Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Il comportamento abnorme del lavoratore


Nelle Sentenze relative ad infortuni sul lavoro si sente parlare spesso di “comportamento abnorme del lavoratore” come motivazione di ricorso da parte dell'imputato
Il comportamento abnorme del lavoratore

 

Nelle Sentenze relative ad infortuni sul lavoro, molte volte, si sente parlare di “comportamento abnorme del lavoratore” come motivazione di ricorso da parte dell'imputato. È importante fare sempre più luce su questo importate concetto e per questo motivo, oggi, proponiamo la sentenza numero 37148 dello scorso settembre nella quale la Corte di Cassazione precisa, una volta di più, le caratteristiche che fanno del comportamento di un lavoratore un comportamento abnorme e, quindi, va a “sollevare” i soggetti preposti all'applicazione delle misure di prevenzione dalla possibilità di controllo.

Nel caso che proponiamo al lettore, un lavoratore operante nel campo dell'olivicoltura subiva un infortunio dopo essersi arrampicato sulle piante durante la fase di bacchiatura delle olive.

L'imputato, titolare della ditta agricola per la quale il lavoratore prestava servizio, era stato riconosciuto colpevole anche dalla Corte di appello per aver provocato lesioni colpose gravi con inosservanza della disciplina antinfortunistica ai danni del proprio dipendente per non averlo dotato di idonei mezzi di lavoro nel destinarlo all'attività di bacchiatura. Il lavoratore si infortunava cadendo da un tronco e riportando la frattura di alcune vertebre.

L'imputato ricorre avverso alle sentenze adducendo il difetto di motivazione in punto di accertamento della propria responsabilità e in secondo luogo per manifesta illogicità della motivazione evidenziando che gli ordini di lavoro erano stati impartiti dal padre dell'imputato e che la responsabilità del prevenuto era stata desunta sulla base di elementi di fatto meramente congetturali o su base di alcune testimonianze di carattere (sempre secondo il ricorrente) assolutamente carenti e inattendibili.

La Suprema Corte ritiene ambedue i motivi di ricorso infondati.

In particolare, vogliamo soffermarci sul fatto che gli Ermellini ritengono che “Sotto il profilo causale è indubbio che il lavoratore era intento a svolgere un'attività che rientrava nel mansionario attribuitogli e che le direttive nella esecuzione delle opere erano state somministrate dal padre dell'imputato, già titolare dell'azienda che, sul punto non solo si era avvalso di regole invalse nello specifico processo lavorativo (bacchiatura delle olive rimaste sugli alberi dopo avere operato con i mezzi di raccolta meccanica), ma di prassi lavorative, di cui lo stesso testimone (padre dell'imputato) ammetteva l'esistenza, e che esso stesso ammetteva di avere utilizzato, con particolare riferimento a quella di salire sugli alberi per la sbattitura delle olive rimaste sulla piante. Sotto diverso aspetto risulta pacifico che al dipendente non venne fornita una scala per salire sulle piante, né tali scale erano presenti nelle dotazioni dell'azienda”.

Alla luce di quanto sopra, per quanto concerne la deduzione del comportamento abnorme del lavoratore, la Suprema Corte evidenzia che “la colpa del lavoratore eventualmente concorrente con la violazione della normativa antinfortunistica addebitata ai soggetti tenuti ad osservarne le disposizioni non esime questi ultimi dalle proprie responsabilità, poiché l'esistenza del rapporto di causalità tra la violazione e l'evento-morte del lavoratore che ne sia conseguito o delle lesioni da questo riportate può essere esclusa unicamente nei casi in cui sia provato che il comportamento del lavoratore fu abnorme, e che proprio questa abnormità abbia dato causa all'evento (La Suprema Corte ha precisato che è abnorme soltanto il comportamento del lavoratore che, per la sua stranezza ed imprevedibilità, si ponga al di fuori di ogni possibilità di controllo da parte dei soggetti preposti all'applicazione della misure di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro, e che tale non è il comportamento del lavoratore che abbia compiuto un'operazione comunque rientrante, oltre che nelle sue attribuzioni, nel segmento di lavoro attribuitogli).

