Somministrazione di alimenti e bevande


Quando ottenere l'autorizzazione del Comune e quando, invece, presentare la Scia
Somministrazione di alimenti e bevande
In relazione alla somministrazione di alimenti e bevande, sussistono due diversi regimi abilitativi:
1) l’autorizzazione del Comune competente nelle zone soggette a vincolo;
2) la più semplice e celere segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.) ai sensi della L. 241/1990, da presentare allo Sportello Unico delle Attività Produttive (S.U.A.P.) del proprio Comune, in tutti gli altri casi.

Il privato che intenda avviare un’attività di somministrazione di alimenti e bevande dovrà, quindi, richiedere ed ottenere l’autorizzazione da parte del Comune competente per territorio nell’esclusiva ipotesi in cui si tratti di "zone soggette a tutela" (quando, cioè, sussistano povvedimenti di programmazione limitativi o di divieto da parte dell’Amministrazione).

L’art. 64 D.lgs. 59/2010 comma 1, come modificato dal D.lgs. n. 147/2012, prevede, infatti, che "l'apertura o il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287, sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio solo nelle zone soggette a tutela ai sensi del comma 3. L'apertura e il trasferimento di sede, negli altri casi, e il trasferimento della gestione o della titolarità degli esercizi di cui al presente comma, in ogni caso, sono soggetti a segnalazione certificata di inizio di attività da presentare allo sportello unico per le attività produttive del comune competente per territorio, ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241".
Viceversa "l'apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, comprese quelle alcooliche...sono soggetti a segnalazione certificata di inizio di attività da presentare allo sportello unico per le attività produttive del comune competente per territorio".

L’ordinamento, quindi, nell’ottica della liberalizzazione delle attività commerciali, si pone verso la uniformizzazione della disciplina abilitativa allo svolgimento di attività di somministrazione di alimenti e bevande a quelle delle ulteriori attività commerciali.

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