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Tecniche di falsificazione della scrittura


Conoscere le modalità di falsificazione della grafia significa essere in grado di scoprirne le alterazioni.
Tecniche di falsificazione della scrittura

 

Scopo di chi falsifica la scrittura è quello di perfezionare un documento, riproducendo, ovvero simulando, il modo di firmare o di scrivere di qualcun altro.

Il fenomeno inverso della dissimulazione, ovvero lo scrivere in maniera volutamente diversa dal proprio "modus" allo scopo di negare in futuro la paternità di uno scritto, è un fenomeno attiguo che non si ritiene di analizzare in questa trattazione proprio perché ha uno scopo diverso sia dall'alterazione (falsificazione parziale di un documento autentico) che dalla contraffazione (creazione "ex novo" di un documento inesistente) che si dividono il campo della falsificazione documentale o della grafia. Peraltro, se per "tecniche" si intende "un insieme di norme che regolano la pratica di un'attività", parlare di "tecniche di falsificazione" non è del tutto esatto perché tale termine è riduttivo nei confronti di un fenomeno multiforme e del tutto privo di norme regolatrici.
Nell'arte antica della falsificazione, infatti, non esistono regole e solo la fantasia ne costituisce il limite.

Tuttavia nella casistica della "falsificazione" vi sono delle modalità ricorrenti che concretizzano metodologie pragmatiche ormai sedimentate e ampiamente verificate nella loro specifica capacità di inganno.
Molti sono i possibili modi di operare tale tipologie di falsificazione ed alcuni di essi – soprattutto quelli strumentali – richiedono tecnologie moderne mentre quelli classici richiedono solo pochi e semplici mezzi.

Il sistema di imitazione più classico – ed anche il più semplice – è quello che – dobbiamo ammetterlo – tutti abbiamo cercato di padroneggiare ai tempi della scuola per riprodurre la firma di nostro padre in calce al "libretto delle giustificazioni", dove, – almeno una volta – era scritto "firma del padre o chi ne fa le veci".

Seppur comunemente detta "a ricalco", l'imitazione "per trasparenza" è il più diffuso e semplicistico sistema per riprodurre la grafia altrui, poiché richiede solo un originale da imitare, un foglio su cui riprodurlo ed un appoggio su un supporto in controluce come il vetro di una finestra o, ancor meglio, una lastra retroilluminata.

Molto simile è l'imitazione "lenta" (detta anche "servile" o "pedissequa") che consiste nel cercare di seguire, con la penna, l'identica percorrenza della firma vera che si ha sotto gli occhi.

In tali forme di imitazione, alcune caratteristiche peculiari si evidenziano sulla "firma-imitata", poiché il falsificatore tende ad imitare ciò che in una grafia è più appariscente e finisce per ignorare dettagli a prima vista impercettibili che, specie se costanti, assurgono invece ad elementi rivelatori.

Come detta la "legge della direzione attentiva" di Ludwig Klages, più un segno è complicato, artificioso e non facilmente riproducibile, più aumenta la probabilità che esso sia spontaneo e, quindi, autentico.
Inoltre, il sistema imitativo costringe a eseguire con molta lentezza i gesti grafici e l'imitatore, per non sbagliare, deve arrestarsi con frequenza, per potere osservare l'originale da riprodurre.

Tale indugiare sul foglio dello strumento scrittorio, specie se eroga molto inchiostro, può causare la formazione di "ispessimenti" anomali del filo grafico che, per la forma globulare, vengono chiamati "bottoni di sosta" e sono considerati tra i segni più attendibili dell'avvenuta falsificazione.

Tali sistemi imitativi non resistono a lungo all'esame di un esperto, perché, generalmente, la loro falsità riemerge in quanto, oltre ai predetti "bottoni di sosta", si rilevano pressione scrittoria eccessivamente uniforme e monotona ("pressione piatta") nonché giustapposizioni ed interruzioni anomale.

L'utilizzo di una "penna a sfera gel" è ideale per la sua morbidezza a mascherare esitazioni o tremiti grafici dovuti alla forzata lentezza.

Un altro sistema - detto "ricalco indiretto" - utilizza, per ribadire un percorso autografo, una matita morbida, il cui tratto di grafite, viene cancellato prima del passaggio definitivo dell'inchiostro della penna.
Può sembrare un ottimo sistema, ma anche se la grafite sembra invisibile ad un esame ottico ingrandito, residuano sempre le tracce rilevabili con l'irradiazione infrarossa.

La cosiddetta "imitazione libera" viene solitamente usata per confezionare falsi da imputare a persone di cui non si dispone di grafie di comparazione.
In tal caso è molto valida e sicura.
Il falsificatore, infatti, non cerca di imitare una grafia, ma ne crea una inesistente, dall'andamento naturale e spontanea (senza interruzioni, giustapposizioni, variazioni pressorie o altro che faccia sorgere sospetti) e che nel contempo, sia provvista delle caratteristiche tipiche del soggetto a cui si vuole attribuire lo scritto.

L'imitazione libera si può utilizzare per "creare" la firma di una persona anziana non abituata a scrivere e per maggiore credibilità, si farà firmare un altro soggetto in età avanzata la cui grafia avrà le caratteristiche del tutto naturali della senilità come tratti artritici, ingolfamenti, pastoie, difficoltà di tenuta direzionale ecc...

Poi vi sono le falsificazioni classiche, ovvero le modifiche avvenute dopo la stesura ed il completamento del documento e consistenti nell'eliminazione e nell'aggiunta successiva di porzioni di testo.

La cancellazione può avvenire per copertura, ovvero oscurando una parte di testo con colorazioni opache (es. inchiostro) o a seguito dell'azione di agenti fisici (abrasione, raschiatura) o chimici (scolorina, solventi).

In tal caso quello che lascia la traccia è il mezzo stesso con cui si è proceduto all'alterazione e lo scopo finale dell'analista diventa quello di ripristinare la scrittura originaria perché possa essere letta nella sua interezza.

Una colorazione coprente sovrapposta può essere resa invisibile all'occhio umano a seguito di irraggiamento a luce infrarossa.

I mezzi fisici (si pensi ad una gomma di cassazione) con la loro azione abrasiva provocano l'assottigliamento del supporto ed il contestuale innalzamento di "creste" di materiale di risulta che sono ben evidenziabili con un illuminazione di tipo "radente" o se molto intensi, semplicemente "in trasparenza".

I mezzi chimici lasciano aloni e tracce che appaiono se sottoposti ad irradiazione ultravioletta (lampada di Wood)

Certamente più vari sono i sistemi moderni – totalmente strumentali – di contraffazione o di alterazione di documenti.
In essi peraltro ha avuto un forte impatto l'uso delle tecnologie cibernetiche prima e di quelle digitali dopo.

Dopo un uso illegittimo che ha interessato le fotocopiatrici che consentivano la costruzione – peraltro grossolana – di documenti falsi o comunque alterati, oggi, nella contraffazione di documenti, viene usato lo scanner che genera un’immagine digitale di ciò che si vuole riprodurre, che rasenta la perfezione poiché ha caratteristiche di altissima risoluzione.

Dopo di che, plotter o stampanti fotografiche danno la possibilità di stampare tali immagini digitali ovvero di apporre sottoscrizioni in tutto simili all'originale.
Ma anche in questo caso, l'esperto, osservando immagini fortemente ingrandite, verifica la presenza non degli inchiostri fluidi caratteristici delle penne a sfera, ma di inchiostri solidi (toner) dalle caratteristiche corpuscolari che danno una resa completamente diversa.

Concludendo questa breve carrellata sulle tecniche di falsificazione, si ritiene che, a prescindere dalle modalità con cui si è fraudolentemente proceduto, quello che conta sapere è che spesso – seppur non sempre – il procedimento di falsificazione non raggiunge lo scopo di distruggere definitivamente il contenuto di uno scritto che, grazie alle metodologie oggi possibili, può essere fatto tornare letteralmente "alla luce".

E', quindi, importante applicare tutte le conoscenze tecniche del grafologo che devono essere utilizzate non singolarmente, ma nel loro intero complesso poiché solo i risultati combinati dei test tecnici disponibili, possono dimostrare che un documento sia stato manomesso o che non sono dimostrabili né reperibili le prove di condotte fraudolente finalizzate a tale scopo.

 

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