Strumenti finanziari in valuta


Conviene investire in strumenti finanziari in valuta?
Strumenti finanziari in valuta
Il tema di questo articolo è la convenienza o meno per il risparmiatore medio di investire in strumenti finanziari in valuta estera quali Dollaro, Sterlina, Real brasiliano o Rand sudafricano
Spesso l investitore di fronte agli scarsi rendimenti offerti dai titoli di stato governativi (con durata 10 anni : BTP italiano circa 2% o Bund tedesco 0,6) viene attratto dai titoli obbligazionari in valuta proposti dalle banche con allettanti tassi di interessi uguali o superiori al 3% per andare addirittura a 2 cifre nel caso di valute di paesi emergenti quali sudamericani (Real brasiliano) o africani (Rand sudafricano)
In questo caso sarebbe obbligatorio considerare il rischio cambio e tenere in considerazione gli effetti possibili dello stesso sulla performance totale.
Consideriamo un investitore che, per esempio, in un arco temporale di 1 anno si prefiggesse di conseguire un 1% oltre l’inflazione media del 2017 (pari a 1,48%)
Ai valori attuali dovrebbe realizzare quindi un rendimento del 2,48%.
Facciamo due esempi ,uno con titolo con valuta in Dollari ed un altro in Rand sudafricani
1) Obbligazione in dollari americani
Vediamo le conseguenze su di un ipotetico titolo obbligazionario in dollari nel caso lo avessimo scelto nel 2017 (periodo che nelle previsioni degli analisti veniva dato come favorevole all’ apprezzamento del Dollaro ) considerando il periodo 01/01/2017 - 01/01/2022
Investiamo il 1/1/ 2017 100.000$ su una obbligazione a capitale garantito (senza considerare il rischio emittente) in Dollari di durata quinquennale che rendeva il 3% annuo (quindi superiore a quel 2,48% ipotizzato) facendo l ipotesi di acquistare un lotto di 1000 pezzi al costo di 100$ ciascuno con un cambio USD EUR di 0,95002 (Un Dollaro vale 0,95 Euro) per un controvalore di 95.000€
Nel momento in cui scrivo (12/04/18) il cambio USD/EUR e’ pari a 0,81
Proiettiamo ora questi dati come se questo cambio rimanesse invariato alla scadenza dei 5 anni
Avremmo avuto:
5 cedole annue : (3000$ x 5 anni) = 15.000$ pari a (2.430€ x 5) = 12.150€
Il nostro capitale ‘garantito’ di 100.000$ pari a 95.000€ nel 2017 alla fine sarebbe pari a 81.000€ con una perdita secca di 14.000€
Se sommiamo quindi le cedole staccate di 12.150€ al capitale restituito avremmo alla fine ottenuto 93.150 €
Se noi avessimo ragionato in termini di Euro avremmo mentalmente attribuito 3000€ di cedola al nostro capitale con un ritorno di 115.000€ totale
Invece in Euro avremmo ottenuto un rendimento negativo :
115.000$ pagati 95.000€ avrebbero reso alla fine 93.150€ (cedole di 2430€ x 5 = 12.150€ + capitale di 81.000€ = 93.150€)
Quasi 2.000€ in meno , cioè 2% in meno invece del 15% in più.


2)Obbligazioni in Rand sudafricano (ZAR)
Viceversa supponiamo di aver acquistato un titolo obbligazionario nella valuta sudafricana Rand il 15/11/2017 comprando 1.000 lotti al presso di 1.000 Rand ciascuno
Avremmo dovuto versare 58.754€ ( al cambio del giorno 15/11/2017 1€ = 17,02 Rand)
L’obbligazione era quinquennale ed a capitale garantito (senza considerare il rischio emittente) e rendeva il 7.5% annuo
Nel momento in cui scrivo (12/04/18) il cambio EUR/ZAR e’ pari a 14,86

Proiettiamo ora questi dati come se il cambio rimanesse invariato alla scadenza dei 5 anni
Avremo avuto:
5 cedole annue : (75.000 ZAR x 5 anni) = 375.000 ZAR pari a (5.047€ x 5) = 25.235€
Il nostro capitale di 1.000.000 di ZAR pari a 58.754€ nel 2017 alla fine sarebbe pari a 67.294€ con un guadagno di 8.540€
Se sommiamo quindi le cedole staccate di 25.235€ al capitale restituito avremmo alla fine ottenuto 95.539 € con un guadagno totale pari a 33.775€ e cioè 57% equivalente a quasi 12 punti annui
Quasi cioè 4,5% in più.

A mio parere ,quindi, quando si ha a che fare con obbligazioni/titoli con orizzonti temporali non lunghi ed aspettative di rendimento non eccessive, come i casi visti, non ci si può prendere il rischio di cambio che presuppone una variabilità ( volatilità) eccessiva per il risparmiatore medio che non sappia valutare bene i rischi ai quali va incontro.

Quanto detto vale ovviamente per gestioni di Fondi di investimento o Etf

Articolo del:


di Stefano Sommella

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