Superare il lutto


Il lutto è un evento devastante per la vita di ogni uomo e, in determinate situazioni, diventa difficile trovare le risorse per superarlo
Superare il lutto
Cosa è il lutto
Il lutto è un evento devastante per la vita di ogni uomo. In termini psicologici lo si può definire come un vero e proprio trauma psichico e nonostante faccia parte del ciclo vitale, risulta difficile da accettare.

Non si può perdere qualcuno che si ama senza sentirsi soli e deprivati del suo affetto, della sua esistenza, senza diventare vulnerabili e provare dolore.

Reazioni al lutto
Il lutto viene vissuto soggettivamente ed elaborato in tempi e modi diversi. Alcuni superano il lutto in breve tempo, altri ne vengono distrutti e condizionati per il resto della loro vita, altri diventano più maturi e più capaci di affrontare le difficoltà della vita, altri più cattivi ed intolleranti verso il prossimo.

Alcuni affrontano il dolore in modo distaccato e controllato, come se non ne fossero toccati, altri piangono e si disperano continuamente. C'è chi si rifugia nella solitudine e chi necessita di una compagnia costante e persistente.

Cosa significa elaborare il lutto?
Il lutto è come una ferita, il cui processo di cicatrizzazione e di guarigione richiede tempo e fatica, un vero e proprio lavoro per poter tornare a vivere.

Ma questo lavoro interiore non sempre ha successo. Spesso il dolore è tale che questo processo di cicatrizzazione si arresta non permettendo al nostro cuore di superare il momento della disperazione e della solitudine.

La nostra mente è dotata di meccanismi naturali che permettono di elaborare le nostre esperienze, anche quelle più dolorose, in senso adattivo cioè volto alla risoluzione ed al superamento dell’esperienza traumatica, in questo caso il lutto.

Ma in molte situazioni questi meccanismi naturali sembrano bloccarsi a fronte di un dolore troppo grande da sostenere e/o di una fragilità o sensibilità emotiva molto spiccata nella persona.

Nasce allora un modo totalmente disadattivo di affrontare la perdita ed il dolore che fa precipitare la persona in una disperazione inconsolabile ed irreversibile creando problemi a se stessa ed alle persone che le vivono vicine.

Quando è necessaria una terapia?
Ricorrere allora ad un supporto terapeutico diviene indispensabile, ma spesso la persona che vive il lutto non ritiene utile tale supporto.

C’è la difficoltà e la resistenza e la paura di distaccarsi da quel dolore che, per la persona che lo vive, significa mantenersi emotivamente in contatto e vicina al caro defunto.

Superare il lutto in terapia significa concedersi la possibilità di riprendere la propria vita, non come era prima della perdita, ma su nuove e diverse basi che con il tempo, scopriremo piene di valore, se riusciamo a integrare la perdita nella trama della nostra vita.

Un caso di terapia del lutto
Dottore sono tre anni che è morta mia moglie ed ancora non riesco a venirne fuori. Mia figlia di 6 anni ne è rimasta traumatizzata, ha sempre problemi di rendimento a scuola di comportamento ed è sempre molto arrabbiata. Io non riesco più a concludere nulla. Corro sempre, mi rifugio in mille cose da fare, ma quando mi fermo e ho un attimo per me, mi perdo nelle mie tristezze. Sono venuto da lei come ultima spiaggia perché non so proprio cosa fare, non credo molto in questo tipo di aiuto, ma voglio provarci, per me e per mia figlia.

Mi racconta la sua triste storia con grande commozione, piangendo dopo tanto tempo. Decidiamo di partire da un frammento di un ricordo molto doloroso ed iniziamo a lavorarci con l’EMDR.

Questa terapia consiste in un set di stimolazioni bilaterali visive o tattili associate ad un evento traumatico. Tali stimolazioni attivano la corteccia cerebrale ed altre aree del nostro cervello, facilitando l’elaborazione del ricordo ed inducendo allo stesso tempo rilassamento.
La persona riferisce, dopo ogni set di stimolazioni, quanto gli succede dentro, ripercorrendo con associazioni, emozioni, sensazioni e convinzioni la sua vicenda traumatica in modo meno invasivo e devastante. Attraverso varie sedute di lavoro sul lutto, il paziente ha potuto affrontare il ricordo e rielaborarlo in modo da poter essere meno condizionato nei suoi comportamenti con la figlia.

Adesso, pur non avendo dimenticato il dolore per la moglie, sta meglio e riesce a vivere il suo ricordo in modo meno drammatico recuperando anche parti della sua storia belle e dense di emozioni positive. Alla fine di un ciclo di incontri mi dice: adesso il ricordo di mia moglie mi da più forza per affrontare il futuro e crescere mia figlia con più saggezza, ho ripreso il controllo della mia vita, che prima sembrava svanito e preso prigioniero da un vortice di emozioni turbolente...

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di Dott. Pietro Milazzo

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