato oggi da accezioni negative, all’origine prevaleva l’idea che nella finitezza umana risiedesse la perfezione
Scuola: perfezione uguale limite
Sebbene il termine "limite" sia caratterizzato da accezioni positive o negative a seconda del contesto in cui viene utilizzato, generalmente, al giorno d’oggi, si tende a far prevalere la seconda fra le due valenze e a ritenere il limite un pensante vincolo imposto alla natura umana dalla sua innata fragilità ed imperfezione: un fardello da superare ad ogni costo, da gettarsi alle spalle per spiccare il volo verso l’infinito. Siamo talmente abituati a concepirlo in questi termini, che quasi ci meravigliamo che possa essere interpretato in un modo differente.
Eppure le radici di quest’accezione negativa sono tutte e solo moderne, risalgono alla cultura romantica, la quale vedeva nella finitezza un ostacolo alla tensione morale verso l’infinitezza dell’assoluto.

Questo dato non trova alcun riscontro nelle vere origini di limite, che risiedono nella Grecia classica, qui infatti, prevale l’idea che nella finitezza umana risieda la perfezione e che nei canoni artistici si possa realizzare il bello.
Nell’Atene del V secolo, la tragedia greca si costituì sul concetto di limite, inteso come elemento capace di rendere l’uomo realmente e completamente consapevole di sé e della propria essenza, al riparo dal disastro che il tentativo di superamento del limite avrebbe implicato.

Qual è l’insegnamento che ne scaturisce?
Il limite: quale unico elemento positivo per l’individuo, dal momento che il dominio della giustizia, della ragione e dell’ordine risulta molto circoscritto.
Kant fu una figura di enorme rilievo, in quanto ebbe il merito di intuire che era necessario superare la scettica decostruzione del sapere, dovuta ai limiti delle facoltà conoscitive umane, proprio in virtù del fatto che i limiti della ragione sono le uniche ed autentiche certezze umane.

REPERIRE NEL LIMITE DELLA VALIDITA’ LA VALIDITA’ DEL LIMITE
• Perfezionista controlla tutto e teme i cambiamenti.
• Ha un amore esagerato per ordine e pulizia.
• È corretto e sincero.
• Ha senso pratico, autocontrollo, serietà, inflessibilità.

Emette critiche pungenti e giudizi.
Visivo, accusatore.
Nutre giudizi rigorosi, tendenza ad etichettare ogni cosa come giusta o sbagliata; nel linguaggio del corpo si traducono in rigidità muscolare.

Comunicazione non-verbale: il corpo è teso e le emozioni sono bloccate nel corpo, incapacità di rilassarsi; mandibola tesa; guarda in alto come se dovesse rincorrere delle immagini mentali o ricercare sempre la risposta giusta.

- Spinta: sii perfetto + compiacimi.
- Ha avuto un genitore Normativo, non sa giocare, è ostinato nella pretesa dei compiti senza errori, "per il bene del figlio".
- Paura di sbagliare.

Recensioni

1 Recensione
Massimo T.
Questo articolo mi ha aperto la mente

Dopo aver letto l'articolo della dott.ssa io ritengo che tutti gli insegnanti debbano fare buon uso di questo articolo perchè spesso o quasi sempre accecati da valer formare alunni perfetti non si rendono conto che la perfezione stessa è una trappola per l'individuo e la società.

settembre 2018

Hai trovato utile questa recensione?

0

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Esperienze psicofisiologiche multidimensionali

Progetto Counseling a mediazione corporea

Continua

Traumi psicologici da incidenti stradali

Quali sono i sintomi del disturbo post-traumatico da stress e le loro origini

Continua

Familiari Alzheimer "AL CENTRO: IL TUO SOLLIEVO. ESSERE IN REL-AZIONE"

Recuperare capacità empatiche e gestire al meglio varie difficoltà emotive appare arduo

Continua