Tanto tuonò che piovve: la curva dei tassi USA segnala recessione


La curva dei rendimenti americana mostra segnali di recessione
Tanto tuonò che piovve: la curva dei tassi USA segnala recessione

Tanto tuonò che piovve: dopo gli ultimi due anni a discutere sulla possibilità di inversione della curva americana, il fattaccio è accaduto; per ora solo sulla parte breve fra i 6 mesi e i 3 anni, ma senza i ripetuti interventi (a parole) della FED, il tratto di curva interessato dall'inversione sarebbe potuto essere più lungo.

Le ultime decisioni in materia di politica monetaria  da parte della FED nel mese di marzo hanno scongiurato per un pò ulteriori ipotesi di rialzo dei tassi (che grande ruolo avevano giocato nella discesa dei mercati lo scorso 2018) rinviandoli al 2020 e hanno altresì assicurato la riduzione momentanea nel drenaggio di liquidità che tanto merito ha avuto nella ripresa dell'economia dopo la grande crisi del 2008: ciò ha consentito alla parte lunga della curva dei tassi americana di ridefinire la propria pendenza, ma la parte breve rimane ancora sotto pressione.

La teoria classica prevede che una curva dei tassi "normale" si presenti nelle fasi di espansione economica e debba presentare un andamento progressivamente ascendente  associando  rendimenti crescenti a scadenze via via più lunghe e rispecchiando con ciò aspettative di inflazione e, quindi, di tassi crescenti.

Viceversa, una curva inclinata negativamente si presenta, spesso, in situazioni di aspettative di rallentamento economico (recessione) per cui, in previsione di futuri ribassi dei tassi d'interesse, gli investitori prediligono posizionarsi sulle scadenze più lunghe e più remunerative  a scapito di quelle più brevi  vendendo quindi  titoli a breve per acquistare quelli più a lungo termine; il risultato è quello di far salire i prezzi sui titoli più a lunga scadenza e, di conseguenza,  farne scendere i rendimenti con la curva che si inclina così negativamente.

Il rischio è che l'equazione inversione = recessione, che non sempre nella realtà si è realizzata, stavolta possa autoavverarsi nella psicologia degli investitori ed è ciò che la FED dovrà scongiurare.

 

 

 

 

Articolo del:


di Antonio Russo

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse