Richiedi una consulenza in studio gratuita!

La riforma sulla prescrizione del ministro Bonafede è inopportuna, nociva, anticostituzionale


Troppo importante la prescrizione perché ci si possa giocare. Il problema non potrà essere risolto solo da politici interessati e ministri ignoranti
La riforma sulla prescrizione del ministro Bonafede è inopportuna, nociva, anticostituzionale

Come fosse un gioco! In Italia si prende sottogamba qualsiasi argomento! ANCHE UNA QUESTIONE DRAMMATICA E SERIA COME LA PRESCRIZIONE NEL PROCESSO PENALE diventa oggetto di manipolazioni, giochi di potere per piccoli uomini della politica (spesso tanto ignoranti quanto arroganti!) e finisce per appesantire ed aggravare lo stato della giustizia penale italiana. Noi avvocati penalisti ci asterremo dalle udienze per il 28 gennaio per protestare contro questa pessima legge!

La riforma del ministro Bonafede prevede lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia per le sentenze di condanna che per quelle di assoluzione. La riforma di BONAFEDE è inopportuna, nociva, anticostituzionale. Vorrebbero farci credere che così si abbreviano i tempi del processo! Così configurata questa legge non riduce i tempi troppo lunghi delle indagini dei pubblici misteri e spedisce verso l’eternità le fasi successive ed i processi di appello e Cassazione! Secondo la vecchia disciplina, la prescrizione dei reati inizia a decorrere dal giorno in cui il fatto è stato commesso e non si blocca quando il giudice o il Pm emettono i provvedimenti per assicurare il reo alla giustizia, cosa che invece accade ai termini di prescrizione in ambito civile.

Secondo Eugenio ALBAMONTE, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, “il blocco della prescrizione non basterà ad assicurare il legittimo andamento della giustizia e a salvare quanto stabilito in primo grado”. Sarebbe stato opportuno, invece, dare forza e vita vere ai riti alternativi, centuplicare le risorse umane, strutturali e funzionali, depenalizzare reati minori e bagattellari!

Il fatto è che queste leggi raffazzonate riposano “sul letto dell’ignoranza”!

Se il Ministro della Giustizia prende uno scivolone storico che offende il Diritto affermando che “Quando non si riesce a dimostrare il dolo il reato diventa colposo e ha termini di prescrizione molto più bassi”, questa frase ha scatenato amare risate, ma anche enorme sconcerto in chi della legge ha fatto la ragione della propria vita.

La classe forense ha il dovere di battersi affinché si RIPRISTINI la legalità! E’ sacrosanto chiedere e pretendere che i tempi della Giustizia siano radicalmente rivisti e abbreviati, ma a tanto non si arriva con espedienti anticostituzionali o con rimedi che condannino le parti – sia imputati che offesi dal reato – ad attese di tempi sideralmente lontani…per ignoranza ed interessi che non appartengono né alla Giustizia né al buon Diritto.

 

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse