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STRESS e PERFORMANCE: usare lo stress a proprio vantaggio


“Lo stress è come una spezia: nella giusta proporzione esalta il sapore di un piatto. Se è poca, produce un noioso pasto; troppa può soffocarlo” Donald Tubesing
STRESS e PERFORMANCE: usare lo stress a proprio vantaggio

Lo stress è una REAZIONE NATURALE del nostro organismo quando, ad esempio, affrontiamo situazioni nuove, per le quali, magari, facciamo ipotetici scenari catastrofici, o quando ci ritroviamo ad affrontare situazioni simili a quelle già vissute, nelle quali non siamo riusciti a cavarcela molto bene, per cui il semplice emergere del ricordo scatena la nostra reazione di stress.

Ultimo, ma non meno importante, fattore di stress è rappresentato dalle credenze limitanti sulla nostra persona (vedasi problemi legati alla nostra autostima e al nostro senso di autoefficacia); tali pensieri sono alimentati sia dal nostro dialogo interno: “non ce la posso fare, sono negato, ecc” , che dal giudizio altrui.


Cosa avviene nel nostro corpo quando proviamo stress

Di fronte ad uno stimolo stressante (reale o percepito come tale) l’ipofisi rilascia varie sostanze, tra cui l’adrenalina, che ci preparano all’attacco o alla fuga.

Aumenta il flusso sanguineo nei muscoli per cui il cuore pompa più sangue e deve aumentare i battiti; la respirazione diventa più superficiale e rapida; vengono interrotte le funzioni che, per scappare o lottare, non servono (tipo digerire o riprodursi); si impallidisce perché il sangue si concentra nei muscoli e viene tolto dalla superficie (servirà per sanguinare di meno). Si attiva il sistema nervoso simpatico, per garantirci la massima attenzione possibile.

Quando il fattore stressante è cessato, il sistema nervoso parasimpatico tende a ripristinare l’equilibrio, rilassando i muscoli e rallentando i battiti cardiaci.

Il lettore attento avrà fatto caso che capita la stessa attivazione fisiologica della paura. La paura è fonte di stress e una situazione stressate ci induce paura e ansia.


Trasformare lo stress in potere

Il primo passo è prendere coscienza di ciò che accade nel nostro corpo, al fine di prendercene cura.

Spesso sottovalutiamo l’importanza del riposo e del relax, pensando che solo dopo che avremo risolto la situazione che ci crea stress, potremo finalmente rilassarci.

Niente di più sbagliato. L’obiettivo è ottenere un’alta concentrazione che ci consenta di affrontare la situazione, ma questa concentrazione, per essere funzionale, deve essere rilassata.

Il secondo passo è un cambio di paradigma: quello che sperimentiamo a livello corporeo non è sbagliato e, quindi, non deve farci paura, ma è energia pura che, se ben allenata, diventa una nostra grande alleata.

Entro un certo livello si tratta infatti di EUSTRESS, cioè stress buono.

Infatti, se non c’è un livello sufficiente di energia qualsiasi performance sarà meno efficace.

Il trucco è capire che non è l’eccitazione di per sé ad essere sbagliata, ma come la leggiamo e, quindi, come la usiamo.

Se la interpretiamo come paura, cercando di soffocarla, essa ci mette sotto.

Se la vediamo come pura energia, possiamo “cavalcare la tigre”, quindi, incanalarla verso il nostro obiettivo e guadagnare progressivamente coraggio e fiducia in noi stessi.

A questo serve un buon percorso di coaching: aumentare la coscienza, intercettare i nostri punti di forza per viverci lo stress come energia, canalizzando l’adrenalina, per garantirci quella giusta tensione che ci permette di dare il meglio di noi.

 

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