Si scrive Bail-in si legge prelievo forzoso


Molti risparmiatori non si informano sulla solidità della propria banca oppure semplicemente non sanno come misurarla/verificarla
Si scrive Bail-in si legge prelievo forzoso
Con l'entrata in vigore della direttiva comunitaria BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) si è introdotto il principio che lo Stato non debba farsi più carico di salvataggio di un istituto di credito in crisi pagando con i soldi dei contribuenti gli errori dei banchieri. Se una banca fallisce ad essere chiamati in causa sono in primo luogo gli azionisti e in secondo luogo i creditori a seconda del privilegio prima i possessori di titoli di debito subordinati poi quelli che hanno Bond senior e così via fino ad arrivare ai correntisti con depositi superiori ai 100.000 euro. Al bail-out (salvataggio dall'esterno) si è contrapposto il Bail-in (salvataggio dall'interno); tra il bianco e il nero ci sono comunque molte sfumature di grigio e il fallimento di un aumento di capitale non significa automaticamente che debitori e correntisti debbano intervenire per salvare la banca.
Per parlare dello stato di salute delle banche italiane occorre partire dalla crisi finanziaria del 2008, un evento che ha cambiato il corso della storia per le economie dei paesi occidentali. Una crisi che avuto come epicentro proprio le banche. Il sistema finanziario globale è finito al collasso per colpa dell'eccessivo impiego di strumenti complessi e speculativi come i derivati. Questo terremoto ha lasciato relativamente indenni le banche italiane tradizionalmente meno speculative; quando però la crisi si è trasferita ai debiti pubblici, anche loro hanno sofferto. Tra il 2010 e 2012 il mercato ha iniziato a temere che l'Italia non fosse più capace di rimborsare il suo debito pubblico; questa crisi di sfiducia ha finito col travolgere anche chi di questo immenso debito è il principale acquirente: le banche italiane appunto.
Le recenti e dolorose vicende di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, etc hanno fatto scalpore ed oggi il risparmio è una responsabilità come la salute. È finita la delega, il risparmiatore deve informarsi, essere più consapevole e finanziariamente alfabetizzato. I miti del titolo di stato come porto sicuro, della banca infallibile, del mattone che non delude mai sono miseramente crollati e pertanto dobbiamo farci sempre più domande quando scegliamo la banca dove andare a mettere i nostri risparmi.
Come si misura il grado di rischio di una banca?
Cosa sono i crediti deteriorati?
Le obbligazioni bancarie sono sicure?
Come evolverà la situazione nei prossimi anni?


A questo proposito ho preparato un e-book gratuito di approfondimento: :per riceverlo basta inviare un sms al numero 3409149795 e scrivere disastro banche.

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