Sia la Corte di Appello – e di conseguenza anche la Corte di Cassazione – non ritengono dubbio il fatto che il fatto di arrampicarsi sulle piante per portare a termine il proprio compito non debba in alcun modo ritenersi un comportamento assolutamente imprevedibile e abnorme.

 

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Guida all'allestimento della postazione con videoterminale

Lavorare in ufficio può apparentemente sembrare un'attività che non comporta alcun rischio per la salute del lavoratore, in realtà è importante valutare questo rischio

Continua

Un passo avanti nella UNI ISO 45001

La UNI ISO 45001 diventa uno degli strumenti chiave per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro

Continua

Il problema multidimensionale del mal di schiena

La lombalgia è una malattia multifattoriale e debilitante, che esercita un enorme onere socioeconomico sugli individui e sui sistemi di assistenza sanitaria

Continua

ATEX - L’importanza della gestione del rischio esplosione

Due incidenti, seppur con finali diversi, ricordano l'importanza che ricopre la valutazione del rischio esplosione (ATEX) all'interno di stabilimenti a rischio

Continua

Idoneità alla mansione: obblighi e provvedimenti del datore di lavoro

A valle del rilascio da parte del medico competente del giudizio di idoneità alla mansione, il datore di lavoro può dover gestire diverse casistiche anche delicate

Continua

Novità del Codice di Prevenzione Incendi

A breve verrà pubblicato un nuovo Decreto Ministeriale ai più noto come “Codice di prevenzione incendi”

Continua

PED - Uno strumento per il calcolo delle attrezzature a pressione

Si tratta di un utile strumento per verificare l'idoneità rispetto agli obblighi previsti dalla normativa delle proprie attrezzature a pressione

Continua

Documento sulle procedure di utilizzo del Transpallet Elettrico

Uno dei più comuni strumenti di lavoro all'interno delle aziende è sicuramente il Transpallet Elettrico, un'attrezzatura utilizzata per la movimentazione dei carichi

Continua

La responsabilità del datore di lavoro in tema di sicurezza

Cassazione: la formazione del dipendente non esime il datore di lavoro dal predisporre misure cautelari

Continua

Sicurezza lavoro, il ruolo di garanzia del CDA nel caso di società di capitali

Nel caso di società di capitali, gli obblighi di prevenzione degli infortuni gravano in maniera paritetica, fatto salvo il caso di delega, su tutti i membri del CDA

Continua

INAIL, proroga della scadenza delle richieste di incentivo

INAIL - Proroga della scadenza delle richieste di incentivo alle imprese virtuose

Continua

Affidare a terzi la redazione del DVR non esclude la responsabilità del datore di lavoro

Molte realtà decidono di affidare a terzi la redazione del DVR, strumento obbligatorio come stabilito dal D.lgs. 81/08 per la gestione della sicurezza in azienda

Continua

La videoconferenza è l'alternativa efficace alla formazione in aula?

Ciò che risulta importante è porsi una domanda fondamentale: la videoconferenza è davvero l'alternativa efficace alla formazione in aula?

Continua

L'infortunio sul lavoro per COVID-19 e la responsabilità del datore di lavoro

L'infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro

Continua

Sicurezza sul lavoro: come è cambiata la formazione ai tempi Covid-19

Durante tutto il periodo di emergenza, uno dei settori della sicurezza nei luoghi di lavoro più colpiti è stato senza dubbio la formazione

Continua

Testo Unico: si va verso un aggiornamento?

Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha sottolineato la necessità di porre una maggior attenzione sui temi legati proprio alla salute e sicurezza sul lavoro

Continua

COVID-19: proroga dell’emergenza, D.L. 7 ottobre e D.lgs. 81/2008

Prorogato lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 e introdotte modifiche al D.lgs. 81/2008

Continua