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Tempo di Covid-19 e di quarantena: un tempo utile per "vedersi meglio"


Il tempo di pandemia e di quarantena può diventare prezioso se usato per osservarsi, anziché giudicarsi. Solo allora sarà più facile individuare cosa cambiare di sé
Tempo di Covid-19 e di quarantena: un tempo utile per "vedersi meglio"

Il tempo di quarantena è un tempo “sospeso” che siamo stati costretti a vivere da una malattia, il Covid-19, che è stata definita invisibile, difficile da localizzare e da circoscrivere ma che ha avuto, e continua ad avere, degli effetti assolutamente tangibili, forti, potenti su tutti noi.

In questo tempo, infatti, siamo stati chiamati a “sospendere” temporaneamente la nostra vita abitudinaria: abbiamo sospeso i soliti tempi scanditi dal lavoro, dalla scuola dei figli, dalle attività sportive, dalla spesa frettolosa, dalle uscite con gli amici, dal cinema, dal teatro, dal ristorante, dai pranzi in famiglia, dalle attività di volontariato ecc…

Ci è stato chiesto di fermarci e di restare nelle nostre case.


Come poter utilizzare in modo utile questo tempo? E' semplice:

• Riscoprendo e dedicandosi ai legami familiari.


Ma se non ho una famiglia o se nella mia famiglia mi sento in gabbia o, peggio ancora, se i miei familiari piuttosto che proteggermi mi maltrattano?
• Mantenendo i contatti con le persone importanti al di fuori della famiglia.

Ma se non ho voglia di chiamare nessuno e se, ancor peggio, il mio telefono non squilla mai?
• Dedicandosi alle proprie passioni e hobby, magari scoprendone anche di nuovi…

Ma se prima non ne avevo e, pur pensandoci, non mi appassiona niente o se non mi appassiona più ciò che, invece, prima mi piaceva?
• Facendo attività fisica, seguendo un buon regime alimentare e mantenendo regolarità nel sonno.

Ma se ho voglia di stare solo sul divano e di abbuffarmi di schifezze? Ma se prima dormivo come un sasso e adesso non faccio altro che svegliarmi e fare incubi?
• Continuando a lavorare in smart working o a studiare.

Ma se un lavoro non ce l’ho e non ho neanche la più pallida idea di dove andare a cercarlo? Ma se non riesco a concentrarmi per più di mezz’ora?
• Scegliendo momenti specifici per acquisire informazioni da fonti sicure.

Ma se non riesco a fare a meno di guardare tutti i telegiornali e i programmi che parlano del Covid-19, e se al minimo colpo di tosse entro nel panico? Se temo di rivedere i miei amici, seppur lo desidero, per paura di essere infettato o comunque di mettermi a rischio?


Come poter utilizzare in modo utile questo tempo? Non è così semplice…

O meglio non è così semplice, perlomeno non lo è per tutti, se si sta con l’idea  che un tempo è utile nella misura in cui lo si usa per “migliorare” o per fare tante cose: diventando, ad esempio,  più bella, più magra, per leggere i libri rimasti impilati sul comodino da anni, per iniziare a  fare attività fisica quando fino a ieri si detestava la palestra, per studiare una nuova lingua, per trascorrere più tempo con i propri figli, per imparare a cucinare, fare giardinaggio, bricolage,  per… per… per…

Per qualcuno i giorni di quarantena, fin dall’inizio, sono stati un’opportunità per riscoprire o, addirittura, scoprire le proprie risorse utilizzandole in modo utile per sé, per qualcun altro invece questi sono stati, e continuano ad essere, giorni difficili.


Come mai?

Perché mi sono accorto di essere spesso nervoso, irritabile, di annoiarmi, di scattare alla prima parola che considero fuori posto, di sentirmi in gabbia, di non essere riuscito a mettermi a dieta o di non aver aperto neanche mezza pagina di quel libro, di stare continuamente in ansia al pensiero di aver dovuto interrompere la frequentazione con quella persona che, proprio prima della quarantena, sembrava si stesse interessando a me, di non aver voglia di uscire anche se adesso potrei farlo, di essere continuamente preoccupato di quello che succederà in futuro e di che fine farò al lavoro, di  sentirmi solo pur avendo una famiglia,  di essere spesso triste perché non ho costruito niente nella vita e non ho nessuno al mio fianco, di non essere un genitore così paziente e amorevole con i miei figli, di essere continuamente insoddisfatto…


Questo significa che non sto utilizzando in modo utile questo tempo?

