Sostenibilità (parte 1)


Sostenibilità come scelta di progettualità futura: un nuovo patto di stanzialità
Sostenibilità (parte 1)
Definizione. Atti che tengono conto esclusivamente delle risorse energetiche disponibili.
La disponibilità non solo è rivolta alle risorse, ma anche alla capacità di cedere la propria quota di energia per l’attuazione dell’atto, considerando insieme la quota futura di energia nell’ambito dell’esercizio delle deleghe. Ma è nell'interpretazione-comprensione-posizionamento dell’attivazione delle deleghe future che si pone la questione più delicata. In quell’attivazione, infatti, c’è una promessa, un ricorso al patto che si è avviato nel momento in cui si è scelta la stanzialità. In quella promessa c’è l'individuazione dei beni/risorse comuni che devono rimanere tali, e dei beni/risorse che possono essere ceduti al possesso e quindi all'appropriazione da parte di ciascun individuo. Condizione necessaria, questa, per garantire il movimento di attivazione dell’atto: il trasformare una materia in un oggetto richiama la colpa della dissipazione di energie. L'attivazione dell'atto, in un processo in movimento programmato, deve essere attribuita a un individuo, non per riconoscere l’efficacia o l’inefficacia di un atto, ma semplicemente per ricostruire il percorso e poter apportare, quindi, le necessarie rettifiche per ridurne l'alea di tolleranza. Il dove sono attuale è fortemente condizionato, meglio: è determinato da un sistema fortemente globalizzato. Semplificando il punto di vista, si può affermare che la globalizzazione, attraverso la tecnologia agente in prima istanza sullo specifico, ha creato le condizioni per una pelle globale che contiene le regole delle pelli sottoposte. Tale pelle globale non solo non è accessibile per le pelli sottoposte, che sono anche le pelli attuative, ma non consente atti di controllo. A questo punto che fine fa la promessa? Come tutte le promesse non può che essere disattesa. Paradossalmente è la stessa caratteristica/capacità dell’essere umano, e cioè compiere atti anche senza un beneficio immediato ma differito, a legittimare la promessa e quindi a disattenderla; sarà infatti la non comprensione del risultato ottenuto nell’ora in cui l’atto agisce a porci nella condizione promettente, ancora offerta dalla tecnologia-tecnica, così da ibernare l’incomprensione nella prospettiva che essa sarà la mia comprensione futura, disponibilità futura a soddisfare la promessa. In questo posticipare, ciò di cui non si tiene conto è in primo luogo la quota di stanzialità, ovvero dell'onerosità di quella delega che permette l'uso di un bene comune. Ma la termodinamica ci avverte: una macchina per compiere un lavoro ha bisogno di una quota esterna di energia, non può autoalimentarsi e non può accedere al moto perpetuo. C'è un aspetto fondamentale cui occorre porre attenzione: la quota di stanzialità che ogni atto deve soddisfare espressa in calorie per quota di delega. Ogni singolo individuo è attivo nelle risposte, e l’incapacità della soluzione è data solo dal punto agente. Il Delta di Discontinuità altro non è che la considerazione di quella quota di energia che non si dispone e che si deve prendere dalla Natura. Una quota di Bene Comune che si deve usare come quota d'energia per far lavorare la macchina, quota che sarà dissipata. La sostenibilità dunque ha come atto imprescindibile, ancora non compiuto, il computo delle Energie disponibili, energie che dovranno essere utilizzate per produrre nuove materie. Il risparmio non è produzione d'energia. Einstein indicando E= mc2 ci pone sulla strada. Non potendo raggiungere quote di velocità significative per trovare muova Massa, dobbiamo aumentare l’Energia. Se è la Terra il nostro congelatore, in questo congelatore c’è anche la nostra carne: chi sta preparando la nuova schiavitù? Che rapportò c’è fra promessa e schiavitù? Qual è il prossimo topo che indicherà l'arrivo della nuova peste?

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