STRESS UTILE E STRESS DANNOSO (Prima parte)


Correlazione stress, psiche e corpo
STRESS UTILE E STRESS DANNOSO (Prima parte)
Il nostro corpo, nel suo stato fisiologico normale, ha bisogno di un moderato stato di stress per attivarsi nello svolgere il suo lavoro quotidiano. Questo stato di moderato stress lo potremmo definire un propulsore, un catalizzatore del pensiero e dell’azione. Esso solitamente non è presente nello stato di riposo e assente nel sonno.
Quando però questo stato di attivazione diventa eccessivo, determinato da svariate cause, sia interne sia esterne al nostro organismo e la normale fisiologia è alterata allora entriamo in uno stato convenzionalmente definito distress. Se questo stato di stress è molto intenso o si protrae a lungo nel tempo, può diventare causa di malattia a livello sia psichico sia fisico.

Nello stato di tensione psicofisica che si viene a creare in condizioni di eccessivo stress vi può essere una ricaduta sulla presa di decisioni che possono diventare irrazionali e/o impulsive. Si può avere quindi una diminuzione della riflessività e degli aspetti costruttivi dell’espressione corretta dell’aggressività necessaria per relazionarsi adeguatamente col mondo. Solo attraverso l’espressione modulata dell’aggressività, avviene lo scarico della tensione accumulata senza provocare rotture relazionali o il permanere dello stato di tensione all’interno della persona.

Mentre uno stato di lieve stress può incidere sul rafforzamento della memoria per effetto dell’aumento di adrenalina circolante nell’organismo in uno stato di eccessivo e/o prolungato stress viene a saltare sia l’equilibrio sia il bilanciamento dei recettori cerebrali i quali hanno la funzione di permettere un corretto funzionamento psichico. Vi concorre anche l’intenso innalzamento dell’altro ormone dello stress, la noradrenalina. Inoltre l’aumento della noradrenalina impedisce il rifornimento di acetilcolina importante trasmettitore delle informazioni depositate in memoria. Il concomitante eccessivo innalzamento del livello di steroidi surrenali può arrivare a danneggiare le strutture cerebrali.

Le molteplici situazioni di stress odierno attivano il nostro cervello per farne fronte. Se le situazioni che si presentano non possono essere risolte attraverso l’attacco o la fuga gli ormoni dello stress rimangono inutilizzati nel nostro corpo e con il tempo possono causare seri danni compromettendo ogni organo del corpo dal cuore al cervello. L’incremento di adrenalina che agisce potenziando la memoria è determinato dalla reazione emotiva che è associata, a eventi emotivamente indicativi. L’incremento, mentre favorisce la memorizzazione di una nuova informazione importante, può contemporaneamente impedire l’accesso a elementi già memorizzati bloccando il collegamento e il successivo processo di sintesi. Perciò vi possono essere una rapida memorizzazione dei dati attuali e un successivo blocco temporaneo all’accesso delle informazioni depositate in memoria in precedenza.
- Il fenomeno che si presenta più frequentemente oggi è il blocco mentale (per esempio nelle prove di esame) nel quale avviene un blocco momentaneo con amnesia: la mente si presenta come una tabula rasa impossibilitata all’accesso alle informazioni richieste, fenomeno accompagnato da una sensazione di estraniamento e da una notevole tensione anche sul piano fisico.
- Altro tipo di risposta nel caso di stress acuto, per esempio, determinato da una situazione traumatica, in essa ci può essere sia la perdita di memoria dell’evento traumatico con amnesia per effetto degli steroidi sulle strutture cerebrali ma vi può anche essere, all’estremo opposto, anche un ricordo vivido. Queste diverse reazioni sono determinate dal rapporto che esiste tra incremento di adrenalina e degli steroidi e di come interagiscono tra loro.
- Nello stato cronico di stress vi possono essere gravi danni a livello cerebrale con persistenti problemi alla memoria. Poiché lo stress prolungato danneggia anche le funzioni della memoria esplicita cosciente, nei casi di stress post-traumatico si può arrivare a una perdita permanente della memoria riferita alla situazione traumatica nonostante siano mantenuti sia il quoziente d’intelligenza sia le facoltà cognitive. uesto può accadereQuesto può accadere nei sopravvissuti a grossi traumi, nel caso di abusi, di stupri, di traumi da violenze ripetute nei bambini, nei reduci di guerra, ecc...

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di Bertilla Maddalena

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