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Software "libero": di che si tratta?


Avrete sicuramente sentito parlare di "open source", "free software", "Linux". Proviamo a capire di cosa si tratta
Software "libero": di che si tratta?

C’era un tempo in cui il software non si pagava…

Agli albori dell’informatica, negli anni ‘60 e ‘70, l’attenzione dei produttori era rivolta soprattutto all’hardware, che era molto costoso, mentre il software veniva fornito come parte integrante del sistema, completo di codice sorgente per dare la possibilità al cliente di intervenire direttamente in caso di problemi (“bugs”), o magari per apportare dei miglioramenti. Non dimentichiamoci che gli utilizzatori principali erano limitati agli ambienti militari, accademici e di ricerca.

A cavallo fra gli anni ‘70 ed ‘80 il mercato cominciò ad allargarsi, e i costruttori smisero di rilasciare il codice sorgente per evitare di favorire la concorrenza. Con l’avvento dei personal computer l’industria del software spiccò definitivamente il volo.

 

Richard Stallman

Ma ci fu subito qualcuno che la pensava diversamente. Richard Stallman era programmatore (oggi si direbbe sviluppatore) nel laboratorio di intelligenza artificiale del MIT. Nel 1984 si dimise e iniziò a sviluppare un sistema operativo “aperto”. Non condivideva quella che ormai era diventata la regola, cioè la vendita sotto copyright del software, il quale rimaneva quindi di esclusiva proprietà del produttore che ne proibiva esplicitamente qualsiasi modifica e diffusione. Il sistema operativo si sarebbe chiamato GNU, basato su Unix, il primo sistema operativo “all purpose” che caratterizzò la fase iniziale della diffusione commerciale dei computer. Poco dopo Stallman diede vita alla FSF, Free Software Foundation, con l’intento di diffondere e promuovere il software libero.

 

Le 4 libertà

Secondo la Free Software Foundation, un software può definirsi “libero” se rispetta queste quattro libertà:

  • è disponibile per qualsiasi utente, che lo può usare per qualsiasi scopo (libertà 0)

  • mette a disposizione dell’utente il codice sorgente, che può quindi essere studiato e, nel caso, modificato (libertà 1)

  • può essere liberamente fornito ad altri, “così puoi aiutare il tuo vicino” (libertà 2)

  • se l’utente lo ha modificato, anche la versione modificata può essere liberamente fornita ad altri (libertà 3)

 

Linux

La realizzazione del sistema operativo GNU procedeva lentamente, la svolta decisiva ci fu quando Linus Torvalds, uno sviluppatore finlandese, si mise al lavoro per creare un kernel (il kernel è il componente del sistema operativo che gestisce la comunicazione fra l’hardware e le applicazioni) aperto, basato sul contributo di una comunità di persone piuttosto che sulle conoscenze e le scelte di un singolo. Nacque Linux, l’ultimo pezzo del puzzle: nel 1994 venne rilasciata la prima versione del kernel compatibile con GNU, dando così vita ad una architettura completa che rispetta in pieno le 4 libertà. Praticamente tutte le volte che sentite parlare di un sistema “Linux”, in realtà si tratta di un sistema “GNU/Linux”, definizione più corretta ma che non ha avuto molto successo.

 

“Free”: “libero”, non “gratuito”

In inglese “free” ha due significati: libero, ma anche gratuito. Per questo Stallman precisa: ”Think ‘free speech’, not ‘free beer’”. Per noi non ci sono equivoci, ma il bello è che esiste una quantità sterminata di applicazioni che sono sia libere che gratuite. Dal 1994 in poi migliaia di sviluppatori hanno messo a disposizione di tutti i sistemi ed applicazioni di ogni tipo, avvicinandosi sempre di più alla qualità ed alla facilità d’uso dei sistemi chiusi, cosiddetti “proprietari”, Windows e Apple per non fare nomi. Vale la pena sottolineare che moltissimi software applicativi “free” sono disponibili anche per Windows (ma non per Apple); è quindi possibile utilizzare un sistema misto, arrivando a dei compromessi fra facilità d’uso, esigenze, esperienza e… portafoglio. Vale davvero la pena pagare (e non poco) per un pacchetto molto sofisticato come MS Office, del quale il 90% degli utilizzatori sfrutta sì e no il 10% delle possibilità? E credo proprio di essere ottimista. Sono disponibili molti pacchetti completamente gratuiti che permettono di fare le stesse cose: il più diffuso probabilmente è Libre Office, ma basta fare qualche ricerca per trovarne decine. Lo stesso vale ad esempio per i software di grafica: Gimp e Inkscape non hanno nulla da invidiare ai concorrenti “proprietari”; o anche per i database: MySql è ormai uno standard nei siti web.

Se pensate possa essere un’idea interessante, non esitate a contattarmi per saperne di più, e magari per iniziare ad utilizzare il software “free”.


https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman

https://it.wikipedia.org/wiki/Free_Software_Foundation

https://it.wikipedia.org/wiki/Linus_Torvalds

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