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Start up: ecco gli ultimi incentivi e contributi a fondo perduto


Parliamo oggi degli ultimi incentivi e contributi a fondo perduto dedicati al mondo delle start up
Start up: ecco gli ultimi incentivi e contributi a fondo perduto

Sul nostro sito Studiobrega.it diamo ampio spazio al mondo delle start up. Il numero di start up innovative nel nostro paese ha registrato un + 18% nell’anno del Covid. Il tasso di crescita delle nuove registrazioni di start up è superiore di quasi 5 punti rispetto alle nuove registrazioni in tutti gli altri settori. Parliamo di un trend decisamente positivo che non può che darci coraggio. Abbiamo già trattato di start up con un precedente contributo nel quale illustravamo come fosse semplice costituirne una. Purtroppo però la sentenza del Consiglio di Stato del 29/3/21 ha reso illegittima la costituzione online senza la presenza di un notaio. Ciò significa che sulle modalità di costituzione “alternative” siamo in attesa delle direttive europee alle quale dovremo uniformarci entro agosto 2021. Nel frattempo vogliamo analizzare l’ultima iniziativa a favore delle start up innovative promossa dal Mise. Di cosa si tratta?

Smart money: contributi a fondo perduto a favore di start up

L’incentivo Smart Money è un’iniziativa promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia. Parliamo di un incentivo con una dotazione finanziaria di 9,5 milioni di euro rivolto esclusivamente alle start up innovative. Il fine ultimo consiste nel sostenere le realtà che intendono sfruttare servizi specialistici per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi al lancio sul mercato.

Smart Money ha l’obiettivo di facilitare l’incontro tra startup innovative e la rete degli altri soggetti abilitati per rafforzare la presenza delle startup in Italia. Oltre a supportare le potenzialità delle imprese innovative che si preparano a fare il loro ingresso nel mercato.

In poche parole, le imprese che si trovano nella fase iniziale della loro attività possono richiedere un contributo a fondo perduto per sostenere l’acquisto dei servizi forniti dagli enti abilitati. Inoltre, dopo aver completato questa prima fase, le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto se al proprio capitale sociale partecipano incubatori certificati ed acceleratori; oppure innovation hub, organismi di ricerca, business angels e investitori qualificati. Ma vediamo nel dettaglio quali realtà possono ottenere questi contributi.

Le start up beneficiarie

Le start up innovative che possono beneficiare delle agevolazioni devono possedere determinate caratteristiche.

  • essere classificabili come piccole imprese;

  • regolarmente costituite da meno di 24 mesi e iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese;

  • si trovano nelle prime fasi di avviamento dell’attività o nella prima fase di sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed). Oppure sono nella fase di creazione della combinazione product/market fit (seed);

  • hanno sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale;

  • non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;

  • non operano nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura.

Possono altresì accedere alle agevolazioni le persone fisiche che intendono costituire una start up innovativa, purché entro 30 giorni dalla data della comunicazione di ammissione alle agevolazioni, l’impresa sia stata costituita.

Smart money: i progetti di sviluppo ammissibili 

Per accedere alle agevolazioni, le start-up innovative devono presentare un progetto di sviluppo avente i seguenti requisiti.

  • essere basato su una soluzione innovativa da proporre sul mercato già individuata al momento della presentazione della domanda di agevolazione;

  • prevedere l’impegno diretto dei soci dell’impresa proponente e/o di un team dotati di capacità tecniche e gestionali adeguate; in termini di apporto tecnologico e lavorativo;

  • essere finalizzato a realizzare il prototipo o la prima applicazione industriale del prodotto/servizio per attestare i feedback dei clienti e/o investitori.

Come anticipato, l’iniziativa prevede la concessione di agevolazioni su due livelli che si traducono in due diverse forme di intervento a sostegno delle start up innovative. Il primo di questi due livelli consiste nella concessione di contributo a fondo perduto, in misura pari all’80% delle spese sostenute per l’attuazione dei piani di attività. Rimane un tetto massimo di 10.000 euro per start-up innovativa.

Cosa si intende per piano di attività? Si tratta di tutti quei progetti aventi una durata non inferiore a 12 mesi, che prevedono l’acquisizione di servizi finalizzati a facilitare la realizzazione di un determinato progetto di sviluppo. I predetti servizi devono essere forniti da incubatori certificati e possono riguardare a titolo esemplificativo la consulenza organizzativa e strategica finalizzata allo sviluppo e all’implementazione del progetto; oppure i lavori preparatori alle campagne di crowfunding o la gestione delle proprietà intellettuale.

Investimenti nel capitale di start up e contributo a fondo perduto

La seconda tipologia di agevolazione è concessa a tutte le start up che abbiamo già beneficiato del precedente sostegno ai propri piani di attività. Le start up possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto se hanno ricevuto capitali di rischio da parte di investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo. A fronte dell’investimento nel capitale dell’impresa, alla medesima è riconosciuto un’ulteriore agevolazione nella forma di contributo a fondo perduto. A quanto ammonta quest’ultimo?

In misura pari al 100% dell’investimento nel capitale attuato dagli attori dell’innovazione abilitati nel limite di 30.000,00 euro per start-up innovativa. Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere di importo superiore a 10.000 euro. L’investimento non deve permettere di raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e deve garantire una permanenza per almeno 18 mesi. La raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding. 

Le domande di ammissione e i relativi progetti di sviluppo possono essere presentate telematicamente sul sito di Invitalia a partire dal 24 giugno 2021 e saranno esaminate nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione.

 

Per qualsiasi dubbio o richiesta di consulenza, vi invitiamo a contattarci.

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