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TFR, perchè averlo farà la differenza


Come poter integrare la pensione INPS per mantenere il proprio tenore di vita utilizzando il TFR
TFR, perchè averlo farà la differenza

Chi è già andato in pensione o chi ci andrà entro i prossimi 5 anni, ha una rendita mensile versata dall’INPS molto simile alla sua ultima retribuzione.

I 50enni e ovviamente, tutti i lavoratori più giovani vedranno in pensione una rendita pari al massimo al 70 – 80% del loro ultimo stipendio.

Per darvi un’idea, una lavoratrice dipendente di 40 anni con 16 anni di contributi andrà in pensione con il 42% del suo ultimo reddito.

Diventa, quindi, importantissimo, per mantenere il proprio tenore di vita una volta in pensione, la possibilità di integrare la pensione INPS con una rendita derivante dall’accantonamento del proprio TFR.

Sono stati fatti numerosi studi e calcoli su quanto potrà incidere il TFR sul reddito pensionistico e le percentuali variano da un 15% ad un 25% della retribuzione.

Significa, nel caso della lavoratrice dipendente di prima, che se alla fine della sua carriera lavorativa il suo reddito fosse per esempio di € 3.000 mensili, la pensione INPS corrisponderebbe a soli € 1.260 mensili. Se nel corso della carriera lavorativa avesse accantonato tutto il TFR senza mai richiedere anticipi potrebbe avere una rendita aggiuntiva mensile di € 600 euro, portando le entrate a oltre € 2.000. Una bella differenza vero?

 

Ma è meglio accantonare il TFR in azienda o ad un fondo pensione?

Non ci sono dubbi, assolutamente molto meglio un Fondo Pensione. Le motivazioni sono almeno 3 e sono sostanzialmente molto rilevanti:

•    Il TFR in azienda potrebbe essere difficile da recuperare in caso di crisi aziendale, mentre i versamenti al Fondo Pensione vengono accantonati in un proprio salvadanaio;

•    Il TFR accantonato in azienda, al momento del pensionamento viene tassato con l’aliquota media IRPEF pagata nei due anni precedenti (per uno stipendio di € 3.000 lordi corrisponde al 27%) mentre quello accantonato al Fondo Pensione viene tassato al massimo al 15%, e con un’anzianità di versamento oltre i 15 anni si può arrivare all'aliquota minima del 9%;
Esempio: TFR accantonato € 100.000 = se accantonato in azienda verranno corrisposti al neo-pensionato € 73.000; se accantonato al Fondo Pensione verranno corrisposti al neo-pensionato dagli € 85.000 ai € 92.000;  

•    Il TFR accantonato in azienda matura un interesse minimo legato all'inflazione, mentre quello accantonato al Fondo Pensione può approfittare dei rendimenti dei mercati con differenze sul montante finale anche del 40%. 

 

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Ma sei sicuro che il tuo TFR ce l'abbia proprio la tua azienda?

Non tutti sono consapevoli del fatto che, se l’azienda per la quale si lavora ha più di 50 dipendenti, e si è scelto di tenere il TFR in azienda, questo in realtà viene versato e custodito dall’INPS.

Si, avete capito bene, non è gestito e accantonato dal vostro datore di lavoro di cui avete piena fiducia, ma viene depositato all’INPS che lo usa per pagare tutti i mesi chi è già in pensione.

Quindi, considerando la situazione finanziaria dell’INPS forse c’è da preoccuparsi! Molto meglio, quindi, in caso di azienda con più di 50 dipendenti, accantonare il TFR ad un Fondo Pensione.

 

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