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Super Ecobonus 110 e le assemblee condominiali in emergenza Covid-19


Come si può conciliare la possibilità per il condominio di ottenere il bonus 110% e l'impossibilità oggettiva di tenere una assemblea condominiale immune da rischi
Super Ecobonus 110 e le assemblee condominiali in emergenza Covid-19

Ancora oggi mancano norme chiare e specifiche sulla possibilità di convocare in assoluta sicurezza le assemblee condominiali.

Francesco Burrellipresidente nazionale di Anaci, sottolinea come le Faq del Governo rappresentino solo delle “semplici indicazioni per gli amministratori di condominio, che non bastano a modificare l’articolo 66 del Dispositivo di Attuazione del Codice Civile”.

In questo quadro, dunque, gli amministratori restano sospesi tra la volontà di convocare le assemblee anche per accontentare i propri amministrati e la possibilità concreta di farlo, con tutte le responsabilità conseguenti per un possibile pericolo di contagio, se, per negligenza – e non necessariamente dell’amministratore – dovesse sfuggire qualche attenzione, distanza o obbligo.

Le assemblee

Nelle assemblee in presenza, al chiuso o all’aperto, sulla base delle linee guida recepite da Anaci, è necessario il rispetto della distanza minima interpersonale di almeno 1 metro, da fermi e in movimento, unitamente allo spazio ampio ed aerato.

Per ogni fila di seduta dei partecipanti occorre garantire un corridoio di larghezza 1 metro. Ciò significa che ai lati tra una persona e l’altra occorre 1 metro di distanza. Davanti e dietro, tra persona e persona, devono poi esserci 2 metri, per garantire il rispetto della distanza interpersonale da chi attraversa il corridoio libero. In definitiva la superficie da garantire per ogni singola persona deve essere non meno di 4/5 metri quadrati.

Questo vuol dire che ad esempio per un condominio con  30 partecipanti occorreranno almeno 120-150 metri quadrati.

L’amministratore, quindi, deve scegliere attentamente il luogo degli incontri poichè potrebbe essere ritenuto responsabile di eventuali mancanze o non rispondenze dei locali alle norme previste in materia di sicurezza  e di prevenzione da Covid-19”.

La via delle assemblee in videoconferenza poi, per quanto le FAQ la ritengano ammissibile è piena di insidie in quanto ogni avente diritto deve potersi collegare ad un computer ed è necessario che ci siano collegamento e banda sufficienti, in grado di poter consentire ai partecipanti di parlare durante tutta l’assemblea. In mancanza di banda, per un certo periodo o per uno o più punti dell’O.D.G., l’assemblea non può deliberare.

Viste le incertezze e le criticità, in periodo emergenziale quasi tutte le associazioni hanno inviato a non convocare frettolosamente e nell’immediato assemblee, se non per motivi improcrastinabili”.

Il nodo del superbonus

Eppure un’urgenza c’è. Il passaggio assembleare è indispensabile per deliberare i lavori straordinari, ove si voglia accedere ai contributi messi in campo dal Governo come nel caso di ecobonus e sismabonus al 110%, nonché del bonus facciate.

Non si capisce perché finora non si siano scritte poche righe sui vari DPCM o Decreti legge acconsentendo esplicitamente allo svolgimento delle assemblea in videoconferenza per quanto riguarda la nomina dell’amministratore, l’approvazione dei bilanci e l’approvazione dei lavori straordinari.

Poche righe che eviterebbero contestazioni, impugnazioni e responsabilità sull’amministratore.

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