No, questo significa che sto vivendo questo tempo a “modo mio”, con i miei pensieri, le mie emozioni i miei comportamenti e il mio modo di relazionarmi con gli altri. Certo questo “mio modo” potrebbe non essere da manuale delle buone prassi ma è il mio!

Allora questo tempo potrà diventare utile non perché mi sono scoperto migliore di quello che pensavo di essere ma perché mi sono osservato nei miei diversi aspetti, più o meno positivi, mi sono conosciuto un po' di più, mi sono accorto di me. La parola chiave quindi diventa “mi sono accorto” e non è importante come prosegue la frase; la cosa importante è riuscire ad accorgersi di come si sta, solamente allora si può decidere se lavorare su certi aspetti che non ci piacciono o che ci provocano disagio per cambiarli.


Come rendere utile questo tempo: osservandosi, senza giudicarsi

È del tutto normale che quando si vivono momenti particolarmente stressanti e di cambiamento (e il tempo della pandemia e della quarantena può essere definito tale), attiviamo i processi che conosciamo, quelli che ci sono più familiari e che nel nostro passato ci hanno permesso di affrontare certe situazioni, garantendoci la sopravvivenza emotiva. Può sembrare assurdo ma quello che oggi mettiamo in atto e che ci rendiamo conto essere parte del nostro disagio, nel passato ha avuto un senso e una funzione positiva (ad esempio: se oggi mi chiudo e mi allontano dalla persona di cui, in fondo, vorrei sentire la vicinanza, con molta probabilità questo è quello che ho imparato a fare nella mia esperienza relazionale passata e che mi ha permesso di continuare ad “esistere” anche quando l’altro non si interessava a me).

Dunque piuttosto che spaventarsi o criticarsi per il fatto di non "vivere al meglio" questo periodo così delicato e complesso, confrontandosi con tutti quelli che, invece, lo stanno vivendo bene magari perché hanno una bella famiglia, perché stanno continuando a lavorare perché stanno riuscendo a mantenere i nervi saldi... questo tempo potrà diventare davvero utile se usato per guardarsi e ri-conoscersi; un po’ come un bambino che si guarda per la prima volta incuriosito allo specchio riconoscendo i tratti caratteristici del suo volto, quelli che lo contraddistinguono e che lo rendono unico. Quando il bambino si specchia, non si giudica bello o brutto (questo lo fanno gli adulti intorno a lui!), non mette a confronto i suoi tratti con quelli degli altri per affermare chi è "meglio" o "peggio" (questo lo fanno gli adulti intorno a lui!), il bambino semplicemente si vede e si ri-conosce.

Mi piace pensare questo tempo di quarantena come una sorta di lente d’ingrandimento su di noi: guardare attraverso la lente significa poter mettere un po' più a fuoco la nostra persona con tutte le sue sfumature e gli aspetti che la contraddistinguono.

La lente d’ingrandimento è un oggetto, non una persona, quindi non giudica; semplicemente svolge la sua funzione ovvero far vedere meglio le cose!

Allora se il tempo del Covid, della quarantena e dello stare in casa è servito a “vedere con più chiarezza”, è stato proprio un buon tempo!

Questo è l’aspetto prezioso che portano con sé i momenti di crisi o di difficoltà: ci danno la possibilità, se scegliamo di coglierla, di accorgerci cosa ci piace di noi e della vita che ci siamo costruiti e cosa, invece, non ci piace, quali sono le nostre priorità, ciò che desideriamo e ciò di cui abbiamo bisogno per vivere “bene”, ciò che ci spaventa e in che modo ci impediamo di cambiare quello che non ci soddisfa.

Stai guardando attraverso la lente? Cosa ti piace? Cosa non ti piace? Cosa vuoi cambiare?

 

 

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